Anche Milano ha la sua Statua della Libertà, che è addirittura antecedente a quella celebre statunitense. Si trova sulla facciata del Duomo, sopra il portale centrale, e si chiama in realtà "La Legge Nuova". L'ha scolpita Camillo Pacetti nel 1810, oltre settant'anni dell’inaugurazione nel porto di New York. Tuttavia, tra le migliaia di sculture che decorano la cattedrale, passa facilmente inosservata. Ecco, allora, cosa c’è da sapere sulla Statua della Libertà di Milano.
La storia de La Legge Nuova
Il Duomo di Milano, iniziato nel lontano 1386, aveva ancora una facciata incompiuta. A dare l'accelerata decisiva fu Napoleone Bonaparte, che nel 1805 ordinò di completarla in vista della sua incoronazione a Re d'Italia.
In quegli anni la Veneranda Fabbrica del Duomo commissionò decine di nuove sculture. Tra gli artisti coinvolti c'era Camillo Pacetti (1758-1826), scultore neoclassico di origine romana che insegnava all'Accademia di Brera.
La Legge Nuovacelebra un concetto religioso: la legge del Vangelo, cioè il Nuovo Testamento. A destra del finestrone centrale si trova la sua "gemella" concettuale: la Legge Vecchia, attribuita a Luigi Acquisti, che regge le tavole e simboleggia l'Antico Testamento. Per vederla, bisogna alzare lo sguardo sopra il portale maggiore: si nota un balcone con un grande finestrone e La Legge Nuova è sul lato sinistro del balcone.
Le principali statue del Duomo di Milano
Il Duomo ospita oltre 3.400 statue tra esterno e interno, distribuite su facciata, contrafforti e 135 guglie. Quelle da non perdere sono:
- La Madonnina: simbolo di Milano, la Madonnina svetta sulla guglia maggiore, a circa 108,5 metri d'altezza, dal 1774. Modellata dallo scultore Giuseppe Perego e realizzata in rame dorato dall'orafo Giuseppe Bini, misura poco più di quattro metri.
- San Bartolomeo scorticato: entrando in cattedrale, nel transetto destro, c’è una delle sculture più impressionanti del Rinascimento lombardo. San Bartolomeo, opera di Marco d'Agrate (1562), è raffigurato dopo il martirio.
- La statua di Napoleone su una guglia: il legame tra Bonaparte e il Duomo è rimasto scolpito nella pietra. Come ringraziamento per aver fatto completare la facciata, Napoleone fu celebrato con una statua su una delle guglie.
- Le statue "moderne" e curiose: La Veneranda Fabbrica continua a sostituire le statue danneggiate e, nel corso del Novecento, gli scultori si sono concessi qualche licenza creativa. Tra le figure più sorprendenti si raccontano un pugile, spesso identificato con Primo Carnera, campione del mondo dei pesi massimi; racchette da tennis e palloni da rugby nascosti tra i decori; un volto che, secondo una leggenda diffusa, ricorderebbe quello di Benito Mussolini, poi camuffato con un turbante.
La statua di New York è stata ispirata da quella di Milano?
L'idea che Frédéric Auguste Bartholdi si sia ispirato alla Legge Nuova è suggestiva e circola da anni, ma resta un'ipotesi affascinante più che un fatto storico accertato. La spiegazione più probabile della somiglianza è un'altra: entrambe le statue attingono allo stesso repertorio simbolico neoclassico. La figura femminile con la fiaccola era un'allegoria diffusissima nell'arte europea dell'Ottocento.
Bartholdi viaggiò in Italia e conosceva bene l'arte del nostro Paese; quindi, non si può escludere che abbia visto il Duomo. Tuttavia, non esistono lettere o appunti che lo confermino.
Dove sono le 5 statue della libertà?
A Parigi ci sono ben 5 statue della libertà: è lì che Bartholdi progettò e costruì l'opera, ed è lì che sono rimasti modelli, prototipi e omaggi. Non sono copie della statua americana, ma le sue "sorelle" e, in alcuni casi, le sue precorritrici. Sono quindi le seguenti:
- Île aux Cygnes: la più celebre, alta circa 11,5 metri, vicino al Pont de Grenelle. Donata dalla comunità americana di Parigi e inaugurata nel 1889, guarda verso ovest, in direzione di New York, con la Torre Eiffel alle spalle.
- Musée d'Orsay: custodisce un modello in scala ridotta realizzato da Bartholdi. Per oltre un secolo è rimasto all'aperto nei Giardini del Lussemburgo, poi nel 2012 è stato trasferito al museo per proteggerlo.
- Jardin du Luxembourg: una copia in bronzo ha preso il posto dell'originale spostato all'Orsay.
- Musée des Arts et Métiers: conserva il modello in scala 1:16 usato da Bartholdi per perfezionare le proporzioni. Una replica si trova anche nel piazzale esterno.
- Flamme de la Liberté (Pont de l'Alma): una riproduzione a grandezza naturale della sola fiaccola, regalata a Parigi nel 1989.
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