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“Non ci siamo mai fermati e ora il mio team è pronto a ricominciare gli appuntamenti”

All'interno dello speciale "Agenti tra le mura di casa", Sara Brundu, di Key Estate S.A.S, ha spiegato in che modo ha gestito il periodo di emergenza legato al coronavirus

Sara Brundu, Key Estate S.A.S. / Key Estate S.A.S.
Sara Brundu, Key Estate S.A.S. / Key Estate S.A.S.

Parlando a idealista/news, Sara Brundu, di Key Estate S.A.S., ha spiegato in che modo ha gestito il periodo di emergenza legato al coronavirus, come si sta organizzando con il suo team in vista del prossimo 4 maggio e quali sono, a suo avviso, i cambiamenti a cui andrà incontro il settore immobiliare.

Lei e i suoi collaboratori come avete affrontato questo periodo di chiusura forzata?

“Una piccola premessa, noi abbiamo visto la quarantena come un’opportunità, perché questo dovrebbe essere per tutti gli imprenditori che non hanno problematiche di magazzino; un periodo di pausa dagli appuntamenti così lungo non capiterà più a nessuno. Perciò lo abbiamo sfruttato per approfondire al meglio i piani di formazione e di studio che sono la nostra passione. La quotidianità è gestita in smart working, compresa la segreteria che è attiva e operativa tutto il giorno. Il team si è occupato di chiudere le trattative in essere, per fortuna i notai e le banche non si sono fermati, e di acquisire nuovi immobili perché le persone hanno continuato ad avere voglia di ripresa e lì siamo focalizzati”. 

Come avete gestito il marketing immobiliare in questo periodo?

“Gli immobili in vendita non hanno sofferto quanto si possa pensare, abbiamo sempre avuto molte richieste, prevalentemente più via mail che con la classica chiamata; abbiamo sempre curato gli annunci in modo da non lasciare troppo spazio all’immaginazione. Per ora abbiamo selezionato gli acquirenti e programmato le prenotazioni per le visite. Ovviamente il marketing per essere vincente deve sempre adeguarsi a ciò che succede, motivo per cui abbiamo lanciato una serie di campagne pubblicitarie sui social che, a volte ironizzando, invitano le persone a riflettere sulle reali esigenze della famiglia verso l’immobile e a chiamarci se vogliono vendere, perché così lavoriamo ancora meglio alle analisi di mercato; avendo trascorso tanto tempo a casa le idee sono ancora più chiare di prima. La risposta è stata pazzesca, una bella percentuale di nuovi clienti sta arrivando proprio in questa pandemia”.

Come crede che cambierà il marketing immobiliare una volta finito questo periodo?

“Non credo ci saranno grandi cambiamenti, o meglio, i cambiamenti erano già in essere prima della pandemia, tipo la fotografia in hd, i tour in 3d, le presentazioni video e i tour virtuali, credo solo che li perfezioneremo più in fretta e in maniera più precisa”.

Gli strumenti di cui ha parlato – fotografia in hd, tour in 3d, presentazioni video e tour virtuali – oltre ad essere perfezionati, assumeranno un ruolo ancora più importante?

“Sì certamente, se prima erano strumenti marginali che stavamo iniziando ad usare, ora stanno diventando primari e soprattutto ci siamo resi conto della comodità che può comportare un tour virtuale anche di un appartamentino piccolo per il quale prima nemmeno lo si ipotizzava. Devo dire che con questa emergenza anche gli operatori del settore stanno facendo promozioni che ci permettono di usare tali strumenti in più ampia scala ottimizzando tempo e risorse”.

Pensa che, in seguito a questa emergenza dovuta al coronavirus, le esigenze delle persone cambieranno nella scelta dell’immobile?

“Se mi permetti faccio una battuta, finalmente, dopo questa emergenza, le persone avranno delle esigenze reali e concrete! Ante lockdown le ricerche erano a volte falsate dalle mode del momento, per esempio riferite a zona e quindi si sceglievano case più piccole, ma nella zona più ‘in’, dalla tipologia, per la quale era trendy scegliere il loft o la mansarda, dal budget, per cui anche 5.000 euro in più non si prendevano in considerazione. Ora forse i clienti hanno capito che è meglio una casa più grande, anche se più periferica, meno fashion, ma più comoda se ci stai tutto il giorno, e che se si chiedono 5.000 euro in più è bene pensare a costi/benefici”.

Dal suo punto di vista, come potrà cambiare il settore immobiliare nel post Covid-19?

“In primis, penso che come in ogni settore, anche nel nostro, ci sarà la selezione naturale per cui molti colleghi e strutture ahimè chiuderanno, per cui dovremo far fronte ad un indotto certamente superiore, lottando con chi decide di intraprendere la strada dell’abusivismo che sarà in aumento.

Le compravendite probabilmente subiranno, in ambito nazionale, una riduzione del 7% con un’inflessione dei prezzi, dicono, dell’8/10% massimo.

Per quanto riguarda il mercato le grandi sofferenti saranno la prima casa e il turistico. La prima casa, nel range entro i 130.000/150.000 euro, perché ha come utenti i giovani al primo mutuo, persone che oggi sono in cassa integrazione, persone che non sanno quando riprenderanno a regime e che chiaramente attendono tempi migliori per impegnarsi in un acquisto. Il turistico invece soffriva già prima del Covid, ora si amplifica il divario tra la casetta al mare e la villa e paradossalmente soffrirà la casetta, quella che il piccolo risparmiatore avrebbe comprato per passarci le vacanze; ora lo stesso risparmiatore probabilmente si terrà il fondo e qualcosa la investirà sul residenziale che ha un ritorno più sicuro.

Salgono sul podio le locazioni perché ovviamente in un periodo di incertezze si cerca di tamponare la situazione e rimandare le decisioni; i prezzi a mio avviso saliranno di un 5%”.

Il codice Ateco 68, relativo alle "Attività immobiliari", è all'interno del Dpcm del 26 aprile 2020. Siete pronti a ripartire?

“Il mio team è pronto, più che a ripartire, a ricominciare gli appuntamenti, poiché in realtà non ci siamo mai fermati, in 46 giorni di quarantena abbiamo stipulato 11 atti per cui non ci lamentiamo.

La complessità sarà garantire la sicurezza in tutto il nostro operato e per questo abbiamo ipotizzato una nostra ‘prima fase’ durante la quale faremo solo appuntamenti nelle case non abitate e tra 2 settimane inizieremo in quelle abitate con il benestare dei proprietari. Ovviamente ogni nostra visita sarà correlata dal ‘key kit’, e cioè mascherina, guanti e copri scarpe che verranno consegnati al cliente prima di procedere con l’appuntamento. Per la gestione delle proposte e delle accettazioni chiaramente utilizzeremo il software per le firme elettroniche, un sistema facile per il cliente e senza rischi poiché genera una ricevuta che ha validità legale”.