Le spese per la mensa scolastica sono detraibili nel modello 730, nella misura del 19%, entro un limite massimo di 1.000 euro per ciascun figlio. Rientrano tra le spese di istruzione e possono essere sommate ad altri costi scolastici. Per ottenere il rimborso è necessario effettuare pagamenti tracciabili e conservare ricevute e certificazioni. Gli importi vanno inseriti nel Quadro E, righi E8-E12, con codice 12. Le ricevute si possono scaricare dai portali comunali, PagoPA, App IO o home banking
Il modello 730 può essere presentato anche senza sostituto d’imposta, scelta utile per chi non ha datore di lavoro o pensione, ma è un’opzione a disposizione anche di volontariamente vuole seguire questa strada. In questo caso, eventuali rimborsi vengono erogati direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi, generalmente da dicembre o oltre. Se la dichiarazione è a credito, il contribuente può riceverlo sul proprio conto corrente o con altre modalità. Per ricevere il rimborso più velocemente è fondamentale indicare l’IBAN e monitorare lo stato nel cassetto fiscale.
La normativa fiscale prevede la possibilità di sottrarre dall'Irpef una percentuale degli oneri sanitari sostenuti. Per ottenere il beneficio del 19%, oltre la franchigia di 129,11 euro, occorre rispettare precisi obblighi di pagamento e conservare la documentazione adeguata. Si analizzano i tetti massimi, le differenze con gli oneri deducibili e le eccezioni sull'uso del contante per l'acquisto di medicinali
Le spese sportive dei figli di età compresa tra 5 e 18 anni sono detraibili nel 730 al 19%, fino a un massimo di 210 euro per ciascun figlio, con un risparmio massimo di 39,9 euro. Vanno indicate con codice 16 nei righi E8-E10 del modello 730 o RP8-RP13 del modello Redditi. La detrazione spetta a chi sostiene la spesa e richiede pagamenti tracciabili. In presenza di più figli, il limite si applica a ciascuno. Oltre allo sport, è possibile detrarre anche spese scolastiche, universitarie, sanitarie e di trasporto.
Tra i momenti più complessi che le famiglie devono affrontare, la gestione di tutti gli oneri di un funerale rappresenta uno dei più duri. Tuttavia, vi sono degli aspetti economici da non sottovalutare, come la detrazione delle spese funebri. È infatti previsto un beneficio al 19% sull'IRPEF, per un tetto massimo di 1.550 euro, per ogni evento luttuoso. La detrazione non spetta unicamente ai parenti, bensì a qualsiasi soggetto che abbia sostenuto i costi. È però necessario sapere che il tetto massimo non è cumulativo: in presenza di più contribuenti, si divide pro quota
Nel 2026 è possibile detrarre nel 730 le spese per abbonamenti al trasporto pubblico (bus, metro, tram, treni regionali), anche per familiari a carico. Restano esclusi biglietti singoli e servizi privati. La detrazione IRPEF riconosciuta è del 19% su un massimo di 250 euro annui, per un rimborso fino a 47,50 euro. Serve conservare ricevute e abbonamenti e verificare i requisiti. Le spese vanno inserite nel Quadro E, rigo E8-E10, codice 40, anche nel 730 precompilato controllando eventuali dati mancanti
Non presentare il modello 730 può comportare conseguenze diverse in base alla propria situazione fiscale. Se l’invio avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la dichiarazione è tardiva e prevede una sanzione ridotta; oltre questo termine è omessa, con multe più elevate. Chi è a debito rischia sanzioni fino al 240% dell’imposta non versata e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali. Chi è a credito perde invece il rimborso spettante. È possibile rimediare presentando una dichiarazione tardiva o, dopo 90 giorni, il modello Redditi Persone Fisiche
Stiamo entrando nel vivo della stagione fiscale della dichiarazione dei redditi. Come ogni anno il modello 730 2026 è lo strumento principale per lavoratori dipendenti e pensionati per denunciare i propri redditi all’Agenzia delle Entrate e anche per ottenere rimborsi in tempi rapidi. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sul modello 730: istruzioni, quando presentarlo e come farlo in autonomia o tramite Caf
Il rimborso del 730 spetta di norma al datore di lavoro, anche se il rapporto è cessato, purché abbia ricevuto il modello 730-4; altrimenti interviene l’Agenzia delle Entrate. In caso di licenziamento dopo l’invio della dichiarazione, resta responsabile l’ex datore di lavoro per la gestione del conguaglio. Può però verificarsi il diniego del 730, possibile solo in specifiche condizioni. In tal caso occorre controllare gli errori e presentare un 730 integrativo. Il diniego non è annullabile: l’unica soluzione è una nuova dichiarazione correttiva
Le detrazioni oneri ed erogazioni liberali permettono di ridurre l’IRPEF grazie a spese sostenute e donazioni a enti specifici. Gli oneri sono spese detraibili, mentre le erogazioni liberali sono donazioni che possono essere detraibili o deducibili. La detrazione si applica con percentuali variabili (dal 19% al 35%) in base al beneficiario. Nel modello 730 vanno inserite nel Quadro E con appositi codici. La scelta tra detrazione e deduzione dipende dal reddito: la prima conviene con aliquote basse, la seconda con redditi elevati
La stagione fiscale 2026 richiede ai contribuenti di preparare con attenzione i documenti per il modello 730, utili a evitare errori e ottenere eventuali rimborsi. I documenti si dividono in quattro categorie: dati personali, redditi, immobili e spese detraibili o deducibili. Tra questi rientrano CU, contratti, visure catastali, fatture e ricevute. Importanti anche le spese scaricabili, come sanitarie, scolastiche, mutui e assicurazioni, spesso detraibili al 19% se pagate con metodi tracciabili, salvo alcune eccezioni come farmaci e prestazioni sanitarie.
La detrazione dal 730 dell’assicurazione auto non riguarda la polizza RC auto obbligatoria, che dal 2014 non è più detraibile. È possibile però portare in detrazione nel modello 730 il 19% della quota di premio relativa alla copertura infortuni del conducente, se presente nella polizza e se rispetta i requisiti previsti dalla normativa. La spesa va indicata nel Quadro E tra gli oneri detraibili, conservando contratto e ricevute di pagamento tracciabili. L’importo detraibile segue i limiti previsti per le assicurazioni contro infortuni o rischio morte
Il modello 730/2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025, introduce varie novità legate soprattutto alla riforma dell’IRPEF e a nuove regole su detrazioni e bonus. Confermati 3 scaglioni IRPEF e aggiornati alcuni limiti fiscali, mentre cambiano anche le detrazioni per figli e familiari a carico e quelle per alcune spese. Restano detraibili le spese sanitarie, scolastiche, mutuo, affitto e interventi sulla casa. Il 730 precompilato sarà disponibile dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, con possibilità di modifica e invio dal 20 maggio e scadenza al 30 settembre 2026.
Ogni anno milioni di contribuenti attendono il rimborso 730, ossia la restituzione dell’IRPEF pagata in eccesso. A volte, però, il rimborso non arriva nei tempi previsti: questi variano in base al momento di presentazione del modello, alla presenza o meno di un sostituto d’imposta e alla tipologia di contribuente. I ritardi possono dipendere da invii tardivi, errori nei dati, controlli fiscali, problemi con datore di lavoro o INPS, oppure debiti con il Fisco. Lo stato del rimborso si verifica su busta paga, cedolino pensione, cassetto fiscale o sito INPS
Il modello 730 è lo strumento più usato da dipendenti e pensionati per la dichiarazione dei redditi. Ne esistono diverse tipologie, ognuna pensata per esigenze specifiche: ordinario, precompilato, semplificato, congiunto, per eredi, aggiuntivo, correttivo e integrativo. Il modello 730 ordinario è la versione standard, da compilare manualmente o tramite CAF, con scadenza fissata al 30 settembre 2025. Rispetto al precompilato richiede più tempo e assistenza, mentre il semplificato punta a una compilazione più intuitiva e digitale. Conoscere differenze e scadenze evita errori e ritardi
Il modello 730 integrativo consente di correggere errori o omissioni nella dichiarazione dei redditi già inviata, ad esempio spese detraibili non inserite, redditi dimenticati o dati del sostituto d’imposta. Esistono tre tipologie: il tipo 1 (a favore del contribuente), il tipo 2 (per correggere i dati del sostituto) e il tipo 3 (per entrambi). L’integrativa va presentata tramite CAF o professionista entro il 25 ottobre, con rimborso in busta paga o pensione generalmente a dicembre. Si distingue dal 730 rettificativo, predisposto dall’intermediario in caso di suoi errori.
L’articolo 2-bis del decreto legge 113/2024 ha previsto un'indennità una tantum di 100 euro ai lavoratori dipendenti che percepiscono la tredicesima mensilità: ecco quali sono le indicazioni per verificare di averla ricevuta o di doverla richiedere nella dichiarazione dei redditi utilizzando il modello 730/2025 o il modello Redditi 2025 Persone Fisiche (PF)
La guida dell’Agenzia delle Entrate per il modello 730/2025 è disponibile dal 10 marzo e offre istruzioni dettagliate per la compilazione della dichiarazione dei redditi. Tra le principali novità: modifiche agli scaglioni IRPEF, ampliamento del 730 precompilato, nuove regole per detrazioni e crediti, bonus tredicesima e trattamento integrativo. Cambiamenti anche sui bonus edilizi, con riduzioni e nuove modalità di rateizzazione. Il modello, in versione ordinaria o precompilata, va presentato entro il 30 settembre, anche tramite CAF o intermediari.
Dove deve essere indicato il reddito da locazione breve nel 730? E cosa accade in caso di più appartamenti? Sul punto ha fatto chiarezza il Fisco. Si ricorda che per contratto di locazione breve si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. Ma vediamo quanto precisato in seguito al quesito presentato da una contribuente
Nel modello 730 non vanno dichiarati i prestiti, poiché non rappresentano reddito imponibile. C’è da dire, però, che alcuni finanziamenti possono essere detraibili, come i mutui per la prima casa, i prestiti per ristrutturazioni e quelli finalizzati a spese professionali. È possibile recuperare gli interessi passivi tramite un apposito Quadro del 730, allegando la documentazione rilasciata dalla banca o dall’ente erogatore
Chi ha sostenuto interessi passivi, oneri accessori o quote di rivalutazione legati a contratti di mutuo nel corso del 2024 potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 19% dell’imposta lorda.
Come ogni anno, quando si avvicina il momento in cui si deve compilare e presentare la dichiarazione dei redditi, ci si chiede quali siano le detrazioni di cui si può beneficiare, al fine di ridurre l’imposta dovuta. Tra le varie agevolazioni fiscali troviamo anche quella relative alle spese sostenute per il canone di locazione. Per evitare errori è bene sapere come funziona e chi ne ha diritto
Quando si avvicina il momento di presentare la dichiarazione dei redditi, milioni di contribuenti iniziano a chiedersi quando arriva il rimborso del 730 da parte dell’Agenzia delle Entrate, ma spesso sorgono dubbi sui tempi di erogazione e su come verificarne lo stato. Quando arrivano i soldi del 730?
A partire dal 15 maggio è possibile la modifica e l'invio del modello 730 precompilato 2025 sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
La dichiarazione dei redditi (comunemente chiamata anche 730) rappresenta un obbligo fiscale fondamentale per i cittadini italiani, necessario per comunicare al fisco i propri redditi e determinare l'eventuale imposta dovuta. Bisogna specificare che, però, non tutti sono obbligati alla presentazione annuale del 730. Ma che succede se non si fa il 730, o nella peggiore delle ipotesi, se non lo si è mai presentato?
Ricevi le nostre ultime notizie nella tua email Iscriviti