Pochi potrebbero immaginare che nel cuore del Piemonte, dove ci dovrebbero essere boschi fitti o montagne, c’è un paesaggio aperto, quasi africano, fatto di prati magri, cespugli, querce isolate e orizzonti larghi. Non è un caso che venga chiamata spesso “savana piemontese”: qui la natura ha conservato un carattere selvaggio che altrove è andato perso: ecco, allora, cosa vedere alla Riserva naturale delle Baragge e perché visitarla.
Perché si chiamano Baragge?
Il nome baraggia (o al plurale baragge) deriva probabilmente da termini di origine celtica o longobarda legati al concetto di “brughiera” o “boscaglia”. In piemontese e in alcune parlate locali, “baràg” indica infatti un terreno incolto, povero, spesso coperto da vegetazione arbustiva, felci e cespugli spinosi.
Dal punto di vista naturale, la riserva si sviluppa su terrazzi fluviali di origine morenica e alluvionale, composti in gran parte da argille e sabbie poco fertili. Questi suoli drenano l’acqua in modo irregolare e tendono a seccarsi in fretta in superficie, impedendo lo sviluppo di un bosco fitto e favorendo invece praterie aride e brughiere.
Proprio per questa ragione, la zona viene anche chiamata savana piemontese o savana del biellese: qui si trovano pochi alberi, grandi spazi aperti, cieli vasti e la sensazione di trovarsi in un ambiente ancora incontaminato.
I percorsi da fare alla Riserva Naturale delle Baragge
La riserva naturale delle Baragge offre una rete di sentieri e piste sterrate ideale per chi ama camminare o pedalare in ambienti aperti, senza dislivelli impegnativi e con panorami decisamente particolari. In particolare, potrai percorrere:
- Anello della Baraggia di Candelo: è uno dei percorsi più conosciuti, con partenza dal Ricetto di Candelo. Si sviluppa ad anello tra sterrate, prati e querceti radi, con viste aperte sulla pianura biellese e sulle montagne sullo sfondo. La lunghezza varia da 6 a 12 km.
- Baraggia di Candelo – Baraggia di Mottalciata: itinerario più lungo e lineare, che collega due dei nuclei principali della Riserva. Si sviluppa su piste agricole e carrarecce tra campi, brughiere e tratti alberati.
- Percorso ad anello nella Baraggia di Rovasenda: l’anello attraversa tratti di brughiera, bordi di bosco e argini irrigui, offrendo ottime opportunità di birdwatching, soprattutto nei periodi migratori.
Dove si trova la "savana del Piemonte"?
Questa ampia area naturale si estende tra le province di Biella, Vercelli e, in parte minore, Novara. La Riserva naturale delle Baragge non è un singolo blocco, ma un insieme di zone distinte – le più noti sono la Baraggia di Candelo, Mottalciata, Rovasenda e Masserano – che occupano un altopiano leggermente rialzato rispetto alla pianura circostante. Per raggiungere la Riserva in auto, queste sono le indicazioni:
- Da Torino: si può prendere l’autostrada A4 Torino–Milano, uscire a Santhià, quindi seguire le indicazioni per Biella e successivamente per Candelo.
- Da Milano: si può seguire l’A4 verso Torino, uscire a Carisio o Santhià e proseguire per Biella–Candelo, oppure percorrere la A26 Genova–Gravellona fino a Romagnano Sesia e poi deviare verso Gattinara–Cossato–Candelo.
- Da Biella: bastano una decina di minuti in auto seguendo le indicazioni per Candelo e poi per la zona della riserva.
Cosa vedere nei dintorni
Nel raggio di pochi chilometri si trovano borghi medievali, colline, santuari e paesaggi unici come quello delle risaie vercellesi. In particolare, potrai visitare:
- Ricetto di Candelo: è uno dei borghi fortificati meglio conservati d’Europa, oltre a essere tra i paesi più particolari del Piemonte, con una fitta trama di vicoli acciottolati e case in pietra e mattoni.
- Biella e il Santuario di Oropa: la città di Biella offre musei, siti industriali riconvertiti, parchi urbani e una buona offerta gastronomica. Poco sopra, il Santuario di Oropa – patrimonio UNESCO – offre un panorama incredibile.
- Gattinara e le colline del vino: le colline vitate intorno a Gattinara sono famose per alcuni dei più buoni vini tipici piemontesi.
- Masserano e il suo borgo storico: meno conosciuto ma molto suggestivo, il centro storico di Masserano conserva palazzi e scorci d’altri tempi.
Vivere a Candelo
Vivere nei pressi della Riserva di Baragge offre ritmi più lenti e un forte senso di comunità. Dal punto di vista pratico, Candelo offre i servizi essenziali (scuole, negozi di prossimità, attività artigianali, qualche locale e ristorante) con la comodità di essere molto vicino a Biella, che completa l’offerta con centri commerciali, strutture sanitarie e opportunità lavorative più ampie. Non ti resta che scoprire gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto su idealista e trovare la soluzione più adatta:
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