Le maschere di Carnevale di Bologna raccontano secoli di storia cittadina tra Commedia dell’Arte, ironia popolare e tradizioni ancora vive.
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maschere carnevale bologna
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Grazie alla Commedia dell’Arte ogni città ha le sue maschere tipiche, che si tramandano da secoli nella cultura popolare. Non si tratta soltanto travestimenti colorati: sono piccoli frammenti di storia cittadina. Attraverso figure come il Dottor Balanzone, Fagiolino e Sganapino, Bologna ha raccontato per secoli vizi e virtù dei suoi abitanti, trasformando in comicità ciò che nella vita quotidiana era spesso fonte di difficoltà. Ecco, allora, quali sono le maschere di Carnevale di Bologna e perché vale la pena conoscerle tutte.

Qual è l'origine delle maschere di Carnevale?

Tra Cinque e Seicento, in tutta la penisola italiana iniziano a circolare compagnie di attori che recitano a soggetto, usando personaggi fissi con costumi riconoscibili e caratteri marcati. È proprio da qui che nascono le maschere regionali italiane.

L’Emilia-Romagna, con città colte e vivaci come Bologna, Modena e Ferrara, diventa un terreno fertile per questo tipo di spettacolo. Nascono così personaggi che parlano in dialetto bolognese, che si muovono tra torri, portici e osterie, che mangiano tortellini e friggione e commentano con ironia ciò che accade in città. È in questo humus che si affermano le principali maschere bolognesi di Carnevale.

Da un lato, quindi, c’è la tradizione colta, teatrale, legata alla fama di Bologna “la dotta”; dall’altro lato c’è la vena popolare, a tratti grossolana, tipica delle osterie e delle piazze. 

maschere carnevale bologna
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Quali sono le maschere di Carnevale di Bologna?

Le maschere carnevalesche di Bologna sono tre: il Dottor Balanzone, Fagiolino e Sganapino. Sono loro, quindi, che rappresentano l’anima della città nei teatrini, nelle sfilate e sugli spalti degli eventi carnevaleschi. 

Dottor Balanzone, il simbolo della “dotta” Bologna

Il Dottor Balanzone è forse la più conosciuta tra le maschere bolognesi: nasce come parodia del dottore in legge dell’Università di Bologna, depositaria di un prestigio secolare. È il classico personaggio che parla in un linguaggio pomposo e infarcito di latinismi, spesso usati in modo improprio, per mettere in mostra la propria cultura.

Il suo costume è inconfondibile: lunga toga nera da giurista, colletto bianco, mantello, cappello a tesa larga, talvolta tocco accademico. Sul volto porta una maschera scura che gli copre la fronte e il naso, con baffi e a volte un pizzetto. Il colore dominante è il nero, che richiama l’abbigliamento dei dottori di legge bolognesi d’epoca. È il simbolo della Bologna “dotta”, ma guardata con affettuosa ironia.

Fagiolino, l’eroe popolare dei burattini bolognesi

Se il Dottor Balanzone rappresenta la Bologna colta, Fagiolino incarna invece la Bologna del popolo. Nato come personaggio del teatro di burattini nella seconda metà dell’Ottocento, Fagiolino diventa rapidamente l’eroe per eccellenza dei bambini bolognesi e non solo. 

In scena parla in dialetto bolognese, con un tono vivace, talvolta sboccato ma sempre diretto e sincero. Il suo costume prevede camicia chiara, gilet, pantaloni scuri, fazzoletto al collo o cintura colorata, spesso cappello o berretto. 

Sganapino, la spalla ingenua e casalinga

Accanto a Fagiolino, nelle storie di burattini bolognesi, c’è quasi sempre Sganapino. È la sua spalla, l’amico fedele, ma anche il contraltare più ingenuo e timoroso. Il carattere di Sganapino è sicuramente comico: pauroso, confuso, poco abile nel difendersi, finisce spesso nei guai, da cui viene tirato fuori grazie all’intervento di Fagiolino. Nel costume emergono infatti abiti modesti, spesso un grembiule o capi che ricordano il lavoro manuale e la vita di casa. 

Gli eventi del Carnevale 2026 a Bologna

Il Carnevale a Bologna, come in molte altre città d’Italia, è molto sentito. Nei giorni clou, domenica 15 febbraio e martedì 17 febbraio 2026, la città ospita la Fiera di Carnevale, che si snoda tra Piazza Maggiore, Piazza del Nettuno e Via Indipendenza, con numerose bancarelle che attirano soprattutto famiglie e bambini. I

l programma si arricchisce anche di appuntamenti culturali, come il Gran Ballo delle Meraviglie, in programma sabato 14 febbraio alle 15:30 in Piazza Minghetti: una suggestiva rievocazione storica tra musiche e danze. Inoltre, anche nei dintorni di Bologna si tengono alcuni eventi da non perdere, come il famosissimo Carnevale di Cento.

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Vivere a Bologna

Bologna è una città che tiene molto alla sua storia e alle sue tradizioni, e non solo a Carnevale. È infatti difficile, anche per chi si trasferisce in città per studio o lavoro, non entrare nello spirito bolognese. Dal punto di vista della vita quotidiana, qui ci sono tutti i servizi necessari, da quelli sanitari alla vita universitaria. Bologna, inoltre, è uno snodo fondamentale per la mobilità in Italia, e da qui si possono raggiungere tantissime località nazionali o all’estero. Scopri con idealista quali sono i migliori quartieri dove vivere a Bologna e scopri gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto a Bologna e trova la soluzione più adatta a te: 

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