C’è un luogo a Torino dove il medioevo sembra davvero tornato, ma non così. È il Borgo medievale del Valentino, lungo il Po, dove un intero borghetto del ’400 è stato ricostruito in maniera scenografica. Il luogo sorprende anche perché si trova vicino a un vero castello, un giardino multisensoriale progettato negli anni ’60 e nei dintorni si possono incontrare installazioni d’arte che spuntano tra alberi e sentieri. Si passa dall’illusione storica alla botanica, dalla quiete dei laghetti ad una bizzarra panchina “innamorata”.
La storia del Borgo “medioevale” del Valentino
Dentro i 42 ettari del parco c’è un intero villaggio che sembra uscito dal Quattrocento piemontese. Si tratta del Borgo Medioevale, creato nel 1884 per un’esposizione e progettato come ricostruzione fedele di un insieme di architetture e atmosfere dell’epoca. L’effetto è sorprendente: mura, scorci e dettagli artigianali restituiscono la sensazione di un tuffo nel passato, pur restando un’operazione culturale e museografica.
All’interno del Borgo medievale di Torino si trova anche la Rocca, una fortezza visitabile che ospita mostre e collezioni di arti decorative medievali. Il risultato è un set storico credibile che ha una doppia natura: realistico all’apparenza, dichiaratamente ricostruito nella sostanza.
Dove si trova il Borgo Medievale nel parco del Valentino?
Il Borgo Medievale si trova all’interno del Parco, nella città di Torino. Più precisamente è situato nella parte meridionale del parco, lungo la riva del fiume Po, in zona Viale Virgilio. Se si entra nel parco e ci si dirige verso sud seguendo il fiume, si arriva a questo complesso che riproduce il villaggio medievale. L'ingresso è libero.
Quando riaprirà il Borgo Medievale del Valentino?
Oggi il borgo medievale è chiuso per lavori di restauro e riqualificazione nell'ambito del "Progetto Torino, il suo parco, il suo fiume: memoria e futuro". I cantieri sono previsti fino a giugno 2026.
Il giardino: 44 mila m2 di sorprese
Oltre il borgo, il Parco del Valentino custodisce un giardino che vale la visita da solo. È il Giardino Roccioso, progettato da Giuseppe Ratti negli anni ’60 in occasione dell’Esposizione Internazionale per il Centenario dell’Unità d’Italia. Si estende su oltre 44 mila m2, con un disegno che unisce sentieri, scarpate, giochi e specchi d’acqua. Non è un semplice “angolo verde”: è un percorso di paesaggio costruito per amplificare la percezione, dal rumore dell’acqua all’odore della vegetazione, fino ai contrasti di luce e pietra.
Il tracciato è stato pensato anche maniera accessibile e include scritte in braille per permettere la fruizione a chi non vede. Le targhette botaniche, con nomi scientifici e note sulle specie presenti, trasformano la passeggiata in una scoperta continua. Tra panchine, punti di sosta e viste sui laghetti, si percepisce l’impianto anni ’60: didattico ma sorprendentemente attuale.
Il Castello del Valentino: residenza reale e sede universitaria
Il simbolo architettonico del parco è il Castello del Valentino, costruito nel Seicento in stile francese. La sua storia attraversa secoli di trasformazioni: da residenza sabauda a sede del Politecnico di Torino, fino al riconoscimento come Patrimonio UNESCO nell’ambito delle Residenze Reali Sabaude.
Il castello apre le sue porte al pubblico in occasioni speciali, come le Giornate FAI o gli open day dell’ateneo. Questi momenti permettono di vedere gli interni e scoprire il racconto delle epoche che li hanno attraversati.
Un parco lungo il Po scelto dai torinesi
Lungo le rive del Po, il Valentino, è un polmone urbano, da sempre un luogo di passeggiate, corse leggere e pause all’ombra, forse uno dei preferiti dai residenti tra i parchi e giardini di Torino. In primavera il risveglio di alberi e fioriture moltiplica colori e profumi, creando il momento più fotogenico dell’anno.
La geografia del parco, sviluppata in continuità con il fiume, aiuta a disegnare percorsi intuitivi. La presenza di più anime — storico-architettonica, naturalistica, museale — consente di scegliere cosa fare in base al tempo a disposizione.
La panchina con i lampioni “innamorati”
Tra i dettagli che restano impressi c’è una seduta particolare, ribattezzata “panchina innamorata”. La classica panchina italiana è resa diversa da due lampioni che si abbracciano, un gesto plastico che trasforma l’arredo urbano in scultura. L’opera è di Rodolfo Marasciuolo, conosciuto a Torino come il “giardiniere-artista”, che da anni dissemina il parco di lavori e installazioni capaci di sorprendere senza gridare.
Vivere a San Salvario
La zona del Parco del Valentino si trova all'interno del quartiere San Salvario, un'area molto popolata, ricca di servizi, mezzi pubblici, come la metropolitana lungo Via Nizza, scuole, università e ospedali. Se cerchi casa in questa zona comoda di Torino, ecco gli annunci più recenti di idealista:








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