Un lago da cartolina, fotografato ogni giorno, può nascondere una poesia. Sulle creste e nei boschi attorno a Cortina d'Ampezzo, dove si cammina pensando solo al panorama, si è scritta una parte sorprendente della letteratura del Novecento. Da oggi, quelle pagine si ritrovano sul posto: non in biblioteca, ma lungo i sentieri. "Accadde a Cortina" è un museo diffuso che mette in relazione i luoghi reali con i testi nati proprio lì, rendendo evidente ciò che di solito resta invisibile.
Un museo all'aria aperta: come funziona
I pannelli sono disseminati tra centro e sentieri, con una forte presenza fuori dalle vie più frequentate: oltre la metà si trova in luoghi appartati, sui tracciati delle Tofane, del Cristallo e del Pomagagnon. Ogni tappa riporta estratti d'autore e un breve inquadramento del luogo, così che il paesaggio non resti sfondo, ma diventi parte della narrazione. Il testo su ciascun pannello è bilingue (italiano e inglese) con una sezione dedicata all'ampezzano, la lingua ladina della valle.
Le soste che sorprendono: dai versi al panorama
La forza del progetto sta nelle coincidenze tra parole e luogo, che spesso si scoprono per la prima volta. Tra gli esempi più sorprendenti, un lago celebre per le sue sfumature lattiginose e turchesi: lì la poesia del Novecento ha lasciato tracce che oggi si possono leggere a pochi passi dall'acqua.
Montale e il Sorapis
Il lago tra Cortina e Misurina, meta di migliaia di escursionisti, è legato a una pagina di Eugenio Montale, che vi tornò con la memoria a distanza di anni dopo un'ascesa insieme a Drusilla Tanzi. Il pannello riporta il collegamento tra quel luogo e i versi depositati nel Diario del '71 e del '72.
Buzzati e la Croda da Lago
L'autore bellunese ha trasformato le sue montagne in scenografia esistenziale. La Croda da Lago, che domina la conca ampezzana, era una delle sue predilette: lo ricordano le tappe che connettono il profilo della cima alla sua scrittura, fino agli anni in cui investì i primi risparmi nell'attrezzatura per la scalata.
Hemingway, Forster e altri sguardi che hanno fatto epoca
La valle d'Ampezzo è stata un crocevia internazionale ben prima dell'era dei social. Lo dimostrano le presenze di alcuni tra i più noti autori del Novecento, i cui passaggi hanno intrecciato biografia, editoria e racconto.
Hemingway lungo Corso Italia
Nell'autunno del 1948, Ernest Hemingway incontrò a Cortina Fernanda Pivano. Il contesto ampezzano ispirò pagine che colgono l'energia mondana del luogo, dai racconti Fuori stagione al romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi. Proprio qui maturò anche un passaggio cruciale con l'editore Mondadori per il destino italiano delle sue opere.
Forster e l'"attimo" sulle Dolomiti
Edward Morgan Forster, prima di Camera con vista, ritrasse Cortina con nomi fittizi in un racconto giovanile, L'attimo eterno. Il pannello restituisce l'atmosfera di Belle Époque in cui lo scrittore osservò i "prati smeraldini", dettagli che oggi si ritrovano nei percorsi appena fuori dal centro.
Le pioniere e le apparizioni inattese
Le prime a raccontare la valle, negli anni Settanta dell'Ottocento, furono due viaggiatrici inglesi, Amelia Edwards ed Elizabeth Tuckett: cronache ironiche e intraprendenti che hanno aperto la strada a generazioni di autori. Nel Novecento, invece, sui prati scoscesi compare Vladimir Nabokov intento a cercare farfalle, mentre Saul Bellow ambienta a Cortina la fine di un amore adulto, ricomposto in amicizia. La toponomastica letteraria include anche Alberto Moravia, Giovanni Comisso, Alberto Arbasino, Guido Piovene, Indro Montanelli, Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Antonia Pozzi e Milena Milani.
Non solo pagine: Cortina set di cinema cult
Il percorso integra la memoria cinematografica, perché Cortina è stata anche un set ricorrente sul grande schermo. Le tappe dedicate ai film mostrano come le stesse linee del paesaggio abbiano parlato linguaggi diversi, dalla commedia al thriller.
Dalla Pantera Rosa a 007
I pannelli ricordano scene e location di titoli iconici, dalla Pantera Rosa a Il conte Max, fino a Vacanze di Natale. C'è spazio anche per James Bond: in Solo per i tuoi occhi, l'agente segreto sfreccia proprio tra queste piste. È un itinerario nella memoria pop, utile per riconoscere luoghi visti al cinema mentre si cammina tra baite e piste.
Il festival da cui è nato il museo
"Accadde a Cortina" nasce da Una Montagna di Libri, la rassegna che dal 2009 porta in quota letteratura, attualità, scienza e arte. Nell'edizione numero 34, l'estate si apre l'11 luglio con l'intervento del Premio Nobel per la Pace Oleksandra Matviichuk, dedicato all'idea di una pace giusta. Il calendario prevede oltre quaranta incontri, con voci come Emmanuel Carrère (cittadino onorario di Cortina), Manuel Vilas, Emanuele Trevi, Viola Ardone, Alessandro Piperno, Erri De Luca, Vittorio Sgarbi e Paolo Mieli.
Una serie speciale, in collaborazione con i Meridiani Mondadori, riporta i classici al centro: Jane Austen e Truman Capote riletti da Piperno, Philip K. Dick raccontato da Trevi. È prevista anche una maratona di lettura attorno a Lo straniero di Albert Camus, con cento voci che si alternano. E, tra i temi forti, riflettori su guerra, Europa, totalitarismi e intelligenza artificiale.
Articolo visto su (corriere.it) Accadde a Cortina. Un museo diffuso per vedersi sulle Dolomiti con Hemingway e Buzzati








per commentare devi effettuare il login con il tuo account