ll monastero delle Clarisse Eremite e l'enigma delle "17 monache"

Corpi mai imbalsamati e ancora visibili. Una storia rara alle porte di Roma, tra un monastero seicentesco, un museo e un borgo sabino.
monastero fara sabina
Public Domain Wikimedia commons

Alle porte di Roma resiste un enigma che intreccia storia, fede e curiosità. A Fara in Sabina, nel monastero delle Clarisse Eremite, furono ritrovati alla fine del Settecento i corpi di 17 suore mai imbalsamate e rimaste intatte fino a oggi. Una circostanza che sorprende per la sua rarità e che ha trasformato questo luogo in una tappa capace di unire memoria e scoperta. 

Il ritrovamento che ha fatto storia

La vicenda affiora alla fine del XVIII secolo, quando venne revocato il permesso di mantenere i cimiteri all'interno dei monasteri e si procedette al trasferimento delle defunte al camposanto comunale. In quell'occasione, nel monastero di Fara in Sabina si rinvennero 17 salme di suore in uno stato di conservazione sorprendente. Non erano state sottoposte ad alcun trattamento. 

Pubblicità

Il fatto ha segnato l'identità del luogo, alimentando racconti e pellegrinaggi. La rarità del fenomeno, unita alla cornice architettonica del complesso, ha consolidato nel tempo l'attenzione verso il monastero, diventato per molti un passaggio imprescindibile per comprendere un capitolo singolare della storia religiosa locale. L'immagine delle 17 suore in coro, tramandata fino ai giorni nostri, resta uno degli elementi che più colpiscono chi entra in questo spazio sospeso.

Dentro il monastero: cosa si vede oggi

Il monastero delle Clarisse Eremite di Fara in Sabina, fondato nel 1678 per volontà del cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII, apre oggi le sue porte con visite guidate. L'esperienza consente di entrare in un contesto seicentesco che ha conservato spazi, silenzi e oggetti capaci di restituire il ritmo quotidiano della vita monastica. Il percorso ruota attorno alla memoria delle 17 suore e all'evocazione del coro, ma non si limita a questo: lungo il tracciato emergono dettagli materiali e simbolici che aiutano a leggere il luogo nel tempo.

Il Museo del Silenzio

All'interno del complesso si trova il Museo del Silenzio, concepito per accompagnare i visitatori nella storia recente del monastero. Qui sono esposte 21 teche con oggetti d'uso comune, tracce concrete che ricompongono la quotidianità claustrale, dal lavoro alla preghiera.

Fara in Sabina: dove si trova e perché visitarla

Fara in Sabina si trova in provincia di Rieti e conta meno di 14 mila abitanti. Il borgo sorge a circa 500 metri di altitudine, sul versante nord-occidentale del Monte degli Elci, nella porzione meridionale dei Monti Sabini. La storia del territorio parte da insediamenti preistorici e attraversa l'epoca dei Sabini, fino alle origini dell'attuale centro abitato in età longobarda, alla fine del VI secolo. 

Proprio qui, nel 1678, prese forma il monastero delle Clarisse Eremite per iniziativa del cardinale Francesco Barberini, che scelse l'antico castello come sede del nuovo insediamento. Il complesso si è poi imposto come una presenza stabile nella vita del borgo, attraversando riforme, chiusure e riaperture, fino a custodire il ritrovamento settecentesco che ancora oggi ne definisce la fama. 

Da non perdere nel borgo e dintorni

Nel raggio di pochi passi o brevi spostamenti si incontrano luoghi che raccontano un Medioevo forte e un'età moderna ricca di committenze religiose. Una visita ben costruita consente di passare dal chiostro alla grande abbazia, per poi rientrare tra le pieghe del centro storico.

  • Abbazia di Farfa: fondata tra VI e VII secolo e rifondata nell'Alto Medioevo, è stata uno dei principali monasteri benedettini dell'Italia centrale.
  • Collegiata di Sant'Antonino: edificio di origini medievali, testimonia la profondità del culto locale e la centralità della parrocchia nel borgo.
  • Chiesa di San Giacomo (1619): esempio di devozione seicentesca nel tessuto urbano.
  • Chiesa di Santa Chiara (1643): piccolo ma significativo tassello della presenza francescana nella zona.

Come arrivare

Raggiungere Fara in Sabina è semplice, con opzioni su strada e in treno. La vicinanza a Roma la rende adatta a una mezza giornata o a una gita più tranquilla, lasciando spazio a visite guidate e soste nelle chiese del centro storico. L'accessibilità è uno dei motivi per cui la meta sta uscendo dalla nicchia e guadagnando interesse tra chi cerca esperienze diverse a breve distanza dalla capitale.

  • In auto: da Roma si esce in direzione Settebagni e si prosegue lungo la E35 per circa 50 chilometri, in un percorso di circa un'ora.
  • In treno: da Roma Tiburtina si arriva in meno di mezz'ora, con collegamenti che permettono un'organizzazione flessibile della visita.
  • In autobus: sono attive soluzioni offerte dalle agenzie di trasporto locale del Lazio, utili per chi preferisce il servizio su gomma.

Articolo visto su (turistipercaso.it) 17 suore intatte senza mai essere state imbalsamate: è il segreto di questo monastero alle porte di Roma

per commentare devi effettuare il login con il tuo account