Bolle ed escrescenze sulle piante: cosa sono le galle, quando sono innocue o pericolose, come riconoscerle e intervenire correttamente.
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Vengolis, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Quando compaiono strane bolle, rigonfiamenti o escrescenze sulle foglie o sui rami, è normale chiedersi se la pianta sia malata. Molto spesso si tratta proprio di galle delle piante, strutture particolari ma che non sempre sono davvero pericolose. Per chi coltiva un orto, un giardino o un frutteto, quindi, l’aspetto più importante è questo: ecco come riconoscere le galle, distinguere quelle innocue da quelle pericolose e sapere cosa fare in pratica.

Che cos'è la galla nelle piante?

Nel linguaggio botanico, una galla (o cecido) è una escrescenza anomala formata da tessuti della pianta stessa, che si sviluppa come risposta a uno stimolo esterno: di solito un insetto (come le vespe delle galle di quercia), un acaro, un fungo, un batterio, un nematode o, più raramente, un virus.

Non è quindi un "corpo estraneo" ma un vero e proprio organo vegetale modificato. Dal punto di vista biologico, l’agente esterno sfrutta la capacità di crescita del vegetale per farsi costruire un “alloggio” su misura, spesso ricco di nutrienti e protetto dagli agenti esterni. Per questo dentro molte galle si trovano larve di insetti o colonie di acari e funghi.

Per questo, le galle possono formarsi su quasi tutte le parti della pianta fra cui:

  • Foglie: con piccoli rigonfiamenti, bollosità, vescicole colorate o galle fogliari cave.
  • Germogli e rami giovani: si riconoscono per nodosità, ingrossamenti o deformazioni.
  • Tronco e branche: in genere si manifestano come grandi tumori legnosi o sporgenze.
  • Radici e colletto: ingrossamenti spesso irregolari di queste parti della pianta.
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Mateus S. Figueiredo, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

A cosa servono le galle

Dal punto di vista della pianta le galle sono il risultato di una relazione parassitaria. Tuttavia, per l’organismo che le induce hanno una funzione precisa e molto vantaggiosa, soprattutto quando si tratta di insetti galligeni.

Nel caso delle galle provocate dagli insetti, la funzione principale è quella di creare una camera di sviluppo per le uova e le larve. L’adulto depone l’uovo nel tessuto vegetale, rilasciando sostanze (saliva, ormoni, molecole regolatrici) che inducono la pianta a produrre la galla attorno all’uovo. 

Per funghi, batteri e nematodi, le galle nelle piante rappresentano invece una zona di colonizzazione privilegiata: i tessuti rigonfi e spesso indeboliti diventano facili da invadere e degradare, permettendo al patogeno di espandersi.

C’è anche un aspetto ecologico interessante: le galle possono diventare microhabitat per altre specie. Una volta abbandonate dall’insetto che le ha indotte, possono essere occupate da ragni, piccoli coleotteri o altri artropodi

Per questo, molte gallehanno un impatto limitato sulla salute generale del vegetale, soprattutto se il numero è contenuto. Diventano un problema quando:

  • sono molto numerose su foglie e germogli, riducendo la fotosintesi;
  • interessano radici o colletto, compromettendo l’assorbimento di acqua e nutrienti;
  • sono sintomo di malattie batteriche o fungine gravi, che possono diffondersi.

Tutti i tipi di galle: come riconoscerle

Le galle non sono tutte uguali: cambiano, infatti, per forma, colore, consistenza e posizione sulla pianta. Ecco quali sono le principali tipologie: 

  • Galle fogliari: si formano su lembo o nervature delle foglie come bolle, vescicole o rigonfiamenti. Di solito causate da acari o piccoli insetti pungenti, con danni perlopiù estetici.
  • Galle fogliari dell’acero: piccole escrescenze verdi, rosse o giallastre sulla pagina superiore della foglia. Anche queste raramente pericolose per la pianta.
  • Galle fogliari di tiglio e pioppo: vescicole o palline spesso cave che ospitano larve di moscerini galligeni. Evidenti ma generalmente poco dannose per alberi adulti.
  • Galle fogliari della vite: bolle sulla parte superiore, sono legate ad acari e impatto limitato se l’infestazione non è massiccia.
  • Galle di quercia: galle sferiche o globose, sono causate delle vespe. Raramente compromettono alberi adulti sani.
  • Galle su altre piante arboree (salice, rosa, olmo): rigonfiamenti o galle globose su foglie, rami o germogli. Causate da insetti galligeni specifici, di solito ben tollerate dalla pianta.
  • Galle del colletto (tumore batterico): escrescenze dure e legnose alla base del fusto o sulle radici. Possono compromettere seriamente la vitalità della pianta.
  • Galle radicali da nematodi: rigonfiamenti nodosi e multipli sulle radici, frequenti negli ortaggi. Create dai nematodi, riducono l’assorbimento di acqua e nutrienti, causando deperimento generale.
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Kersti, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Come curare la pianta dalle galle

Se le galle sono ben individuabili e facilmente raggiungibili, la prima forma di cura è di tipo meccanico:

  • Potatura dei rami colpiti: nei casi di galle su rami, germogli o su alcune foglie, si possno tagliare le parti più infestate.
  • Asportazione manuale: su piccoli arbusti o piante in vaso, alcune galle possono essere rimosse a mano. Ricorda che è importante non lasciare rami o foglie con galle a terra, per evitare che gli organismi completino il ciclo. 

Rimane fondamentale assicurare il benessere complessivo delle piante e fare attenzione, in fase di coltura a non adottare pratiche sconsigliate che possano favorire il diffondersi di parassiti e infestazioni.

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