Una ghirlanda di piante grasse si realizza fissando talee di succulente su una base circolare imbottita di muschio e terriccio, poi lasciando radicare le piante in posizione orizzontale prima di appenderla. Serve quindi una struttura di metallo, sfagno, filo da fioraio e qualche talea che ami stare all'asciutto. Il risultato è una decorazione viva, resistente e sorprendentemente longeva. Ecco, quindi, come creare una ghirlanda di piante grasse, quali scegliere, il materiale necessario, come costruire la base, come ancorare le talee e dove sistemare la ghirlanda perché duri anni invece che settimane.
Le piante grasse per creare una ghirlanda
Non tutte le succulente si prestano allo scopo. Servono varietà a radice poco profonda, capaci di emettere nuove radici direttamente dalle talee e tolleranti alla siccità. Le rosette compatte e i sedum striscianti sono ideali, perché riempiono gli spazi e reggono bene la posizione verticale. In particolare, le piante più adatte sono:
- Echeveria: rosette geometriche perfette come punti focali, disponibili in decine di sfumature dal verde al rosa cipria.
- Sempervivum (semprevivi): rustici e resistentissimi, producono numerosi germogli laterali che infittiscono la composizione.
- Sedum: varietà striscianti come il Sedum morganianum o il Sedum burrito creano volume e cascate morbide.
- Crassula: la classica pianta di giada e le sue parenti aggiungono struttura e portamento eretto.
- Graptopetalum e Graptoveria: rosette tenere dai toni perlacei, facilissime da moltiplicare per talea.
- Aeonium: rosette piatte e scenografiche, ottime se cerchi un effetto scultoreo.
Il materiale necessario per creare una ghirlanda
Prima di iniziare, servirà tutto l'occorrente. Avere ogni cosa a portata di mano rende il lavoro più semplice ed evita che le talee restino esposte troppo a lungo:
- Struttura per ghirlanda in filo di ferro, del diametro compreso in genere tra 25 e 35 cm.
- Muschio sfagno essiccato, la base che tratterrà umidità e substrato.
- Terriccio specifico per piante grasse e cactus, drenante e leggero.
- Filo da fioraio o filo di nylon trasparente, per avvolgere e tenere fermo il tutto.
- Spilli a U o graffette di filo, utili a fissare le talee.
- Cesoie o forbici ben affilate, per tagli netti che cicatrizzano meglio.
- Uno stecchino o una matita, per aprire i fori nel muschio.
- Uno spruzzino con acqua.
- Guanti da giardinaggio, soprattutto se si lavora con specie spinose.
Come va fatta la base della ghirlanda?
La base deve trattenere umidità a sufficienza per far radicare le talee, ma anche drenare l'acqua in eccesso per evitare marciumi. Il procedimento è il seguente:
- Si inizia mettendo a bagno il muschio sfagno in acqua tiepida per una decina di minuti, finché non diventa morbido e spugnoso. In seguito, va strizzato con delicatezza.
- Lo sfagno va distribuito lungo tutta la struttura metallica, formando uno strato uniforme. Al centro di questo strato si aggiunge una manciata di terriccio per succulente, che darà nutrimento alle radici.
- A questo punto si avvolge l'intera ghirlanda con il filo da fioraio, girando in modo regolare per stringere muschio e substrato attorno all'anello.
Come fissare le piante grasse alla ghirlanda
Il fissaggio delle piante è il passaggio più delicato, quello che decide la riuscita nel tempo.
- Per prima cosa, si lasciano asciugare le talee. Dopo aver tagliato ogni rosetta o stelo con circa 3-4 cm di gambo, si appoggiano le talee su un piatto all'ombra per due o tre giorni. Il taglio deve formare una piccola callosità secca: così le radici spunteranno sane e non ci sarà rischio di marciume.
- Quando le talee sono pronte, si apre un forellino nel muschio con lo stecchino e inserisci il gambo. Uno spillo a U o un pezzetto di filo piegato a graffetta è fondamentale per fissare le piante.
- Come passaggio successivo, si riempiono prima i punti focali con le rosette più grandi, poi si colmano gli spazi vuoti con i Sedum striscianti e le talee minute.
Nelle settimane successive si tiene la ghirlanda in orizzontale. Le radici hanno bisogno di due-quattro settimane per attecchire, e appenderla subito farebbe scivolare le talee ancora libere.
Dove tenere la ghirlanda e come curarla
La posizione giusta è l’esposizione alla luce intensa ma indiretta. Un davanzale luminoso, un balcone riparato o una parete esterna esposta a est sono l'ideale. Va evitato il sole diretto delle ore centrali in estate, che scotta le rosette, e le zone troppo buie, che allungano e sfibrano le piante.
Per l’irrigazione bisogna ricordare che è sempre meglio poca acqua che troppa. Ogni una o due settimane, a seconda del clima, si può staccare la ghirlanda dal muro e immergere la base in una bacinella d'acqua per qualche minuto, oppure bagnala abbondantemente con lo spruzzino.
Con il passare dei mesi le piante cresceranno e cambieranno forma. Gli steli troppo lunghi andranno tagliati, e le talee che non hanno attecchito vanno sostituite.








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