Si comincia dal nido, un bambino del Lazio costa 14 mila euro, il doppio che in Lombardia. Ma le differenze nelle spese per i servizi non finiscono qui e anche tra il nord-ovest e il sud la distanza è sostanziale.
Troppe rendite immobiliari fanno male all'economia. È questa in sintesi la tesi espressa dall'ex presidente del consiglio romano prodi in un articolo scritto sul messaggero.
La proverbiale capacità di risparmio degli italiani è ciò che tiene in piedi il paese. Insieme ad una relativa bassa esposizione creditizia delle imprese i rischi di un fallimento sono davvero remoti.
La condizione finanziaria delle famiglie italiane, da sempre caratterizzata da un'elevata propensione al risparmio e da una bassa quota di debiti sul reddito disponibile, se confrontata con la media delle famiglie europee, dopo gli anni 2008-2009 di recessione, comincia a cambiare.
Controversie sulla proprietà, divisione dei beni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazioni, comodato d'uso. Per tutte queste dispute non c'è più bisogno dell'avvocato, da oggi c'è il mediatore civile, ed è obbligatorio.
Ci vogliono 19 giorni. Ogni mese per pagare le spese gli italiani lavorano poco più di 19 giorni. Altri otto servono per pagare imposte e contributi. E quanti ne restano per mettere da parte i guadagni?
Quasi tre è la risposta.
A dispetto della crisi in Italia crescono i ricchi, ma soprattutto cresce la ricchezza investita da imprenditori, liberi professionisti. Un popolo di 611.438 famiglie che possono contare su un patrimonio finanziario personale superiore ai 500 mila euro, al netto dell'investimento immobiliare.
In attesa che si sblocchi la vicenda legata al fondo di solidarietà per i mutui prima casa, agli italiani in difficoltà con il pagamento del prestito per la casa resta il piano famiglie varato dall’associazione bancaria italiana (abi) e dalle associazioni dei consumatori lo scorso gennaio.
Sempre più famiglie cercano una casa in affitto, ma il mercato le punisce. È questo in sintesi il panorama che disegna il rapporto annuale della uil, "famiglia, reddito, casa", nella sezione dedicata al mercato delle locazioni.
La crisi ha spinto gli italiani a contrarre consumi e gli investimenti più di quanto consentiva loro il reddito disponibile. Nel periodo clou della crisi economica è invece aumentata la propensione al risparmio.
La ricchezza netta degli italiani è scesa tra il 2007 e il 2008 di circa l'1,9%. La riduzione delle attività finanziare è la maggiormente colpita (-8,2%) mentre aumenta la passività (3%).
Ricevi le nostre ultime notizie nella tua emailIscriviti