Anche se nella maggior parte dei casi non succede nulla di grave e le piante continuano a crescere, innaffiare le piante con acqua del rubinetto crea un problema che si accumula nel tempo. L'acqua del rubinetto contiene calcare, cloro e a volte sodio, sostanze che a lungo andare possono alterare il terreno e indebolire le radici. Ecco, quindi, quali effetti ha, come correggere i problemi più comuni e qual è l'acqua ideale a seconda delle esigenze.
L'acqua del rubinetto fa male alle piante?
L'acqua del rubinetto non è tossica per la maggior parte delle piante da appartamento e da giardino, ma alcuni dei suoi componenti possono creare problemi se usati con costanza.
- Il primo imputato è il calcare, cioè i sali di calcio e magnesio disciolti che rendono l'acqua "dura". Quando l'acqua evapora, questi sali restano nel terriccio e sulla superficie del vaso, formando quelle antiestetiche croste biancastre. Con il tempo alzano il pH del terreno, rendendolo più alcalino e ostacolando l'assorbimento di nutrienti fondamentali come il ferro.
- Poi c'è il cloro, aggiunto per rendere l'acqua potabile. In piccole quantità è innocuo per le piante adulte, ma può danneggiare i microrganismi benefici del suolo e irritare le radici più delicate. Per questo bisogna conoscere tutti i metodi per eliminare il cloro dall’acqua.
- Attenzione anche al sodio, presente soprattutto nelle case con addolcitori d'acqua a scambio ionico. Questo tipo di impianto sostituisce calcio e magnesio con sodio, che per le piante è molto più dannoso del calcare stesso.
Molto importante, a questo punto, conoscere anche le piante più interessate da elementi potenzialmente dannosi nell’acqua del rubinetto. Fra queste bisognerebbe menzionare:
- Orchidee, particolarmente delicate riguardo a sali e cloro.
- Felci, che amano un'acqua dolce e leggermente acida.
- Piante carnivore, per cui l'acqua dura è praticamente fatale.
- Azalee, camelie e ortensie, le cosiddette acidofile, che soffrono il pH alto.
- Anthurium, calathea e maranta, soggette a bruciature sulle foglie.
Come togliere il calcare dall'acqua per innaffiare le piante
Eliminare o ridurre il calcare è più semplice di quanto sembri, e quasi sempre non richiede prodotti costosi. I metodi più efficaci sono:
- Far bollire l'acqua. La bollitura precipita parte del calcare sul fondo della pentola. Dopo aver fatto raffreddare l’acqua completamente, va versata solo la parte superiore, lasciando il sedimento sul fondo.
- Aggiungere qualche goccia di limone o aceto. Acidificare leggermente l'acqua aiuta a contrastare la durezza e ad abbassare il pH. Bastano poche gocce di succo di limone o un cucchiaino di aceto bianco per litro.
- Usare un filtro per l'acqua. Le caraffe filtranti domestiche riducono cloro e parte del calcare, rendendo l'acqua più adatta all'irrigazione.
- Raccogliere l'acqua piovana. È la soluzione più naturale ed economica in assoluto. L'acqua piovana è dolce, priva di calcare e cloro, leggermente acida: praticamente perfetta per quasi tutte le piante.
Qual è l'acqua migliore per innaffiare le piante
L'acqua ideale dipende dal tipo di pianta, dalla durezza dell'acqua della zona e da quanto si vuole investire nell’irrigazione delle piante. In linea generale, l'acqua piovana resta la scelta migliore. Quando non è disponibile, ci sono diverse alternative.
Acqua demineralizzata
L'acqua demineralizzata è acqua a cui sono stati rimossi i sali minerali tramite processi come la resina a scambio ionico. È quella che si trova comunemente al supermercato per il ferro da stiro e per le batterie delle auto.
Per le piante rappresenta una buona opzione perché priva di calcare; quindi, non lascia residui e non alza il pH del terreno. È particolarmente indicata per le piante più sensibili come orchidee e felci. C'è però un aspetto da considerare: essendo priva di minerali, non apporta alcun nutriente.
Acqua distillata
L'acqua distillata è la più pura in assoluto: viene prodotta facendo evaporare l'acqua e ricondensandola, eliminando così quasi tutte le impurità, i sali e i microrganismi. Il risultato è un'acqua estremamente dolce e completamente priva di calcare.
Per questo è considerata la migliore in assoluto per le piante più esigenti, in particolare quelle carnivore, che non tollerano alcun tipo di sale. Anche bonsai delicati e orchidee pregiate ne traggono beneficio. Lo svantaggio principale è il costo: comprare regolarmente l'acqua distillata diventa dispendioso, e produrla in casa richiede tempo ed energia.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account