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Tempistica legge di Bilancio 2019: quando entreranno in vigore le diverse misure

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Autore: Redazione

L’approvazione della legge di Bilancio 2019, negli ultimi giorni di dicembre, ha fatto già partire alcune misure come la flat tax al 15%. Ma la tempistica non è la stessa per tutti i provvedimenti, per pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza, infatti, bisognerà attendere qualche settimana. Ecco le principali misure e la tempistica della legge di Bilancio 2019.

Riduzione del deficit

Tra gli effetti più immediati della legge di Bilancio c’è il tanto dibattuto rapporto deficit/pil che dopo una lunga trattativa con Bruxelles è sceso dal 2,4 al 2,04% per evitare l’avvio della procedura di infrazione. Nonostante la correzione da 10,2 miliardi (9 miliardi di riduzioni di spesa rispetto ai programmi e 1,2 miliardi di maggiori entrate), i conti italiani torneranno sotto l’esame Ue già da gennaio.

Pensioni quota 100

La riduzione del deficit ha ridimensionato la quota per il prossimo anno destinata a finanziare le pensioni anticipate con quota 100. Per il 2019 si è scesi dagli iniziali 6,7 miliardi a circa 4. Mentre per il biennio successivo si è saliti dagli originari 7 miliardi l’anno a 8,3 miliardi e 8,6 miliardi rispettivamente nel 2020 e nel 2021. Il provvedimento verrà inserito nel prossimo decreto legge (la cui bozza è datata 4 gennaio).

Reddito di cittadinanza

Discorso simile anche per il reddito di cittadinanza. Sono previsti 7,1 miliardi per il 2019, poco più di 8 miliardi per il 2020 e 8,3 miliardi per il 2021 (inizialmente erano preventivati 9 miliardi a partire dal 2019). Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire ad aprile e sarà contenuto nello stesso decreto legge delle pensioni quota 100.

Fondo indennizzi risparmiatori

Nei prossimi mesi partirà anche il Fondo indennizzi risparmiatori (Fir), che stanzia 525 milioni di euro ogni anno per il triennio 2019-2021 per tutti coloro che abbiano subìto un danno ingiusto per investimenti in azioni di banche poste in liquidazione coatta amministrativa nell’ultimo biennio. L’erogazione dell’indennizzo diventa diretta senza più l’accertamento del danno da parte del giudice o dell’arbitro finanziario.

Taglio alle tariffe Inail

È già effettiva, e lo sarà fino al 31 dicembre 2021, la revisione delle tariffe per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. Prevede un abbattimento dei tassi medi per le imprese del 32,72%. La riduzione parte da 410 milioni nel 2019 per poi salire a 525 nel 2020, fino ad arrivare a 600 a decorrere dal 2021.

Sgravi per assunzioni di giovani eccellenze

È già in vigore l’agevolazione per l’assunzione di giovani “eccellenti”. Si tratta di uno sgravio di 12 mesi per un massimo di 8mila euro per i datori di lavoro che stabilizzano, nel 2019, laureati tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019 con 110 e lode (e una media ponderata di almeno 108/110) sotto i 30 anni e in regola con gli studi. L’incentivo scatta anche a chi stabilizza dottorati di ricerca tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019, entro i 34 anni (i titoli devono essere presi in università statali o non statali legalmente riconosciute).

La legge di Bilancio proroga, poi, per il 2019 e 2020, con 500 milioni l’anno per entrambi gli anni (fondi Ue), il bonus occupazione Sud, che consiste in un incentivo fino a 8060 euro su base annua per chi assume, nelle otto regioni meridionali, under 35 o lavoratori senior, purché disoccupati da almeno sei mesi.

Rivalutazione pensioni

La rivalutazione delle pensioni superiori ai 1522 euro mensili scatterà nel prossimo triennio e sarà articolata su sette nuove fasce di importo. Si parte dal 97% per la fascia di reddito compresa tra 3 e 4 volte il minimo e si riduce fino al 40% per le pensioni superiori a nove volte il minimo. Il taglio scatta sugli assegni superiori ai 100mila euro lordi annui.

Incentivi di impresa

La legge di Bilancio 2019 ha già modificato lli incentivi di impresa 4.0: non è stato prorogato il superammortamento per l’acquisto delle macchine tradizionali, mentre cambia l’iperammortamento fiscale per i beni digitali che viene prorogato nel 2019 (al posto della sola aliquota al 150% ne entrano 3 che premiano con maggiori sconti gli investimenti di taglia minore delle Pmi).

Anche il credito d’imposta per la formazione 4.0 viene esteso alle spese di formazione sostenute nel 2019 e gli sconti sono modulati in base alla dimensione delle imprese, favorendo le più piccole. Tutte le agevolazioni di impresa 4.0 non hanno bisogno di decreti attuativi e quindi sono già in vigore. Viene invece ridimensionato il credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo e si rifinanzia la “Nuova Sabatini”.

Riduzione fondi per gli investimenti

Per il presidente del Consiglio e il ministro dell’Economia la riduzione di 2,2 miliardi del fondone Mef per le Pa centrali non avrà conseguenze perché le risorse saranno recuperate da fondi europei. Conferma l’apparato di nuove strutture pubbliche di progettazione che dovrebbero dare più solidità al rilancio.

Ecotassa auto

L’ecotassa 2019 verrà applicata alle auto di nuova immatricolazione, considerate particolarmente inquinanti, a partire dal primo marzo 2019 (e fino al 31 dicembre 2021). L’ecotassa ha l’obiettivo di disincentivare l’acquisto di veicoli con maggiori emissioni di Co2 in favore di quelli ibridi, macchine elettriche o a metano. I costi per il pagamento dell’ecotassa auto 2019 variano da un minimo di 1.100 a un massimo di 2.500 euro, a seconda di quanto sia inquinante il veicolo.

Flat tax

È già in vigore la cosiddetta mini flat tax. Si tratta della partita Iva con regime forfettario al 15% per chi abbia percepito compensi fino a un massimo di 65.000 euro durante l’anno precedente. Semplificati anche i criteri di accesso con l’eliminazione dei due limiti di spesa di 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, il tetto di 20mila euro al costo complessivo dei beni strumentali.

Saldo e stralcio delle cartelle

Il cosiddetto saldo e stralcio prevede una definizione agevolata dei debiti Irpef e Iva per chi ha un Isee fino a 20mila euro con modalità diverse a seconda della fascia. Per aderire occorre presentare apposita istanza entro il prossimo 30 aprile. Si salda in unica soluzione entro il 30 novembre 2019, o a rate: 35% (novembre 2019), 20% (marzo 2020), 15% (luglio 2020), 15% (marzo 2021) e 15% a luglio 2021. Alle rate si applicano interessi al 2% annuo.

Web tax

Si tratta di un’imposta del 3% che si applica alle imprese digitali che fatturino almeno 750 milioni di euro, di cui 5,5 milioni nel territorio italiano. È una tassa fatta “su misura” per i colossi del digitale come Google e Facebook ad esempio che grazie alle loro complesse strutture societarie riescono a fare figurare gran parte dei loro ricavi e dei loro profitti in società domiciliate in Paesi con fiscalità molto vantaggiose.

Affidamento diretto degli appalti

Le amministrazioni pubbliche possono già assegnare con affidamento diretto (quindi senza neanche una gara informale) lavori, forniture e servizi di importo fino a 150mila euro. L’unico obbligo per le stazioni appaltanti sarà una consultazione con almeno tre operatori economici, senza che però ci siano vincoli di pubblicità e di rispetto di criteri predefiniti (come avviene appunto nelle gare informali). Operativa subito anche la norma che consente la procedura negoziata con consultazione di 10 operatori per la fascia fra 150mila e 350mila euro.

Turn over al 100%

Nei prossimi mesi il turn over ordinario crescerà del 100% anche nei ministeri e nel resto della Pubblica amministrazione centrale, permettendo di dedicare ai nuovi ingressi il totale dei risparmi determinati dalle uscite dell’anno precedente. Bisognerà aspettare il 15 novembre per la presa effettiva in servizio, con una sospensione che permette di risparmiare 100 milioni di euro sul 2019.

Tornano libere le aliquote locali

Gli enti locali potranno aumentare le aliquote dell’Imu, della Tasi e delle addizionali Irpef. La possibilità di aumentare le aliquote riguarda circa l’80% dei Comuni, ma lontano dalle grandi città dove sia l’Imu-Tasi sia l’addizionale Irpef sono già arrivate al livello massimo previsto dalla legge. Confermata invece la maggiorazione Tasi (fino a 0,8 per mille) nei Comuni che già l’hanno applicata in questi anni.