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Il Def spiegato da Tria: “Favorevole alla flat tax, no alla patrimoniale”

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Autore: Redazione

Il ministro Tria è intervenuto per spiegare il contenuto del Def 2019 e fare chiarezza su programmi economici del governo. Patrimoniale, crescita e flat tax sono i temi caldi.

“Con questo Def abbiamo voluto dare il messaggio di stabilità – ha spiegato Il ministro dell’Economia in un’intervista alla trasmissione 1/2 ora in più su Rai tre - nel senso che intanto il quadro macroeconomico che abbiamo presentato è completamente condiviso con tutte le istituzioni. Il secondo messaggio è che nell’anno in corso, come sempre abbiamo detto, non ci saranno manovre correttive”.

Sempre in tema di misure correttive, uno dei temi caldi è quello relativo a un’eventuale patrimoniale. Tria, però, è stato netto: “Personalmente e concettualmente sono molto contrario. In Italia colpirebbe tutto il patrimonio immobiliare, colpirebbe al cuore i risparmi italiani e avrebbe un impatto distruttivo su crescita e consumi, solo parlarne crea una tale incertezza che fa un danno forte all’economia”.

Mentre per quanto riguarda la crescita: “Per quest’anno stimiamo una crescita dello 0,2% - ha spiegato il ministro Tria - ma consideriamo che questo implica una crescita sostenuta già nel secondo semestre di quest’anno, altrimenti non si può raggiungere questo livello”.

Nel dettaglio, il ministro dell’Economia ha esposto le intenzioni del governo: “Con le misure che stiamo prendendo in questi giorni di sostegno all’economia ci sarà, speriamo, ma crediamo che questo avverrà, un impatto positivo, seppur limitato sul tasso di crescita di quest’anno, anche se sarà ovviamente molto basso”.

Tria si è detto favorevole anche all’allargamento della flat tax, senza mezzi termini: “abbassare le tasse e semplificare la vita agli italiani non è un capriccio della Lega, ma un’emergenza per famiglie e imprese, un dovere previsto nel contratto di governo. Se qualcuno rallenta la flat tax non danneggia Salvini o la Lega, ma danneggia il Governo e l’Italia intera”.

Nel dettaglio, Tria ipotizza “un’area no tax, un’area di reddito che non viene tassata se il livello è molto basso”. L’obiettivo, comunque, dovrebbe essere diminuire progressivamente il numero di aliquote perché, sempre secondo Tria, un’unica aliquota può essere un obiettivo, ma “attualmente per problemi di stabilità finanziaria dovrebbe essere posta ad un livello abbastanza elevato”.