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Bonus baby sitter, si possono pagare anche nonni e parenti?

Il chiarimento è arrivato direttamente dall'Inps

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Autore: Redazione

Il bonus baby sitter si è modificato per venire incontro alle esigenze dei genitori, visto quanto l’emergenza dovuta al covid ha cambiato nelle abitudini e nelle necessità delle famiglie. Una recente circolare dell’Inps ha chiarito anche se la cifra possa essere girata a nonni o altri famigliari. Vediamo in quali casi è possibile.

Innanzitutto, è bene chiarire a chi spetta. Il bonus baby sitter è una misura pensata per le famiglie, anche affidatarie, con figli minori di 12 anni (in caso di disabilità però il limite di età decade). L’Inps ha spiegato che il bonus si riferisce ai servizi di baby sitting ed è rivolto ai genitori (alternativamente fra loro) appartenenti alle seguenti categorie di lavoratori:

  • dipendenti del settore privato;
  • iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata (di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335);
  • autonomi iscritti all’Inps;
  • autonomi iscritti alle casse professionali (previa la comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari).

Oltre anche a:

  • medici;
  • infermieri;
  • tecnici di laboratorio biomedico;
  • tecnici di radiologia medica;
  • operatori sociosanitari.

La domanda per il bonus baby sitter può essere inoltrata online, accedendo con le proprie credenziali nell’area MyInps del sito dell’Istituto di previdenza. Nella schermata per il bonus baby sitter, c'è anche il banner “Servizi integrativi per l’infanzia”, qui andranno inseriti i propri dati e quelli del figlio per il quale si presenta la domanda di bonus baby sitting.

Ma a chi può essere “girato” il bonus baby sitter? Possono beneficiarne nonni o altri parenti? La risposta arriva direttamente dall’Inps:

“In via ulteriore, su conforme parere ministeriale, si chiarisce la non applicabilità del principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare, salvo si tratti di familiari conviventi con il richiedente e, ovviamente, di soggetti titolari della responsabilità genitoriale (genitore, anche se non convivente, separato/divorziato). In caso di convivenza, pertanto, i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento”.

Sostanzialmente, i nonni possono ricevere il bonus baby sitter, così come i famigliari con altri gradi di parentela, purché non siano conviventi con i genitori e i bambini stessi. Un nonno riceve il bonus baby sitter, quindi, solo se non vive sotto lo stesso tetto del nucleo famigliare che riceve i 1200 euro da utilizzare come bonus baby sitting.