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Reddito di cittadinanza, in quali casi viene tagliato del 20% da agosto 2020

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Autore: Redazione

È arrivato il decreto attuativo che fa entrare in vigore il taglio (fino a un massimo del 20%) del reddito di cittadinanza, la decurtazione sarà quindi effettiva a partire da agosto 2020. Vediamo quali sono i casi in cui il sussidio può essere tagliato.

Il tanto atteso decreto attuativo del Ministero del Lavoro che rende finalmente effettivo il punto della normativa che prevede il taglio del 20% dell’assegno spettante se la quota mensile del reddito di cittadinanza non venga spesa interamente entro il mese stesso di pagamento. Da qualche giorno, questa disposizione è finalmente operativa e avrà quindi effetti sul reddito di cittadinanza di agosto 2020.

Il testo del decreto in questione spiega che “l’ammontare di beneficio non speso ovvero non prelevato dai beneficiari del reddito di cittadinanza, ad eccezione di arretrati, è sottratto nei limiti del 20% del beneficio erogato, nella mensilità successiva a quella in cui il beneficio non è stato interamente speso”.

Entrando nel dettaglio, per calcolare l’importo da sottrarre va confrontato il saldo presente nella card all’ultimo giorno di ogni mese, al netto degli arretrati erogati nell’ultimo semestre, con la somma erogata per il reddito di cittadinanza nello stesso mese. Quindi, se il saldo risulta superiore, la differenza tra questi due valori viene integralmente sottratta dal beneficio erogato nel mese successivo. Se non capiente viene sottratta dalla disponibilità della carta fino a capienza.

Ma, in ogni caso, la decurtazione mensile non può essere superiore al 20% del beneficio spettante ogni mese. Ogni semestre, invece, viene decurtata dalla disponibilità della l’ammontare complessivo non speso o non prelevato nel semestre, fatta eccezione per una mensilità del beneficio riconosciuto.