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Redditometro, metratura o imposta sui servizi? ecco le tre ipotesi del governo per cambiare l'imu

Autore: Redazione

Il capitolo imu scalda gli animi dei partiti di governo e dei ministri. E mentre il pdl manda un ultimatum al ministro saccomanni perché acceleri sulla copertura per il taglio dell'imu e l'esecutivo si chiude a riccio per difenderlo, nelle stanze del tesoro si pensa alle alternative possibili all'abolizione tou court. Se l'eliminazione totale non è sostenibile, si aprono strade alternative come vincolare l'imposta al redditometro, ai m2 o anche rivedere tutto l'impianto della tassazione sulla casa

-La prima ipotesi lega il pagamento dell'imu al redditometro, rimodellandola su 5 fasce di reddito isee. Esenti dal pagamento gli immobili con un imu dovuta di 600 euro contro i 200 attuali. In questo modo a pagare sarebbero i contribuenti più ricchi, garantendo quasi la metà del gettito

- Imu legata alla metratura. La seconda ipotesi che si prende in considerazione è far pagare gli immobili non solo ai proprietari di ville e case signorili, ma anche a chi possiede abitazioni civili con una metratura superiore ai 100 o ai 120 mq. In questo modo ad essere esenti sarebbero l'85% dei proprietari di prima casa, con un costo per lo stato di 2,2 miliardi. Di gran lunga inferiore ai 4 miliardi necessari per l'eliminazione totale

- Infine si parla di accelerare la riforma completa della tassazione sulla casa, creando una sola imposta, la ics (imposta sulla casa e i servizi) che comprenda imu, tares sui rifiuti e imposte sui servizi indivisibili. Un fattore importante sarebbe la grandezza dell'abitazione, in attesa che la tanto attesa riforma del catasto riallinei finalmente i valori degli immobili a quelli del mercato