Quando si acquista la prima casa, l’imposta catastale rientra tra i tributi oggetto di agevolazione. Quando l’immobile è acquistato da un soggetto privato, oppure da un’impresa che vende in regime di esenzione IVA, l’imposta è dovuta per un importo fisso pari a 50 euro. Se, invece, la compravendita avviene con un’impresa e l’operazione è soggetta a IVA, l’imposta catastale per la prima casa è pari a 200 euro.
In quest’ultimo caso si applicano anche l’imposta di registro e quella ipotecaria in misura fissa di 200 euro ciascuna, oltre all’IVA agevolata al 4%. L’imposta catastale si affianca sempre all’imposta ipotecaria, pari a 50 o a 200 euro a seconda del venditore e a quella di registro, che è proporzionale o fissa.
Quali sono le tasse da pagare sulla prima casa?
L’acquisto di una casa è senza dubbio il sogno di molti, ma è anche un passo alquanto impegnativo, perché bisogna fare i conti non solo con il prezzo dell’immobile, ma anche con le imposte da pagare, per evitare brutte sorprese e pianificare correttamente il budget da destinare a questa operazione.
Parlando in particolare della prima casa, le tasse da pagare variano principalmente in base ai due fattori fondamentali: la natura del venditore, cioè se si tratta di un privato o di un’impresa e l’assoggettamento o meno all’IVA, in base al quale si determina un differente regime di tassazione. Nel caso di acquisto da privato o da impresa in esenzione IVA:
- imposta di registro: pari al 2% del valore catastale, invece che al 9%. Grazie al sistema del prezzo-valore nel calcolo dell’imposta di registro prima casa, non si applica sul prezzo di compravendita, con un notevole risparmio per l’acquirente;
- imposta ipotecaria: 50 euro (importo fisso);
- imposta catastale: 50 euro (importo fisso).
Nel caso, invece, di acquisto da impresa soggetta a IVA:
- IVA: al 4% sul prezzo di vendita;
- imposta di registro: 200 euro (importo fisso);
- imposta ipotecaria: 200 euro (importo fisso);
- imposta catastale: 200 euro (importo fisso).
Agevolazioni prima casa: ecco cosa sapere
La normativa italiana prevede importanti agevolazioni per il 2025 per chi acquista la prima casa, con la possibilità quindi di beneficiare di un risparmio fiscale anche di una certa entità. L’imposta di registro sulla prima casa in caso di acquisto da privato o da impresa in esenzione IVA è pari al 2%, rispetto al 9% standard.
L’IVA, quando presente, è applicata al 4% e non al 10% o al 22%. L’imposta ipotecaria e catastale per la prima casa sono dovute in misura ridotta e fissa, pari rispettivamente a 50 e a 200 euro a seconda dei casi. Tra le più rilevanti, citiamo anche le agevolazioni prima casa under 36, riservate in particolare ai giovani con meno di 36 anni di età.
Da evidenziare, inoltre, che la legge di bilancio 2025 ha introdotto un’interessante novità per le agevolazioni prima casa se si possiede già un immobile: è stata prevista l’estensione da 1 a 2 anni del limite entro cui vendere l’immobile già posseduto.
Come si calcola l'imposta catastale
Tra le tasse da pagare sulla prima cosa c’è anche l’imposta catastale, un tributo dovuto in occasione di alcuni atti che comportano il trasferimento o la modifica di diritti reali su immobili, come compravendite, donazioni o successioni. L’imposta catastale serve a finanziare le attività di voltura e aggiornamento dei registri catastali, che consentono di intestare correttamente l’immobile al nuovo titolare. L’importo dell’imposta catastale varia in base:
- al tipo di atto (acquisto, successione, donazione);
- al soggetto venditore (privato o impresa).
Nelle compravendite, l’imposta catastale è dovuta in misura fissa, pari a 50 o a 200 euro, a seconda della tipologia del soggetto venditore, cioè se si tratta di un privato o di un’impresa, mentre nelle successioni e donazioni è proporzionale e applicata nell’ordine dell’1% sul valore dell’immobile.
Imposta catastale sulla prima casa: il calcolo
Per calcolare l’imposta catastale sulla prima casa non è necessario fare alcuna operazione, visto che l’importo è fisso e varia solo a seconda che il venditore sia un privato o un’impresa con o senza esenzione IVA. Nel primo caso, l’imposta catastale è pari a 50 euro, mentre sale a 200 euro quando la compravendita ha come controparte una società assoggettata al regime IVA.
Il medesimo importo di 200 euro si paga in caso di successioni o donazioni di un immobile, a patto però che il beneficiario sia in possesso dei requisiti richiesti per beneficiare delle agevolazioni previste per la prima casa.
Come si calcola il valore catastale della prima casa?
Un elemento chiave per determinare le imposte sull’acquisto di un immobile è rappresentato dal valore catastale. Capire come si calcola il valore catastale della prima casa permette di stimare in anticipo le tasse dovute. Il valore catastale si ottiene applicando la seguente formula: rendita catastale x 1,05 x coefficiente catastale.
In sostanza, si parte dalla rendita catastale, che viene rivalutata nell’ordine del 5%, per poi moltiplicare il risultato ottenuto per dei coefficienti fissi definiti dalla legge. Il coefficiente è diverso a seconda del tipo di immobile e per la prima casa, escludendo le abitazioni di lusso, il coefficiente è 110, quindi se ad esempio la rendita catastale di un immobile è pari a 600 euro, il valore catastale sarà di 69.300 euro, valore cui si approda moltiplicando la rendita, rivalutata del 5%, per 110.
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