Notizie su mercato immobiliare ed economia

Gli esperti avvertono: l’era Trump potrebbe essere un caos e provocare una nuova recessione globale

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

Citigroup, Société Générale, JP Morgan, Moody’s... Sono molte le banche di investimento internazionali e le agenzie di rating che hanno avvertito negli ultimi mesi del pericolo dell’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca.

Lo scorso 20 gennaio il magnate è diventato il 45esimo presidente degli Stati Uniti e l’inizio del suo mandato, così come il suo discorso di insediamento, è stato accompagnato da polemiche. L’ultima società di analisi che ha pubblicato un rapporto sui possibili effetti dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca è Saxo Bank, che ha avvertito: “L’era Trump nasconde un reale rischio di recessione”.

Steen Jakobsen, economista della banca d’investimento danese, ha spiegato: “L’investitura di Trump è, a mio parere, il catalizzatore di una nuova realtà. Un’epoca nella quale la speranza è sostituita dal dubbio e cresce rischio di recessione sulla base di una liquidità globale estremamente negativa, sull’incertezza e su un anno in cui il rischio geopolitico occuperà un posto centrale, dal momento che la capacità delle banche centrali di ammortizzare le perdite è limitata”. Aggiungendo: “La presidenza Trump sarà nel migliore dei casi caotica e sperimentale”.

L’esperto è convinto che la nuova politica estera degli Stati Uniti sarà casuale e opportunista e avverte che il protezionismo economico non ha mai fatto bene alla crescita e alla prosperità. Secondo l’economista, inoltre, la strategia di Trump potrebbe aumentare l’inflazione, il che potrebbe provocare una maggiore pressione sulla Federal Reserve e sulla politica monetaria.

Le previsioni di Jakobsen parlano anche di una crescita economica a lungo termine molto più moderata rispetto alla media storica: si prevede un aumento del Pil inferiore al 2%, rispetto al 3,5% che di media è stato registrato fin dagli Anni ’50. Una previsione che coincide con quanto reso noto la scorsa estate da Citigroup, che ha definito la recessione come un’espansione del Pil mondiale uguale o inferiore al 2%.

Un’altra banca di investimento pessimista è la francese Société Générale, che a novembre ha parlato di parità del dollaro e dell’euro e di un forte aumento del deficit pubblico statunitense con il nuovo presidente. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano spagnolo Expansión, la società si aspetta una contrazione dei consumi per l’aumento dei prezzi, fatto che potrebbe portare alla fine della crescita economica vissuta dal Paese dal 2009.

Anche l’agenzia di rating Moody’s ha messo in guardia negli ultimi mesi dai rischi che possono abbattersi sull’economia statunitense e globale con l’attuazione delle politiche di Trump. Dopo aver esaminato le sue proposte in materia fiscale, finanziaria, immigrazione e commerciale, l’agenzia ha spiegato che “l’economia attraverserà una recessione prolungata e sarà più piccola alla fine del suo mandato rispetto a quando è arrivato alla Casa bianca”.

Nel frattempo, come affermato dal portale finanziario Bolsamania, si ritiene che “se la dimensione delle misure è eccessiva, aumenterà il disavanzo pubblico nei prossimi anni, salirà il debito pubblico, saliranno i tassi di interesse del mercato e del dollaro, il che favorirà una prossima recessione”.

Da IE Business School ricordano che tra le misure di Trump ci sono un generale taglio delle tasse per stimolare i consumi, la sostituzione di molti degli accordi commerciali in corso con nuovi accordi e la realizzazione di un piano di opere pubbliche molto ambizioso focalizzato sul miglioramento delle infrastrutture. Nel suo blog, la scuola di business sottolinea: “Più investimenti, meno tasse e protezionismo nel XXI secolo. Non sembrano tre misure che derivano da una logica economica tradizionale, ma è chiaro che il presidente degli Stati Uniti può essere definito in molti modi meno che tradizionale. Sembra che voglia sviluppare a livello nazionale quelle politiche che hanno funzionato nel suo caso personale”.

Al momento, nelle sue prime ore come uomo più potente del pianeta, Trump ha deciso di eliminare gli aiuti per pagare il mutuo, che fino ad ora erano destinati alle persone con poche risorse e agli acquirenti delle prime case. Ha anche annunciato l’intenzione di rinegoziare l’accordo di libero scambio con il Canada e il Messico, così come una riduzione delle imposte per cittadini e imprese.

L’incertezza durerà nel tempo

Non tutti gli analisti del mercato si mostrano così pessimisti. In Spagna, per lo meno, molti credono che la realtà politica costringerà Donald Trump a moderare le sue politiche e le sue decisioni, ma lanciano anche un avvertimento agli investitori: siamo di fronte ad una nuova fase di incertezza che potrebbe durare mesi.

In un rapporto, Link Securities sottolinea: “Dopo aver prestato giuramento come presidente degli Stati Uniti, Donald Trump continuerà ad attirare l’attenzione di alcuni investitori che si aspettano di conoscere nei prossimi giorni quali saranno le priorità del suo mandato. A questo proposito, si nota che il tono nazionalista con intenti protezionisti nel discorso di inaugurazione ha preoccupato alcuni investitori che temono che la nuova amministrazione statunitense finisca per scatenare una guerra commerciale in tutto il mondo”.

Allo stesso modo, Bankinter assicura che “ciò che è chiaro è che il mercato continuerà a cercare chiarezza sul piano fiscale e di spesa del nuovo governo e temiamo che ci vorrà un po’ di tempo, questo può rendere complicato l’andamento delle Borse” .

Come se non bastasse, gli analisti sottolineano che ci sono altri rischi latenti oltre Trump che non devono essere trascurati. Renta4 ricorda: “Quest’anno ci sono le elezioni in diversi Paesi importanti (Germania, Francia, Olanda e possibili elezioni anticipate in Italia), si deve fare i conti con l’impatto finale della Brexit e la ricapitalizzazione della banca italiana”.