Notizie su mercato immobiliare ed economia

Le modifiche al jobs act, torna il reintegro per licenziamenti discriminatori o disciplinari

Autore: Redazione

Sul tanto discusso jobs act è stato trovato l'accordo all'interno del partito democratico. Un'intesa che ha scatenato il malcontento del nuovo centrodestra. Il testo uscito dal senato sarà modificato: sì al reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli disciplinari senza giusta causa in determinate fattispecie e maggiori fondi da destinare agli ammortizzatori sociali nella legge di stabilità

Ora che governo e minoranza dem hanno trovato l'accordo, l'intenzione del presidente del consiglio, Matteo renzi, è quella di premere sull'acceleratore. L'intesa è stata annunciata dal presidente del pd, Matteo orfini, al termine della riunione che si è tenuta tra il responsabile economia e lavoro del nazareno, Filippo taddei, e i membri pd che siedono in commissione lavoro a montecitorio, tra cui il presidente cesare damiano

Ma andiamo a vedere in cosa consiste l'accordo tra governo e minoranza dem. In primis, si è deciso di recepire la parte del documento della direzione pd che impegna il governo a salvare il reintegro sui licenziamenti "per motivi discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica delle fattispecie" che saranno definite nei decreti delegati. Il governo, poi, sembra aver manifestato altre aperture a partire dai paletti alle novità sui controlli a distanza

Il presidente del consiglio, da bucarest, ha detto: "la partita è chiusa, il parlamento voterà nelle prossime ore e dal 1° Gennaio avremo chiarezza sulle regole del mercato del lavoro, minori costi per gli imprenditori, più soldi in busta paga per i lavoratori, una riduzione delle forme contrattuali. Non si tolgono diritti, ma si riducono gli alibi". Si punta adesso al 26 novembre come termine ultimo per il via libera al provvedimento

Ma all'entusiasmo di renzi ha fatto da contrappeso il malcontento di ncd. Gli alfaniani si sono infatti affrettati a far sapere che "le modifiche vanno concordate anche con noi, è tutto ancora aperto"