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Jobs Act, in vigore il contratto a tutele crescenti

Autore: Redazione

Il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act è ora realtà. Dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale dei primi due decreti attuativi è arrivato il momento dell'entrata in vigore. Se da un lato le aziende promettono nuove assunzioni, dall'altro i sindacati temono una pioggia di licenziamenti.

Gli imprenditori hanno voluto chiarire che non è una nuova legge a spingere verso un aumento dell'organico, tutto dipende dal mercato e dalle commesse. Ma sono diverse le aziende di grandi dimensioni che hanno fatto sapere di voler approfittare delle nuove disposizioni.

Come ricordato dalla repubblica, a fine 2014 telecom ha annunciato: "con il Jobs Act assumeremo 4mila persone in 2 anni"; il ceo di salini-impregilo, Pietro Salini, ha parlato di "2.500 assunzioni in Italia nei prossimi 12 mesi"; e l'ad di fca, Sergio Marchionne, a gennaio ha annunciato "1.000 nuove assunzioni a Melfi".

C'è poi Marco Gay, presidente dei giovani di confindustria, che ha affermato: "se io so che non sono vincolato a tenere a vita i miei dipendenti in azienda, posso rischiare anche un investimento che nella condizione precedente avrei giudicato imprudente".

I sindacati però non sono così ottimisti. Il contratto a tutele crescenti cancella il diritto al reintegro in caso di licenziamento per motivi economici, anche quando sono illegittimi, e per i sindacati il rischio di licenziamenti a catena è dietro l'angolo.