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Pensioni, proroga opzione donna in vista

Autore: Redazione

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha confermato la proroga dell’opzione donna 2016. Rispondendo a una interrogazione parlamentare sollevata da Maria Luisa Gnecchi nel corso del question time alla Camera dei Deputati, il titolare del dicastero di via Veneto ha detto sì all’estensione del regime sperimentale.

Poletti ha affermato: “Sebbene la legge di Stabilità stabilisca al 30 settembre il termine per la comunicazione degli esiti del monitoraggio dei dati a consuntivo sull’attuazione della sperimentazione di questa importante misura, posso anticipare, a seguito di verifica presso l’Inps, che sono 7.070 le lavoratrici che hanno ottenuto la pensione con decorrenza successiva al 31 dicembre 2015 per aver esercitato l’opzione donna. Il relativo onere finanziario, in ragione d’anno, è pari al 63,3 milioni di euro”.

Aggiungendo: “Quindi, posso assicurare che da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali verrà disposto l’impiego delle risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe a quella di ‘opzione donna’, compresa la prosecuzione della sperimentazione, in modo tale da rispettare pienamente e puntualmente il dettato normativo”.

Per effetto dell’ultima legge di Stabilità, l’opzione donna può essere esercitata dalle lavoratrici dipendenti nate entro il 30 settembre 1958 (anche del pubblico impiego) oppure entro il 30 settembre 1957 se autonome (o con contribuzione mista) a condizione, in entrambi i casi, di avere almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015.

Con la recente proroga il governo ha indicato un onere di circa 2,5 miliardi di euro stimando in 36mila da qui al 2022 il numero delle lavoratrici che decideranno di ricorrere a questa misura. Nel caso in cui le risorse stanziate risultassero sovrabbondanti rispetto alle domande di pensionamento, il Parlamento potrà stabilire la prosecuzione della sperimentazione oltre il 2015.

A tal fine si prevede la trasmissione, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione alle Camere, da parte del governo, sulla base dei dati rilevati dall’Inps nell’ambito della propria attività di monitoraggio sull’attuazione della sperimentazione, con particolare riferimento alle lavoratrici interessate e ai relativi oneri previdenziali.

Di una eventuale proroga oltre il 2015 ne beneficerebbero, in primo luogo, le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958 (o del 1957 se autonome) che sono rimaste escluse dall’intervento della legge di Stabilità a causa dei tre mesi chiesti dal 2013 per l’aspettativa di vita.