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Agente immobiliare, come la tecnologia cambia il volto della professione

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Autore: floriana liuni

L’agente immobiliare come non si era mai visto. Vediamo come le nuove tecnologie hanno trasformato una professione tradizionalista insieme ad un esperto RE/MAX.

Digitale e collaborativo, conserva i dati in cloud (67%), spende nell'advertising di Facebook (50,5%), guarda ancora con sospetto a quello di Google (71,3%) e conserva la fiducia verso i portali di annunci immobiliari (85,1). Questo è l’identikit del nuovo agente immobiliare, disegnato dall’indagine "La digitalizzazione dell'agente immobiliare", svolta da RE/MAX Italia, che ha coinvolto un panel di 558 consulenti immobiliari in tutta la penisola.

Alla fine anche una professione ostinata nella sua immutabilità, sta lentamente capitolando davanti a tecnologie e device, adattandosi ad un mondo che ha adottato nuove regole di comunicazione e che lo vuole più efficace, immediato e flessibile. Le risposte ai 19 quesiti proposti raccontano la storia di un professionista diventato social addicted e che predilige Facebook (33,1) e Linkedin (23,6%) a Twitter (9,4%) e Youtube (11,2%).

La tecnologia ha cambiato la professione dell’agente immobiliare?

E se sì, in cosa? “La tecnologia non ha cambiato la professione dell’agente immobiliare, l’ha stravolta, - risponde Enrico Carugo, consulente immobiliare RE/MAX Class. - Basti pensare che oggi in dieci minuti un immobile può essere inserito tramite un gestionale immobiliare su oltre 30 siti con un solo inserimento. Una cosa che sembra banale, ma non lo è: fino a pochi anni fa bisognava fare un singolo inserimento per ogni sito. Ora possiamo raggiungere sempre e ovunque la clientela grazie alle app per smartphone con foto professionali, visite virtuali e video. Il cliente può quindi navigare facilmente tra tutte le proposte immobiliari e in pochi minuti scegliere quali vedere dal vivo”.

Come l'agente immobiliare, oggi, raggiunge le persone?

L’indagine condotta da RE/MAX ha osservato come gli agenti immobiliari si approccino oggi alla collaborazione e al networking attraverso l’utilizzo di MLS (multiple listing service) e grazie a forme di comunicazione alternative come il telefono (26,7%) e l'email (24,3%), fino alla messaggistica di Whatsapp (19,2%). Il “porta a porta” (21,7%), come fonte di acquisizione immobiliare, lascia spazio a risorse online (67,5%) e tools specifici (ad esempio App active finder).

“Oggi le persone, che sono il nostro core business, si incontrano sul web, e quindi il web marketing è ormai fondamentale per il nostro lavoro – afferma Carugo. - Con la tecnologia il mondo è piccolo, possiamo rimanere in contatto con persone ovunque e proporre i nostri immobili in tutto il mondo facilmente. Possiamo creare campagne web mirate, per zona, per interessi, per età, scegliendo con precisione a quale pubblico rivolgerci. Questo tramite i social, Facebook principalmente, o tramite inserzioni Google. Sono una sorta di volantini digitali, che a differenza di quelli tradizionali, vengono “consegnati” solo alle persone che vogliamo noi, non alla massa in modo indiscriminato. Questo ottimizza i costi e gli sprechi”.

Un sistema che rende più semplice anche il monitoraggio e l’ottimizzazione dei risultati. “Monitorando i risultati delle campagne, ovvero quanti hanno visto l’inserzione e quindi hanno interagito con un commento, un “mi piace” o un click, spiega Carugo, -  possiamo modificare e migliorare le nostre inserzioni pubblicitarie ed essere sempre più efficaci”.

Come cambia la velocità di risposta del cliente?

“Se in appuntamento un cliente ci chiede un documento, possiamo inviarlo in tempo reale – risponde Carugo, - perché servizi come cloud o drive ci permettono di avere sul nostro smartphone tutti i documenti presenti nel nostro computer. La risposta veloce alle esigenze del cliente alza di molto la percezione positiva del servizio, aspetto fondamentale per fidelizzare il cliente”.

Anche nella parte burocratica la tecnologia ha un ruolo primario. “Con molti uffici tecnici comunali si riesce ad interagire tramite pec evitando di impegnare tempo ad andare di persona – dichiara Carugo. -  Altro grande successo è la possibilità di gestire i contratti di locazione tramite web. C’è ancora molto che si potrebbe informatizzare ma tutti i passi sono in quella direzione”. 

Presentare gli immobili con i video 3D: la nuova frontiera

Secondo il report RE/MAX ci sono buone notizie sul fronte della presentazione degli immobili con numeri in crescita legati all'utilizzo di tecnologia per la realizzazione di planimetrie 2D/3D (47,5%) e virtual tour 360° (35,8%). Tuttavia, sul tema della comunicazione c'è spazio di crescita: il 15,9% degli agenti intervistati dichiara di gestire un blog personale ma il 60,9% non utilizza ancora i video per fare personal brand. Ecco perchè diventano sempre più numerosi i corsi di formazione e workshop per imparare a gestire il proprio personal branding, come lo Speaker Tour 2019 – Supercharge your success che si terrà lunedì 1 Aprile allo Spazio MIL. Un evento di formazione targato RE/MAX dedicato all’utilizzo di video sui social network, applicati al settore real estate (info e registrazioni allo 02 30 30 19 00)

Quali prospettive, quindi, attendersi dal futuro della professione dell’agente immobiliare?

”Infinite, - è convinto Carugo. -  La tecnologia cambia la nostra vita ogni giorno e quindi potrebbe cambiare in ogni istante il nostro lavoro. Penso che i video diventeranno sempre più predominanti, sono uno strumento marketing veloce ed efficace. Ideale sarebbe anche informatizzare la compravendita. Creare delle procedure che permettano la stipula di proposte, preliminari o contratti di locazioni abbandonando più possibile il cartaceo”.

Un uso della tecnologia che cambierà anche il concetto di ufficio per l’agente immobiliare. “Già oggi si può creare un appartamento tipo al computer e far vedere al cliente come sarà la sua futura casa ancora prima che parta la costruzione, una sorta di casa virtuale, - spiega Carugo. - La prospettiva più interessante è quella dello smart work, ovvero non aver più bisogno di una postazione fissa e un grande archivio cartaceo. Basterà una scrivania con un tablet per lavorare. Questo permette di aumentare notevolmente il numero di consulenti all’interno di una agenzia senza ampliare gli spazi, lavorando da casa e utilizzando postazioni in coworking in agenzia. Ciò abbasserà i costi fissi facendo aumentare i ricavi del consulente”.