Notizie su mercato immobiliare ed economia

Fare scuola a casa propria? Ecco come fare con l'homeschooling

Gtres
Gtres
Autore: floriana liuni

Mancano davvero pochi giorni alla ripresa delle lezioni e ancora non si hanno certezze assolute sulle riaperture scolastiche. Un fatto che sta riaccendendo l’interesse verso un fenomeno di nicchia ma ben delineato anche in tempi non sospetti: l’istruzione parentale o homeschooling. Ecco come attuarla.

Più diffusa nei Paesi anglosassoni, che, come la letteratura classica ci insegna, vengono da una lunga tradizione di istitutori privati a domicilio, la scelta di fare della propria casa il luogo di studio dei figli sta prendendo piede da qualche anno anche in Italia, anche se con numeri ancora piuttosto bassi. Fino al 2015 si parlava di meno di mille alunni istruiti in casa, contro i 70 mila del Regno Unito (https://portalebambini.it/scuola-educazione-parentale/). Anche prima della Dad nel nostro Paese erano presenti istituti parentali, deputati a coordinare l’istruzione casalinga per chi fa questo tipo di scelta. Ecco quindi cosa sapere se si vuole optare per questa formula.

Pregi e difetti dell’homeschooling

Chi finora ha scelto di istruire a casa i propri figli lo ha fatto solitamente per ragioni religiose o ideologiche, o per sfiducia nel sistema scolastico canonico. L’istruzione domestica permette infatti di creare percorsi didattici personalizzati, cosa che non tutte le scuole fanno, e di avere un diretto controllo su quanto appreso dal proprio figlio. Un ulteriore lato positivo lo ha fornito il Covid: la necessità di distanziamento sociale e la volontà di evitare classi affollate potrebbero far virare molte famiglie verso questa scelta.

D’altro canto sono indubbi gli svantaggi di questa soluzione, che sono poi esattamente quelli legati alla socializzazione emersi nei mesi di didattica a distanza. A bambini e ragazzi manca il confronto cognitivo col proprio gruppo di pari, la presenza costante del genitore potrebbe non essere sempre positiva per lo sviluppo psicologico dell’alunno, si limita la capacità di interagire con autorità diverse e in generale di relazionarsi a persone diverse da sé, limitando le capacità sociali. Senza contare che la mancanza del gioco di gruppo e dei momenti di socializzazione tra un’ora e l’altra di lezione sono penalizzanti per la vita interiore degli alunni.

Homeschooling in Italia, riferimenti normativi

Gli articoli 30 e 34 della Costituzione stabiliscono tuttavia che ad essere obbligatoria sia l’istruzione, non la frequenza scolastica, così come l’articolo 33 stabilisce che sia libero l’insegnamento delle arti e della scienza. Quindi è perfettamente possibile per i genitori, qualora abbiano le competenze tecniche per farlo personalmente, o economiche per poter delegare un educatore privato, scegliere di istruire a casa i propri figli. Le autorità competenti devono poi controllare che tutto sia svolto regolarmente e la preparazione dei ragazzi va testata periodicamente.

Questi i riferimenti normativi riportati dal Miur che definiscono come comportarsi:

  • Decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, art 111 comma 2: I genitori dell’obbligato o chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono dimostrare di averne la capacità tecnica od economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità.”
  • Decreto Ministeriale 13 dicembre 2001, n.489, art. 2 comma 1 “Alla vigilanza sull'adempimento dell'obbligo di istruzione provvedono secondo quanto previsto dal presente regolamento:
    a) il sindaco, o un suo delegato, del comune ove hanno la residenza i giovani soggetti al predetto obbligo di istruzione;
    b) i dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali, paritarie presso le quali sono iscritti, o hanno fatto richiesta di iscrizione, gli studenti cui e' rivolto l'obbligo di istruzione”.
  • Decreto legislativo 25 aprile 2005, n. 76, art 1, comma 4: Le famiglie che – al fine di garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione – intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all’obbligo, devono, mostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli”. Pertanto, la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.
  • Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 622: “L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno d’età “.
  • Decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 62 art.23 " In caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilita’ genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente  scolastico  del territorio di residenza. Tali  alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneita’ per il passaggio alla classe successiva in qualita’ di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Come fare per aprire una scuola parentale

Come si fa, quindi, ad accedere all’homeschooling?

  1. Occorre un insegnante, lo stesso genitore in possesso di capacità tecniche o un educatore privato.

  2. L’istruzione può avvenire in ogni ambiente della propria casa, salvo il fatto che siano a norma di sicurezza e in presenza di adeguata assicurazione in caso di gruppi di bambini. Le scuole parentali non ricevono alcun contributo statale.

  3. In caso esista un gruppo di bambini istruiti a cura dei rispettivi genitori, si può costituire un istituto parentale in forma di cooperativa o associazione.
  4. Il Dirigente Scolastico della zona deve periodicamente controllare lo stato di istruzione degli alunni: i genitori devono quindi depositare una apposita comunicazione ogni anno e far svolgere un esame annuale di idoneità alla classe successiva e far sostenere regolarmente le prove per gli esami di licenza media.