Sorpresa in busta paga a settembre: per molti dipendenti italiani lo stipendio potrebbe crescere più del previsto. Il motivo? Rinnovi contrattuali che scattano proprio questo mese in diversi comparti e possibili conguagli a credito dalla dichiarazione dei redditi. L'effetto combinato può generare aumenti netti immediati, rafforzati da una tassazione sostitutiva al 5% sugli importi dei rinnovi per i redditi lordi annui fino a 33 mila euro. La platea interessata tocca sia la Pubblica amministrazione sia alcuni settori privati, con importi e tempistiche già fissati.
Otto giovani professionisti italiani su dieci che oggi lavorano all'estero rientrerebbero, ma non a qualsiasi condizione. La leva decisiva non è la nostalgia, né un incentivo una tantum: servono retribuzioni allineate al valore prodotto e una cultura del lavoro che premi davvero il merito.
Un mese di lavoro che scompare dalla busta paga. È quanto emerge dall'ultima analisi dell'Ufficio studi CGIA: nel 2024 tra Nord e Sud si sono contate 27 giornate lavorative di differenza. Il dato accende un faro su un divario che non è solo statistico, ma reale e quotidiano. In Italia la media è stata di 246,5 giorni lavorati, ma al Nord si è saliti a 255, mentre nel Mezzogiorno ci si è fermati a 228. A questo si somma un altro scarto: la retribuzione giornaliera media è più alta al Nord (108 euro) rispetto al Sud (80 euro), una forbice del 36%.
Si parla di carenza di candidati, ma poi si scartano curriculum per la data di nascita. È il cortocircuito che emerge dall'ultima indagine di Ecssa, la confederazione europea delle società di ricerca e selezione, che ha coinvolto Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Lussemburgo. Nel nostro Paese risulta difficile reperire sia giovani da inserire sia professionisti già formati, mentre l'età resta un filtro rigido nei processi di selezione.
L'intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro per i liberi professionisti italiani: è già presente nelle loro pratiche quotidiane. Secondo l'ultimo Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni, elaborato su un campione di circa 1.180 liberi professionisti intervistati tra settembre e ottobre 2025, il 58,2% dichiara di utilizzare strumenti di IA frequentemente, il 25,4% raramente, e solo il 16,4% afferma di non averli mai usati
Non è l'IT a guidare la corsa alla flessibilità, almeno non da solo. Lo rileva una ricerca Indeed-YouGov condotta su quasi 3.000 datori di lavoro e oltre 7.000 lavoratori in vari Paesi, Italia inclusa. Il dato che spicca: l'87% delle aziende giudica cruciale poter modulare rapidamente ruoli e competenze per centrare gli obiettivi di business, mentre il 64% delle persone in cerca di occupazione attribuisce alla flessibilità un valore alto ma non assoluto. La mappa dei prossimi mesi racconta dove convergeranno investimenti e posizioni flessibili e perché, in Italia, la domanda dei candidati cresce più che altrove.
Una sorpresa: non è la pubblica amministrazione a guidare i rialzi delle buste paga nel 2026. I nuovi dati Istat, diffusi il 29 luglio e riferiti a giugno, mostrano aumenti trainati dai rinnovi dei contratti, ma con forti differenze tra comparti. Alcuni settori superano il 5% annuo, altri restano fermi al palo. Nel frattempo, milioni di lavoratori attendono ancora il rinnovo del proprio contratto. Capire dove gli stipendi crescono di più aiuta a leggere le prossime mosse del mercato del lavoro.
Il portiere di condominio ha diritto a ferie e permessi retribuiti secondo il CCNL di categoria. Le ferie annuali sono pari a 26 o 30 giorni lavorativi, a seconda del profilo professionale, e non possono essere sostituite da un'indennità, salvo la cessazione del rapporto di lavoro. La fruizione segue regole precise, con limitazioni in alcuni periodi dell'anno. Durante l'assenza può essere nominato un sostituto per garantire la continuità del servizio. Sono inoltre previsti permessi retribuiti e specifici obblighi legati alle mansioni svolte.
L'Istat ha analizzato il mercato del lavoro integrando le informazioni sul reddito delle famiglie (annualità 2018-2023) e sullo stato occupazionale degli individui (annualità 2019-2024).
Ha ancora senso puntare alla laurea per guadagnare bene? Le ultime analisi del mercato del lavoro indicano una sorpresa: in più settori tecnici e operativi il diploma, abbinato a competenze pratiche, apre porte a retribuzioni che superano i 50.000 euro lordi.
Vale ancora la pena laurearsi? I numeri più aggiornati dicono di sì, e la differenza si vede in busta paga. Nel 2025 la retribuzione annua lorda media di chi ha un titolo universitario è nettamente più alta rispetto a chi si ferma prima, ma non tutte le lauree - e non tutti gli atenei - garantiscono lo stesso ritorno economico. Secondo l'University Report dell'Osservatorio JobPricing, alcune aree di studio e pochi atenei staccano il gruppo, mentre altri restano indietro.
La scena è cambiata: gli orari infiniti non sono più un distintivo di valore, e la risposta alle mail a mezzanotte non è una medaglia.
Dal 1 luglio l'adesione ad un fondo pensione di riferimento diventa automatica per i nuovi assunti in azienda, nel caso non esprimano una preferenza diversa (come lasciare i fondi del Tfr in azienda) entro 60 giorni.
Al 31 dicembre 2025 i pensionati nel nostro Paese erano circa 16,4 milioni di cui 8 milioni di maschi e 8,4 milioni donne. La spesa per le pensioni erogate è stata di circa 371 miliardi di euro, in leggera salita dai 364 mld del 2024.
Avere un lavoro e sentirsi comunque con l'acqua alla gola è diventata un'esperienza comune. Non è un paradosso né una percezione isolata: il fenomeno del lavoro povero, in Italia più che altrove, tocca da vicino chi ha un impiego ma non riesce a coprire serenamente i costi di casa, energia, trasporti e beni essenziali. La novità, che sorprende e preoccupa, è che l'occupazione di per sé non basta più come scudo contro il rischio di scivolare in difficoltà.
Solo il 2,7% degli occupati in Italia ha lavorato prevalentemente da casa nel 2025. Il dato, pubblicato da Eurostat, sancisce la fine dell'onda lunga della pandemia e riporta il telelavoro su livelli minimi. Il confronto europeo è impietoso: il divario con i Paesi del Nord è ampio e si allarga anche rispetto a economie vicine e comparabili. La riduzione del lavoro a distanza non è solo una statistica: incide su organizzazione aziendale, tempi di vita, spostamenti e perfino sulle scelte abitative.
Si studia nello stesso Paese, si ottiene lo stesso titolo, ma la busta paga cambia appena si varcano i confini. È quanto emerge dall'ultimo rapporto AlmaLaurea su laurea e occupazione: per i laureati italiani che lavorano all'estero, la differenza retributiva raggiunge il 60% rispetto a chi resta. Il dato colpisce perché non riguarda carriere diverse, ma la stessa qualifica in mercati del lavoro differenti. Il report, basato su oltre 335mila laureati per i percorsi e quasi 700mila per gli esiti occupazionali, fotografa un mercato che assume, ma fatica a trattenere competenze.
Secondo i dati Eurostat del 2025, nella fascia d'età 25-54 anni il ricorso al part-time è distribuito in modo molto diseguale tra uomini e donne, con uno scarto che si amplifica notevolmente in presenza di figli.Tra le donne con figli, il 31,7% lavora a tempo parziale — il valore più alto tra tutte
Nel 2025, il tasso di occupazione dei giovani adulti di età compresa tra 20 e 34 anni che si erano recentemente diplomati o laureati nell'UE era dell'83,0%, in aumento rispetto all'82,3% del 2024.
La professione di agente immobiliare si appresta a cambiare volto. È stato presentato lo scorso 3 giugno alla Camera dei Deputati il disegno di legge AS 1894, a prima firma del senatore Maurizio Gasparri (FI), che propone una revisione organica della legge n. 39 del 1989, norma rimasta sostanzialmente invariata da oltre tre decenni
Nel 2025, la quota di abbandono scolastico precoce (giovani tra i 18 e i 24 anni che lasciano anticipatamente il percorso di istruzione e formazione) nell'UE si è attestata al 9,1%, sfiorando l'obiettivo europeo del 9,0% fissato per il 2030.Questo dato è in costante calo negli ultimi dieci anni (dal
Buste paga trasparenti? Forse è la volta buona per muovere i primi passi verso la parità salariale nel 2026. L’ Ad di Mercer Italia Marco Valerio Morelli spiega come questa potrebbe essere una svolta per il mercato del lavoro italiano. Secondo il Global Pay Transparency Report 2026 di Mercer, infatti, il 72% delle aziende italiane ritiene che la trasparenza retributiva porterà a un miglioramento delle politiche salariali interne, anche se solo il 41% si sente già pronto ai nuovi requisiti
Con un budget familiare sempre più eroso dalle spese e dal costo della vita, sono molti i lavoratori e i pensionati che fanno affidamento su somme extra. Fra queste, la quattordicesima 2026: un'integrazione dello stipendio o del trattamento pensionistico, solitamente accreditato in estate. Il diritto alla quattordicesima dipende dalle condizioni del proprio CCNL o del contratto individuale, nonché dalle normative previdenziali vigenti. L'importo è solitamente inferiore alle comuni mensilità, poiché non gode delle detrazioni sulla retribuzione
Il mercato immobiliare sta trasformando profondamente la figura dell’agente immobiliare, sempre più distante dal modello tradizionale legato esclusivamente all’intermediazione e sempre più vicino a quello di un consulente strategico capace di integrare tecnologia, comunicazione e competenze imprenditoriali. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Bigda per CENTURY 21 Italia. Lo studio ha analizzato il sentiment online relativo al settore immobiliare italiano tra il 2025 e i primi mesi del 2026, delineando il nuovo identikit del professionista contemporaneo
Nel 2025, la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che nell’UE non lavoravano né erano inseriti in percorsi di istruzione o formazione (NEET) era pari all’11,0%, in calo rispetto all’11,1% del 2024 e al 15,2% del 2015. Lo dicono i dati Eurostat.
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