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Ricapitalizzazione degli istituti di credito: le ricadute sui mutui

Autore: Redazione

Articolo scritto dagli esperti di mutuosulweb

L'eba (european banking authority), l'autorità di controllo bancaria europea, ha deciso di fissare al 30 giugno 2012 la data entro la quale dovrà avvenire la
Ricapitalizzazione delle banche europee
:  Si tratta all'incirca di 106 miliardi di euro e di un innalzamento del valore del core tier 1 (rapporto tra il patrimonio delle banche e i soldi che vengono prestati) fino al 9%. L'entità precisa del capitale necessario al rafforzamento per ogni singola banca non è ancora definibile, perché dipenderà infatti dalla quantità di debito greco in portafoglio e da quanto questo verrà svalutato

L'ipotesi di portare l'haircut dal 21% al 60% è infatti ancora oggetto di trattativa fra eurozona e sistema bancario. “Haircut” significa letteralmente “taglio dei capelli”, ma non è altro che la decurtazione del valore nominale di un titolo obbligazionario, nel caso specifico, di quelli emessi dalla grecia. Questo si traduce nel fatto che quando l’investitore-obbligazionista (è molto probabile che sia una banca) andrà a riscuotere il titolo alla scadenza, gli verrà decurtata una certa percentuale del valore “facciale” o nominale indicato sul titolo obbligazionario in questione, che al vertice ecofin (consiglio economia e finanza) dello scorso 21 luglio era stata indicata al 21%

Le banche, per rifinanziarsi, dovranno utilizzare prima dei capitali propri, anche attraverso ristrutturazioni e cartolarizzazioni e solo in un secondo momento potranno chiedere l'intervento degli stati se necessario, e  successivamente, se questo intervento non dovesse essere disponibile, potrà intervenire il fondo salva-stati efsf. (European financial stability facility).

Per quanto riguarda gli istituti di credito italiani (intesasanpaolo, unicredit, montepaschi, banco popolare e ubi banca) la ricapitalizzazione sarà di circa 15 miliardi di euro

Secondo l'opinione dell'ufficio studi di mutuosulweb questo tipo di intervento avrà delle ripercussioni poco positive per gli azionisti delle banche interessate che dovranno integrare i loro investimenti azionari e non ambire a dividendi interessanti. Dunque ora la palla è in mano alle banche che, tra raccolta di nuovo capitale e vendita di beni o cessione di attività, dovranno far fronte a questa imposizione di ricapitalizzazione che finalmente apporterà un po’ di ossigeno nelle loro casse e che consentirà a tutto il mercato di riprendersi anche se lentamente grazie a nuove possibili erogazioni di finanziamenti e la riapertura dei diversi settori mutui

Un altro input positivo è arrivato anche dalla banca centrale europea, guidata da mario draghi, che ha deciso di tagliare il costo del denaro riducendo i tassi di interesse dall'1,50% all'1,25%: quindi anche per chi paga un mutuo ci saranno effetti positivi, perché i tassi di interesse influenzano l'euribor (uno dei parametri di indicizzazione dei mutui a tasso variabile), che potrebbe dunque scendere nei prossimi giorni, portando a una riduzione del costo delle rate del mutuo



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