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Com'è cambiato il mercato dei mutui nel 2014 e cosa ci aspetta quest'anno

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Autore: Redazione

Per il 2015 è in previsione un andamento delle erogazioni di mutui in lieve miglioramento rispetto a quanto rilevato nel 2014. A sostenerlo l’Ufficio Studi di Tecnocasa, che ha sottolineato come negli ultimi mesi sia stato registrato un trend positivo destinato a proseguire

L’Ufficio Studi Tecnocasa ha riportato i dati del Bollettino Statistico I-2015 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di aprile 2015 e ha evidenziato che nel quarto trimestre 2014 le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 7.077,1 milioni di euro, facendo registrare, rispetto allo stesso trimestre del 2013, un aumento delle erogazioni pari a +25%, per un controvalore di +1.413,3 milioni di euro. Era dal secondo trimestre 2012 che in Italia non venivano erogati 7 miliardi di euro di finanziamenti

Come sottolineato dall’Ufficio Studi Tecnocasa, il mercato del credito per le abitazioni continua a dare segnali positivi e, dopo le prime timide avvisaglie di miglioramento riscontrate l’anno scorso, le erogazioni fanno segnare volumi in aumento da ormai quattro trimestri consecutivi. Questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi a due cifre a partire da marzo, con un picco di +43,5% a dicembre 2014

Bisogna poi prestare attenzione ad altri indicatori positivi: la domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita costante da più di un anno e mezzo e la Banca Centrale Europea sta operando ormai da tempo per sostenere le erogazioni di finanziamenti sia alle famiglie sia per le imprese, ma anche per dare slancio alla ripresa economica. Alla luce di ciò, per il 2015 è in previsione un andamento delle erogazioni in lieve miglioramento rispetto a quanto rilevato nel 2014

Guardando ai numeri degli ultimi 12 mesi, quindi all’intero anno 2014, sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 24.340,9 milioni di euro. Il saldo annuo, se confrontato con quanto rilevato nei 12 mesi precedenti, segna un aumento dei volumi pari a +13,8%, per un controvalore di +2.948,4 milioni di euro

Andamento delle consistenze – Nel quarto trimestre 2014 si registra uno stock di mutui in essere pari a 293.337 milioni di euro, in linea rispetto al trimestre precedente (-0,2%) e in calo dell’1,2% in relazione allo stesso periodo dell’anno precedente. Da segnalare che, dopo l’aumento riscontrato nel 2011, prosegue la lenta e costante decrescita delle consistenze iniziata nel primo trimestre 2012

Importo medio – Utilizzando la base dati interna all’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, è stata analizzata la tendenza rispetto alla quantificazione media dell’importo di mutuo. Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 108.700 euro, in leggero calo rispetto a quanto riscontrato nel quarto trimestre 2013. Al Nord e al Centro il mutuo medio risulta più elevato rispetto al dato nazionale, mentre la tendenza è opposta e più marcata al Sud e, soprattutto, nelle Isole. Il ticket medio risulta più elevato nella macroarea Centrale (114.400 euro); dalla parte opposta, invece, le Isole erogano una quota minore con 99.800 euro. Il Sud Italia ha registrato l’incremento migliore (+2%), seguito dall’Italia Centrale con +1,3%. Il Nord-Est ha chiuso il trimestre in leggero calo (-1%), mentre il Nord-Ovest ha perso il 4,2% e le Isole addirittura l’8,8%. A livello regionale, il ticket medio di mutuo continua ad essere per ragioni socio-economiche difforme sul territorio nazionale. La regione con il valore più alto è risultata essere il Lazio, con un ticket medio pari a 121.500 euro, in rialzo del 2,8% rispetto al quarto trimestre 2013. Il valore più basso è stato registrato in Friuli-Venezia Giulia, dove il ticket medio è 73.800 euro, comunque in aumento del 16%. La migliore performance appartiene alla Calabria, che fa segnare +11,3% e ora si attesta a 91.400 euro. Gli incrementi sono interessanti anche per Campania e Toscana: nella prima regione il mutuo medio è pari a 109.900 euro, in rialzo dell’8,2%, mentre nella seconda la quota pro-capite si attesta a 114.000 euro (+6,3%)

Tassi d’interesse – Dopo i tagli operati dalla Banca Centrale Europea a metà 2012, gli interventi sono continuati a maggio e a novembre 2013, in entrambi i casi con -25bps. L’intervento di inizio settembre 2014 ha portato il tasso alla sua quotazione minima di sempre con 0,05%, dopo che a giugno 2014 era già stato abbassato a 0,15%

Euribor – Il tasso Euribor (3 mesi) ha seguito la tendenza degli interventi della Bce: dai massimi degli ultimi due anni (1,60% a Luglio 2011), ha iniziato una parabola discendente che lo ha portato rapidamente a dicembre 2012 al suo minimo (0,18%). Si è quindi attestato intorno ad area 0,20% per tutto il 2013 e il 2014, salvo scendere sotto 0,10% dalla seconda parte dell’anno scorso e arrivare praticamente a zero all’inizio di quest’anno (a marzo 2015 l’indice quota 0,02%).

Euris – Dopo aver toccato quota 4,05% ad aprile 2011, l’Eurirs (20 anni) è sceso a giugno 2012 a quota 2,13%. E’ poi tornato a crescere fino a 2,74% a settembre 2013; da quel momento ha iniziato la fase discendente che lo ha portato al suo nuovo minimo a dicembre 2014 con 1,34%. A marzo 2015 l’indice è sceso per la prima volta sotto l’1%, quotando 0,94%

Ipotesi rata mutuo – Stando alle dinamiche dei tassi di fine marzo 2015, l’Ufficio Studi Tecnocasa ha calcolato il valore della rata mensile di un mutuo ipotecario del valore di 110.000 euro per una durata di 20 anni, ipotizzando uno spread medio indicativo di mercato pari a 2,25 bps per il tasso fisso e 2 bps per il tasso variabile. Nel primo caso, con un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata di 621 euro, circa 63 euro in più rispetto a quando dovremmo sostenere se scegliessimo un mutuo a tasso variabile, in quanto la sua rata ammonta a 558 euro

Macroaree – Il quarto trimestre 2014 vede un incremento delle erogazioni in tutte le macroaree, con performance migliori nuovamente nel Sud e nelle Isole. Meridione e Isole sono le macroaree che hanno fatto segnare il miglior andamento, con un incremento che sfiora il +20%: il Sud eroga circa 3.150 milioni di euro, Sicilia e Sardegna poco meno della metà. Con quasi 8.500 milioni di euro, invece, è il Nord-Ovest l’area dove si eroga di più e in questi ultimi 12 mesi i suoi volumi sono aumentati dell’11,6%

Sud e Isole – Il Mezzogiorno chiude il trimestre con 890,5 milioni di euro, pari al 33,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre Sardegna e Sicilia erogano 423,9 milioni di euro, cioè il 31,2% in più di quanto fatto segnare nel quarto trimestre 2013

Nord e Centro – La macroarea Nord-Occidentale si conferma al primo posto per volumi erogati con un totale di 2.462,3 milioni di euro, in aumento del 21,8% rispetto al quarto trimestre 2013. Nord-Est e Centro Italia fanno segnare volumi e performance molto simili: la prima macroarea chiude il trimestre con 1.659,8 milioni di euro, pari a +23,5%, la seconda con 1.640,6 milioni di euro e il 25,6% in più rispetto all’anno scorso

Regioni – Per la prima volta dalla metà del 2006 tutte le regioni italiane fanno segnare volumi in aumento, tra l’altro con variazioni in doppia cifra, confermando l’andamento al miglioramento registrato nei due trimestri precedenti. Le performance migliori si riscontrano al Sud, infatti tutte le regioni meridionali evidenziano aumenti superiori al 30%, ad eccezione della Basilicata (che comunque fa segnare +26,4%): per il secondo trimestre consecutivo il Molise fa segnare la performance migliore (+43,6%), seguito dalla Puglia con +34,6%, mentre Campania e Calabria oscillano intorno a +27%. Incrementi superiori al 30% si registrano anche per due regioni del Nord-Ovest, Liguria e Piemonte, mentre è il Friuli-Venezia Giulia che fa segnare la variazione più contenuta, ma comunque molto positiva (+14,7%). Permangono sempre differenze geografiche, in quanto sono generalmente le regioni del Nord Italia quelle dove si eroga mediamente di più: la Lombardia si conferma ancora leader, con 1.681 milioni di euro (+17,4% rispetto al quarto trimestre 2013), seguita da Lazio (913,5 milioni di euro), Veneto (685 milioni di euro) ed Emilia-Romagna (625 milioni di euro)

Province – Su tutte le 110 province analizzate solo 8 hanno evidenziato volumi in diminuzione, in tutte le altre realtà si registrano variazioni in aumento rispetto al quarto trimestre 2013. Ben due province hanno più che raddoppiato i propri volumi: Ragusa fa segnare +147,7%, Isernia +104,7%. Performance molto interessanti si registrano anche nelle province di Reggio Emilia, Asti, Pisa e Nuoro, tutte in rialzo di oltre il 60%. In fondo alla classifica si segnala la provincia di Enna, che perde il 37,1%, seguita da Crotone (-12,4%) e dal Verbano-Cusio-Ossola (-9,6%)