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Il Decreto Agosto frena il Fondo di Garanzia per la prima casa 2020

Dal 14 ottobre l'accesso al Fondo è riservato solo alle categorie prioritarie, spiega l'Ad di Affida

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Autore: floriana liuni

La conversione in legge del Decreto Agosto ha creato, del tutto in sordina, una pesante conseguenza sul mercato dei mutui che potrebbe influenzare significativamente il mercato immobiliare. L’accesso al Fondo di Garanzia Consap è infatti stato inaspettatamente limitato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, compromettendo la possibilità di molti di comprare casa. Stefano Grassi, AD di Affida, spiega a idealista/news cosa è successo.

“Con una mossa un pò a sorpresa - speriamo un errore bello e buono, - dichiara Grassi, – anziché supportare la ripresa con incentivi sui mutui, il legislatore ha incredibilmente tagliato fuori una fetta importante della popolazione italiana dalla possibilità di accedere alle agevolazioni del Fondo di Garanzia Prima Casa, gestito da Consap, che in questi anni ha permesso l’accesso all’acquisto di una casa a molte persone che altrimenti non avrebbero potuto permetterselo, sbloccando un numero considerevole di mutui al 100% e, di conseguenza, sostenendo le compravendite immobiliari”.

Fondo di garanzia per la prima casa, cosa è e come funziona

Per capire cosa sia successo, ricordiamo cosa è e come funziona il Fondo Consap. Istituito dal Mef con la Legge 147/2013 e rifinanziato con il “Decreto Crescita”, il Fondo prevede la concessione di garanzie statali dell'importo massimo di 250 mila euro per l'acquisto di immobili sul territorio nazionale da adibire a prima casa. Il Fondo dà un duplice vantaggio: anche chi si trovi senza adeguate garanzie, grazie al supporto dello Stato può ottenere un tasso agevolato e un importo che consenta di finanziare sino al 100% del valore dell'immobile.

Condizioni per accedere al fondi di garanzia prima casa

Le condizioni per poter accedere al Fondo di Garanzia Consap sono:

  • il mutuo non può superare i 250 mila euro
  • il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, eccezion fatta per quelli ottenuti per successione
  • l'immobile deve trovarsi sul territorio nazionale e non può rientrare nelle categorie catastali cd signorili e di lusso

Le categorie prioritarie per il fondo di garanzia prima casa

Inoltre, in presenza di più domande pervenute contestualmente, veniva assegnata priorità alle richieste mutui erogati a favore: 

  • di giovani coppie coniugate con o senza figli, 
  • di nuclei familiari composti da un solo genitore, con figli minori conviventi, 
  • di conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari 
  • di giovani di età inferiore a 35 anni, titolari di un rapporto di lavoro atipico

Cosa è successo alla legge sul Fondo di Garanzia con la conversione in legge del Decreto Agosto?

“Quello che è successo, - spiega Grassi, - è che prima, a parità di richieste, veniva concessa priorità a queste categorie, ma comunque le domande venivano considerate e accolte tutte. Invece, dal 14 ottobre, con l'entrata in vigore della conversione in legge del Decreto Agosto, l’accesso al Fondo di Garanzia Prima Casa di Consap sarà consentito “esclusivamente” alle categorie di cui sopra, e non più alle altre. Questo perché, del tutto inaspettatamente, dopo il Decreto Agosto, l’avverbio "esclusivamente" ha sostituito il precedente, che era "prevalentemente", eliminando di fatto la possibilità di accedere al Fondo - e quindi, per molti, di comprare casa - a centinaia di migliaia di aspiranti mutuatari “non prioritari””.

Quali sono le possibili conseguenze di questo fatto?

“Se pensiamo che, grazie al Fondo di Garanzia, solo negli ultimi 5 anni sono stati erogati - complessivamente - oltre 100.000 contratti di mutuo, per un totale che supera i 10 miliardi di euro, capiamo le possibili conseguenze sul mercato immobiliare. Senza parlare del fatto che da mesi sono in corso valutazioni di domande di mutuo al 100% in via di accoglimento e che oggi, a causa di questa nuova norma, di punto in bianco non si possono più accogliere. Fortunatamente ci sono anche molte richieste al di sotto dell'80% e per queste - ovviamente - nulla è cambiato. Però, data la situazione che stiamo vivendo, ci chiediamo come mai compromettere la ripresa di un settore modificando uno strumento che esisteva già con i relativi stanziamenti. Come detto, confidiamo si sia trattato di un errore”.

In che modo il settore si sta mobilitando per rimediare a questo danno?

“Di quanto accaduto è stato possibile prendere atto solo da pochi giorni perchè, sebbene il Dpcm risalisse a due mesi fa, di fatto è stato reso noto solo con la pubblicazione in Gazzetta e la conversione in legge. Il settore, attraverso le associazioni, si sta mobilitando facendo pressione sulla politica, ma a questo punto anche solo per tornare allo status quo precedente ci chiediamo se sia sufficiente un "semplice" contro-decreto urgente. Dato infatti che il decreto ha modificato la legge stessa di costituzione del Fondo, per modificarla occorre - temo - avviare l’iter parlamentare per intero, con proposta di legge apposita, passaggio alle Camere e relative votazioni. Nel frattempo occorre sostenere la ripresa con altri strumenti che fortunatamente una parte del sistema bancario mette a disposizione, con una buona propensione ad erogare e diventa più che mai determinante affidarsi a consulenti del credito specializzati”.