Tra gli elementi fondamentali da prendere in considerazione prima di richiedere un finanziamento, non bisogna sottovalutare le effettive entrate mensili a propria disposizione. Gli istituti di credito valutano infatti il rapporto tra rata e reddito per il mutuo: affinché il piano d’ammortamento sia sostenibile, la rata mensile del finanziamento non dovrebbe superare il 30-35% delle entrate nette del richiedente. In altre parole, su uno stipendio di 2.000 euro, la rata non deve superare i 600-700 euro. Alcune banche possono però prevedere eccezioni, per questo è utile trovare il mutuo migliore preventivamente, avvalendosi anche di comodi strumenti online.
Qual è il rapporto rata-reddito per richiedere un mutuo
Quando ci si approccia a una richiesta di finanziamento per l’acquisto di un immobile, le banche valutano la sostenibilità del mutuo nel tempo, riducendo il più possibile il rischio d’insolvenza da parte del mutuatario. Tra gli elementi valutati, il rapporto tra la rata e il reddito è certamente uno dei fattori dal peso maggiore.
Per gli istituti di credito è infatti indispensabile che la capacità di rimborso, ovvero il peso della rata mensile, non vada a compromettere le necessità quotidiane del richiedente. Questo perché, se il mutuatario dovesse trovarsi nella condizione di dover scegliere tra pagare il finanziamento e altre spese urgenti, potrebbe aumentare il rischio diventi insolvente. Per questa ragione, si considerano delle specifiche soglie di cautela, oltre alle quali il mutuo non viene generalmente erogato.
In base alla prassi consolidata degli istituti di credito, ispirata anche alle raccomandazioni della Banca d’Italia per una gestione responsabile del credito, la rata non dovrebbe pesare più di un terzo - ovvero, il 33% - sul reddito mensile medio del mutuatario. Si tratta però di una raccomandazione di massima, che può prendere in considerazione anche:
- fattori variabili - come il profilo del richiedente o la stabilità lavorativa - che possono far oscillare la soglia tra il 25% e il 40%
- la presenza di garanti, che riduce il rischio d’insolvenza, permettendo alle banche di proporre offerte più personalizzate.
Prima di procedere alla richiesta, è quindi consigliato calcolare la rata del mutuo con appositi strumenti online, così da verificare in anticipo la sostenibilità del piano d’ammortamento.
La distinzione tra reddito lordo e reddito netto
Affinché la sostenibilità delle rate possa essere correttamente valutata, è indispensabile sapere se si debba prendere in considerazione il reddito lordo o netto per il mutuo. In linea generale, gli istituti di credito preferiscono valutare il reddito netto, perché quello che offre un quadro più realistico della liquidità effettivamente a disposizione del mutuatario.
Ma come si calcola il rapporto rata-reddito? È sufficiente applicare una semplice formula:
- (rata mensile / reddito netto mensile) x 100.
Ad esempio, se il reddito netto mensile è di 1.300 euro e la rata del mutuo è di 400 euro, il rapporto sarà del 30,76%, perfettamente ammissibile entro le soglie di solito consentite dalle banche.
Bisogna però ricordare che il calcolo del rapporto rata-reddito del mutuo non è l’unico elemento analizzato dagli istituti di credito. Anche in presenza di una percentuale ammissibile il finanziamento potrebbe essere rifiutato, ad esempio quando:
- il mutuatario non dispone di una situazione lavorativa sufficientemente stabile;
- il richiedente presenta uno storico creditizio negativo;
- il Loan to Value - ovvero il rapporto tra il valore dell’immobile e l’importo richiesto - è troppo elevato;
- l’immobile non supera le necessarie perizie, ad esempio perché non conforme alle normative edilizie o catastali vigenti o perché vincolato da ipoteche o gravami.
Cosa fare quando la rata non è sostenibile
Ma come comportarsi, se l’analisi preliminare della banca dimostra che l’impegno mensile eccede le soglie generalmente consentite? Esistono di certo delle strategie che permettono di riequilibrare la situazione, rendendo la richiesta più favorevole per la banca. A titolo esemplificativo, si può pensare di:
- ridurre l’importo richiesto con propri fondi, optando per un Loan to Value più basso, tenendo in considerazione che le banche tendono a non concedere mutuo con LTV superiore all’80%;
- estendere la durata del mutuo, così da ridurre l’importo delle rate mensili, a fronte però di interessi complessivi più elevati;
- coinvolgere un garante, con un reddito sufficientemente solido, che possa apportare sicurezza aggiuntiva per la banca.
In particolare, un’ottima soluzione può essere quella di avvalersi di più intestatari: il rapporto tra rata e reddito nel mutuo cointestato permette infatti di sommare i redditi di coniugi e familiari, aumentandone così la base netta.
Ancora, è utile considerare anche il profilo familiare: ad esempio, nel rapporto tra rata e reddito in un mutuo con figli a carico, le banche potrebbero essere più prudenti nel concedere il finanziamento, date le maggiori uscite mensili. In questo caso, è bene documentare le spese reali, così da dimostrare all’istituto di credito di essere in grado di sostenere la rata del mutuo, ottenendo così maggiore flessibilità.
Quanto si può chiedere di mutuo con uno stipendio di 1.500 euro
Passando ad esempi pratici, la prima casistica da prendere in considerazione è quella di un reddito mensile di 1.500 euro netti: una situazione decisamente comune in Italia. Ma quanto si può richiedere di mutuo con questo stipendio?
Considerando la soglia del 30-35%, la rata massima mensile sarà compresa tra i 450 e i 525 euro. Se si sceglie un a tasso fisso al 3% per un mutuo della durata di 30 anni, l’importo massimo sarà di:
- 106.735 euro con rapporto al 30%;
- 124.524 euro con rapporto al 35%.
Se invece si dispone di un reddito inferiore, le soglie si abbassano. Ad esempio, quanto si può chiedere con 1.000 euro? La rata sarà tra 300 e 350 euro, pari a un importo massimo rispettivamente di 71.157 e 83.016 euro, per un finanziamento a tasso fisso al 3% della durata di 30 anni.
Quanto mutuo con 1.800 euro al mese
Per chi dispone di un reddito netto leggermente più generoso, indicativamente di 1.800 euro mensili, le possibilità sono maggiori. Sempre considerando i limiti del 30 e del 35%, il peso della rata sarà compreso tra 540 e 630 euro al mese.
Se si sceglie un mutuo a 30 anni, a tasso fisso del 3%, l’importo massimo erogabile sarà perciò di:
- 128.082 euro, con un rapporto tra rata e reddito del 30%;
- 149.429 euro, con un rapporto invece del 35%.
Quale mutuo ottenere con 3.000 euro al mese
Infine, per coloro che possono disporre di un reddito mensile più elevato, ad esempio pari a 3.000 euro netti, le possibilità di ottenere un finanziamento più generoso sono certamente maggiori.
Sempre in considerazione delle soglie del 30 e del 35%, l’importo massimo della rata sarà tra i 900 e i 1.050 euro. Per un mutuo a 30 anni, con tasso fisso al 3%, ciò si traduce in un massimo erogabile pari rispettivamente a:
- 213.470 euro, con rapporto al 30%;
- 249.049 euro, con rapporto al 35%.
È utile specificare che l’effettiva somma erogata dipende dagli accordi sottoscritti con la banca, che potrebbero prevedere percentuali diverse per il rapporto rata-reddito rispetto a quelle normalmente considerate standard.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account