Una delle maison più osservate del lusso mette radici in Toscana con il primo investimento costruito da zero nella regione. È stato firmato il protocollo tra Regione Toscana e Comune di Serravalle Pistoiese per sostenere il progetto Chanel: un nuovo centro per il controllo qualità e i servizi logistici. L'area interessata sarà oggetto di pianificazione urbanistica per consentire un insediamento tra 25 e 30mila metri quadrati, con la riconversione di un complesso rurale esistente.
Il piano punta sulla sostenibilità, con ampio ricorso a energia da fonti rinnovabili e integrazione nel paesaggio locale. Dalla Regione arriva anche una tempistica: l'iter dovrebbe condurre alla posa della prima pietra nell'arco di 12-18 mesi.
- Che cosa prevede il progetto Chanel in Toscana
- Iter, firme e tempistiche: come si arriva alla prima pietra
- Serravalle Pistoiese, un'area che cambia volto
- Impatto atteso su economia e occupazione
- Chanel e la filiera toscana: il tassello che mancava
- Paesaggio, rinnovabili e opere pubbliche
- Formazione, innovazione e filiera: le leve dell'accordo
Che cosa prevede il progetto Chanel in Toscana
Il nuovo stabilimento dovrà ospitare un centro di controllo qualità e servizi logistici, funzioni strategiche per una filiera che in Toscana è già radicata. La dimensione prevista, tra 25 e 30mila metri quadrati, offre margine per spazi tecnici, aree di movimentazione e servizi accessori, con un'impostazione architettonica dichiaratamente rispettosa del contesto.
La pianificazione urbanistica dell'area consente di accogliere il complesso, includendo la riconversione di un insediamento rurale esistente. Questo passaggio dovrebbe preservare la memoria del luogo, riducendo consumo di suolo aggiuntivo e accompagnando il nuovo insediamento con soluzioni paesaggistiche coerenti.
Iter, firme e tempistiche: come si arriva alla prima pietra
Il protocollo, firmato il 1° luglio dal presidente della Regione Eugenio Giani, dal sindaco di Serravalle Pistoiese Piero Lunardi e da rappresentanti del gruppo Chanel, alla presenza del sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, avvia la fase operativa. Regione e Comune si impegnano ad accompagnare il progetto lungo l'iter amministrativo, oltre che sulle opportunità legate a formazione, innovazione, ricerca e raccordo con la filiera territoriale.
Secondo quanto indicato dalla Regione, dopo un lavoro preparatorio durato tre anni, si punta a una tabella di marcia chiara: la posa della prima pietra è attesa in un orizzonte compreso tra un anno e un anno e mezzo, con l'obiettivo di rispettare i tempi procedurali previsti dalla normativa.
Serravalle Pistoiese, un'area che cambia volto
La zona individuata per il nuovo hub non è nuova ai dossier della moda. In passato era stata opzionata da Fendi, senza però arrivare a esecuzione. Il nuovo percorso apre quindi una prospettiva diversa, con un investitore che in Toscana ha già una rete di partecipazioni industriali e che ora sceglie di costruire un proprio presidio operativo.
Impatto atteso su economia e occupazione
Dalla nota istituzionale arriva un'indicazione netta: sono previste ricadute positive per economia locale e lavoro. L'impianto dovrebbe fungere da moltiplicatore per la filiera, mettendo in circolo nuova domanda di competenze e servizi. Il Comune segnala inoltre opere pubbliche e spazi a verde, oltre all'adeguamento della viabilità, come elementi collegati al progetto.
In scenari di questo tipo, l'arrivo di un hub logistico e di controllo qualità può generare effetti anche sul tessuto dei servizi, dall'indotto tecnico alle attività commerciali di prossimità.
Chanel e la filiera toscana: il tassello che mancava
Il nuovo stabilimento rappresenta il primo investimento realizzato da zero da parte di Chanel in Toscana. La regione ospita già aziende della filiera in cui la griffe ha investito negli anni, tra cui la pelletteria Renato Corti, la metalleria e accessori Leo France e la conceria Samanta. Con il polo di Serravalle Pistoiese, la mappa toscana della maison si arricchisce di una funzione interna cruciale per qualità e logistica.
Paesaggio, rinnovabili e opere pubbliche
Il progetto dichiara un'attenzione specifica all'identità del luogo, con un approccio che vuole coniugare efficienza produttiva e tutela del paesaggio. L'uso esteso di energia da fonti rinnovabili è parte del disegno, insieme alla creazione di spazi verdi e a interventi sulla viabilità esistente, indicati dall'amministrazione comunale come elementi qualificanti.
Formazione, innovazione e filiera: le leve dell'accordo
L'intesa prevede che le istituzioni supportino il progetto non solo sul piano autorizzativo, ma anche su tre assi trasversali: formazione, innovazione e ricerca, e relazioni con la filiera. La combinazione di queste leve dovrebbe agevolare l'upgrade delle competenze e facilitare il trasferimento tecnologico lungo la catena di fornitura.
Articolo visto su (milanofinanza.it) Chanel investe in uno stabilimento in Toscana








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