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Il bando Coliving con alloggi gratis per 4 anni per ripopolare il paesino montano di Luserna

Luserna / Amministrazione comunale vo Lusern
Luserna / Amministrazione comunale vo Lusern

A Luserna, in provincia di Trento, è stato lanciato il bando “Coliving collaborare condividere abitare”. Un progetto che punta a ripopolare il paesino montano e mantenere viva la sua comunità. idealista/news ne ha parlato con il sindaco Luca Nicolussi Paolaz.

Il bando è stato pubblicato lo scorso 5 giugno e c’è tempo fino al prossimo 3 agosto per presentare la domanda. Come spiegato, “il progetto punta ad invertire le tendenze di spopolamento della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri, andando a proporre delle azioni integrate inerenti i temi dell’abitare e della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico non utilizzato e offrendo alle giovani famiglie le condizioni ideali per diventare autonome, costruire un progetto di vita di coppia e contribuire allo sviluppo e alla vita di un territorio montano. Il progetto prevede la messa a disposizione di quattro alloggi da arredare di proprietà di Itea S.p.A. ubicati sul territorio della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri nel Comune di Luserna, mediante contratto di comodato a titolo gratuito per il periodo di quattro anni”.

Possono partecipare al bando “nuclei familiari, con o senza figli, che manifestano il desiderio di costruire un percorso di vita autonomo all’interno della Comunità e di assumere un ruolo attivo nel contesto territoriale di riferimento favorendo la nascita di nuove reti sociali che concorrono alla costruzione di patti fiduciari tra le nuove generazioni e gli abitanti dei territori”.

Il sindaco di Luserna, Luca Nicolussi Paolaz / Amministrazione comunale vo Lusern
Il sindaco di Luserna, Luca Nicolussi Paolaz / Amministrazione comunale vo Lusern

Perché è stato lanciato il bando “Coliving collaborare condividere abitare”?

“Luserna è un paese di alta montagna, siamo a 1.333 metri, e come tanti paesi di questo tipo soffre lo spopolamento. Da sempre, l’obiettivo di tutte le amministrazioni comunali è stato quello di rafforzare la residenzialità. A Luserna abbiamo degli alloggi popolari, che però – proprio perché la nostra località è un po’ più defilata rispetto ai grandi centri serviti – sono rimasti vuoti. Così, come amministrazione, abbiamo deciso di lanciare questo progetto alla Provincia autonoma di Trento, nell’ambito degli Stati generali della montagna, per capire se tali alloggi potevano essere disancorati da quella che è la logica delle case popolari e messi a disposizione nell’ambito di un progetto come questo”.

Quali sono le caratteristiche principali di questo bando?

“Il bando mette a disposizione quattro alloggi a comodato gratuito per quattro anni, per quattro nuclei familiari, non con lo scopo di essere un progetto sociale, ma con l’obiettivo di essere un progetto di residenzialità, di ripopolamento. Queste famiglie dovranno dunque avere un progetto di vita a Luserna. Dovranno cercare di integrarsi nella comunità. Non si tratta di un progetto sociale, ragion per cui nel bando è richiesto un minimo di reddito, una relativa autonomia economica.

Il progetto prevede quattro anni di canone gratis, dopodiché magari chi ha aderito capisce che la scelta è stata giusta e decide anche di acquistare o costruirsi una casa a Luserna. Altrimenti, proprio perché chiediamo a chi è interessato di fare una scelta di vita, l’Istituto Trentino Edilizia Abitativa (Itea) farà un canone comunque moderato anche dopo i quattro anni previsti dal progetto. Si tratta quindi di una casa per sempre. Bisogna inoltre aggiungere che il bando ha messo a disposizione quattro immobili, ma potenzialmente sono sette”.

Qual è l’obiettivo che si desidera raggiungere?

“L’obiettivo è rafforzare la comunità e con essa in primis i servizi, come ad esempio il servizio educativo linguistico 0-6 anni, attivato nel 2011. A Luserna si parla la lingua cimbra, un antico tedesco medievale, che però viene ancora parlato dal 95% della popolazione. Questa lingua viene insegnata anche a scuola, la quale assume un ruolo fondamentale, in quanto oggi non è più la famiglia a garantire la trasmissione intergenerazionale dell’idioma, ma lo fa l’istituzione scolastica. Il modello si è dimostrato all’altezza delle aspettative, ma è chiaro che i bambini non possono mancare. E' dunque fondamentale contrastare lo spopolamento.

Se la comunità riesce ad andare avanti è perché ancora c’è e quindi è giusto che i servizi – scuola, posta, bancomat, minimarket – rimangano. L’obiettivo è evitare lo spopolamento in modo tale che la comunità possa sopravvivere. Abbiamo bisogno di nuclei familiari. Il bando prevede un’età non superiore ai 40 anni da parte del richiedente, oppure in caso di età superiore l’avere un figlio minorenne”.

La pubblicazione è avvenuta lo scorso 5 giugno e il termine entro il quale presentare le domande è previsto per il prossimo 3 agosto. State già registrando un interesse?

“Sono tantissime le famiglie che stanno chiamando, al momento per domandare informazioni. In questo progetto ci stanno credendo molto anche la Provincia e l’Itea, che punta a riempire gli appartamenti rimasti vuoti. Con questa iniziativa si vuole anche non far decadere questo patrimonio edilizio.

Si parla di edilizia abitativa, ma si tratta di appartamenti di primo ordine, in cui una famiglia vive bene. La proposta credo sia valida. Speriamo quindi che questa opportunità venga colta”.