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Lavorare a Milano e vivere fuori: ecco quanto costa

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Autore: Redazione

Come può un professionista lombardo lavorare a Milano…senza stare a Milano? Una domanda tutt’altro che peregrina in tempo di smart working e telelavoro. Un’analisi di Maiora Solutions ha calcolato quanto costa al mese, considerando acquisto di casa e trasporti

Lavorare nel capoluogo lombardo ed evitare al contempo gli onerosi costi delle sue abitazioni, senza per questo dover rinunciare ai servizi offerti da una grande città. Maiora Solutions, start-up specializzata nell’analisi avanzata dei dati, ha analizzato i vantaggi e gli svantaggi in termini di costi/benefici di lavorare nella città di Milano, ma di abitare a più di 50 km di distanza.

“Il massiccio ricorso allo smart working dell’ultimo anno potrebbe aver prodotto come conseguenza una significativa riduzione dell’appeal della città meneghina a favore di altri centri urbani in grado di offrire servizi altrettanto competitivi, – osservano Andrea Torassa ed Emilio Zunino, fondatori di Maiora Solutions. - Questo, unito ad un sempre migliore collegamento ferroviario tra le città, rende tutt’altro che utopistico pensare di risiedere in grandi centri urbani che si trovano anche a decine di chilometri di distanza da Milano, dove i prezzi degli immobili civili risultano essere decisamente più vantaggiosi. Occorre quindi valutare la convenienza economica nel risiedere in un grande centro urbano diverso da Milano e lavorare, anche in presenza, nel capoluogo lombardo. Come visto, perlomeno sotto un profilo meramente economico, lavorare a Milano e vivere a decine di chilometri di distanza non è utopistico come si può pensare”.

Secondo i dati raccolti dai professionisti di Maiora, negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dei prezzi degli immobili ad uso civile a Milano: trend che non sarebbe stato scalfito neppure dagli effetti della recente crisi pandemica. Il 2020 è stato infatti caratterizzato più che da una inversione di crescita, da uno stallo dei prezzi, dovuto ad un generale calo delle vendite degli immobili.

L’analisi di Maiora Solutions è partita dal costo di un appartamento di 80mq acquistato con mutuo a tasso fisso di mercato della durata di 30 anni, erogato per un importo pari all’80% del costo dell’immobile, nelle città di Milano, Torino, Genova, Bergamo e Brescia, tutte città collegate da una rete ferroviaria ad alta velocità e da un elevato numero di treni che percorrono la tratta quotidianamente.

L’obiettivo dell’analisi è stato quello di mettere a confronto il costo della rata mensile del mutuo che una singola persona dovrebbe ipoteticamente sostenere per l’acquisto di un immobile a Milano, con i costi di una rata di mutuo mensile e di un abbonamento mensile della linea ferroviaria ad alta velocità, valido dal lunedì al venerdì, sostenuti da un pendolare che lavora a Milano ma che risiede in una delle altre 4 città considerate.

Ecco quanto rilevato:

  • Considerando un prezzo medio al metro quadro di 4.740 euro, occorrono circa 380.000 euro per acquistare un immobile di 80 metri quadri a Milano, che si traducono in circa 1.000 euro mensili di rata per un mutuo trentennale all’80%.
  • La rata del mutuo si riduce sensibilmente fino a 350/390 euro mensili per un immobile a Torino, Genova e Brescia (costo totale immobile 130.000/145.000 euro circa) a fronte di un prezzo al metro quadro che in queste città oscilla tra i 1.600 euro di Genova e i 1.800 euro di Brescia, con il capoluogo piemontese che si colloca nel mezzo a circa 1.700 euro.
  • La tratta Torino-Milano risulta essere la più cara con 375 euro mensili che, se sommati alla rata del mutuo, portano ad un costo totale mensile di 745 euro per chi sceglie di vivere a Torino, circa il 30% in meno del solo costo della rata del mutuo per l’acquisto di un immobile a Milano. Occorrono invece 610 euro mensili (40% in meno rispetto alla rata del mutuo per Milano) per un singolo pendolare che sceglie di risiedere a Genova e sostenere un costo per l’abbonamento ferroviario di 260 euro mensili. Più economico l’abbonamento per la tratta Brescia-Milano (160 euro mensili) che porta ad un costo totale mensile di 550 euro se si opta di vivere a Brescia, pari a circa il 50% del costo sostenuto dal cittadino milanese.
  • Più costosi gli immobili a Bergamo rispetto alle precedenti 3 città, con un prezzo al metro quadro di circa 2.100 euro che porta il costo della rata del mutuo a 460 euro mensili (costo totale immobile pari a circa 170.000 euro). Il costo più elevato per l’acquisto dell’immobile è tuttavia compensato dal costo più basso per l’abbonamento mensile alla tratta Bergamo-Milano (155 euro). Al pendolare di Bergamo occorreranno quindi 615 euro mensili, il 40% in meno rispetto alla spesa mensile di chi risiede a Milano.
  • La spesa mensile per la rata del mutuo necessario all’acquisto di un immobile di 80 metri quadri a Milano risulta quindi essere tra il 30% e il 50% superiore rispetto allo sforzo economico mensile necessario all’acquisto di un immobile nelle altre 4 città unito al costo dell’abbonamento alla tratta ferroviaria necessario a raggiungere il luogo di lavoro.