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Come sono cambiati i canoni d’affitto nell’ultimo anno, i dati per tipologia immobiliare

djedj da Pixabay
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Autore: Flavio Di Stefano

Come sono cambiati i canoni di locazione nelle province italiane a seconda della tipologia immobiliare. Un report di  idealista/data, dipartimento di Advisory & Valuation di idealista.it ha analizzato la variazione tra i prezzi d’affitto richiesti nel secondo trimestre 2020 e lo stesso periodo del 2021. Vediamo dove sono cresciuti di più i valori di monolocali, bilocali, abitazioni con più stanze e ville.

Monolocali

Per quanto riguarda i tagli immobiliari più piccoli, i monolocali, le variazioni più significative al rialzo si registrano a Udine (84,7%) e Fermo (81,8%), mentre la provincia di Enna chiude il podio con un balzo dei canoni d’affitto del 55,6% per i monolocali.

Nella top ten delle province che hanno visto aumentare maggiormente i canoni d’affitto per i monolocali (completata da Teramo, Benevento, Aosta, Lucca, Gorizia, Rovigo, Isernia) nell’ultimo anno (secondo trimestre 2020 vs secondo trimestre 2021) figurano diverse aree interne dello Stivale a discapito di zone universitarie e aree dove è presente una grande concentrazione di uffici.

A conferma di questo trend, vanno evidenziate le performance con segno negativo di province come Firenze (-7,1%), Padova (-6%), Napoli (-5,5%), Milano (-4,9%), Bologna (-4,5%), Roma (-3,4%), Monza-Brianza (-2,7%), Bergamo (-1,6%). Tuttavia, le performance peggiori si registrano a Nuoro (-54,6%), Ogliastra (-52,4%), Pordenone (-41,3%).

Bilocali

Lo scenario cambia se si prende in esame la variazione dei canoni d’affitto dei bilocali nell’ultimo anno. Le province che sono cresciute di più sono Grosseto, Vibo Valentia e Brindisi. Ma vanno sottolineate anche le prestazioni di Bari (62,6%), Nuoro (60,5%), Cosenza (58,6%). In questo caso il trend potrebbe essere figlio dell’esplosione dell’holiday working.

Fanno da contraltare, su tutte, le prestazioni negative di province come Carbonia-Iglesias (-53,8%), Enna (-37,9%), Fermo (-37,7%). Da evidenziare come queste ultime due province avevano fatto registrare due dei balzi più significativi nel ranking degli aumenti maggiori dei canoni d’affitto per i monolocali.

Spostando lo sguardo su alcuni dei mercati principali, sono in negativo le prestazioni di Padova (-20,6%), Firenze (-19,3%), Milano (-12%), Roma (-2,3%), Venezia (-0,7%). Segno positivo invece per Bergamo (27,5%), Verona (17,2%), Napoli (12,3%), Genova (9%), Bologna (5,7%).

Case con 2 stanze

Per quanto riguarda le case con 2 stanze, gli aumenti maggiori per i canoni d’affitto si registrano sulle isole, con il podio formato da Enna (+57,9%), Olbia-Tempio (28,2%) e Oristano (22,2%). In top ten figurano anche province “marittime” come Vibo Valentia (20,5%), Rimini (18,9%), Grosseto (13,1%) e Agrigento (12,1%) a conferma del nuovo trend dettato dall’holiday working.

Tuttavia, le performance peggiori arrivano dalla Sardegna: Carbonia-Iglesias (-54,5%), Medio Campidano (-28,9%), Cagliari (-27,9%), Ogliastra (-15,1%). Si confermano le tendenze negative anche per questo taglio immobiliare per Milano (-7,1%), Verona (-4,4%), Bologna (-3,7%), Firenze (-2%). La provincia di Roma cresce invece del 2%.

Case con 3 stanze

E a proposito di province nei pressi di località balneari, per i tagli di casa con 3 stanze i principali rialzi dei canoni di affitto si registrano a Grosseto (73,4%), Oristano (34,1%), Crotone (26,2%), Rimini (20,9%), Nuoro (19,7%), Ragusa (19,3%).

Tra le principali province si segnala la performance di Napoli (15,6%), ma crescono anche i canoni di Bari (6,6%), Torino (4,5%), Roma (2,1%). Segno negativo, invece, per Bologna (-4,8%), Milano (-5,1%), Firenze (-5,3%). Andamento simile anche per le abitazioni con almeno 4 stanze.

Ville

Rialzi molto significativi, un po’ “a macchia d’olio” lungo tutto lo Stivale per i canoni di affitto delle ville nelle province italiane. Anche in questo caso in testa al ranking ci sono le isole con Oristano (96,8%), Nuoro (79,3%) ed Enna (78,1%) davanti a tutte. Ma subito dopo si piazzano altre località a vocazione ricettiva come Bari (68,4%), Lucca (62,7%), Rimini (56,6%) e Ogliastra (56,5%).

Anche in questo caso va tenuto in considerazione il probabile impatto dell’effetto holiday working (e magari anche co working, con gruppi di amici o famiglie che affittano insieme delle abitazioni per poter lavorare da remoto nei pressi di località turistiche).

Ma crescono in maniera significativa i valori anche a Milano (23,6%), Como (16,2), Roma (14,8%), Bologna (14,3%), Napoli (12,3%), Firenze (10,1%), Venezia (8,6%), Torino (3,4%). Peggio di tutte fanno Verbano-Cusio-Ossola (-26,1%), Pordenone (-22,5%) e Carbonia-Iglesias (-21,4%).