L'annuncio della presidente del Consiglio ha fatto notizia. In attesa di un testo, ecco quali misure attendersi
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giorgia meloni
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Da Rimini, in occasione del Meeting di Comunione e liberazione, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato un piano casa a prezzi agevolati per le giovani coppie, “perché senza casa non si può costruire una famiglia”. Un pacchetto di interventi al quale la premier sta lavorando con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e che dovrebbe prevedere il rifinanziamento dei mutui agevolati per la prima casa e una componente legata all’edilizia residenziale a prezzi calmierati.

Piano casa della Meloni, cosa prevede

In attesa di avere maggiori dettagli e un testo che illustri la proposta, il piano casa per le giovani coppie di cui ha parlato la Meloni dovrebbe avere la sua base di partenza nel piano casa Italia contenuto nella legge di Bilancio 2025 e ancora in attesa di un apposito Dpcm. 

In un quadro socio-economico in cui l’accesso alla proprietà e al mercato delle locazioni rappresenta uno degli ostacoli principali per la formazione di nuove famiglie, il progetto annunciato dalla presidente del Consiglio prevede alloggi a prezzi calmierati destinati alle giovani coppie. Favorire la natalità e la costruzione della famiglia sono gli obiettivi a cui punta il governo. 

Più in generale, il piano casa andrebbe a prevedere interventi volti a riorganizzare il sistema del social housing e soluzioni abitative flessibili capaci di coniugare edilizia sociale e residenziale, strategie regionali e comunali; andrebbe poi a ricorrere a modelli di finanziamento basati sul partenariato pubblico-privato e a coinvolgere il Terzo settore. 

Piano casa per le giovani coppie, l’appoggio di Consap 

Il piano casa per le giovani coppie annunciato dalla presidente del Consiglio ha ottenuto l’appoggio di Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici). Tramite una nota, il presidente Sestino Giacomoni ha sottolineato: “Consap è pronta ad offrire le garanzie per contribuire alla realizzazione del piano casa a prezzi calmierati per giovani coppie rilanciato dal presidente del Consiglio dei ministri”. 

E ha aggiunto: “In questo contesto, Consap potrebbe mettere a disposizione il know how acquisito sia con il Fondo mutui prima casa per le giovani coppie, sia con la gestione di iniziative simili, come ad esempio la cosiddetta Gacs, la garanzia statale sulla tranche senior di una cartolarizzazione di crediti in sofferenza delle banche. Entrambe le iniziative di Consap hanno avuto un grande successo”. 

Giacomoni ha quindi affermato: “Avere una casa è un elemento cruciale per la crescita, la stabilità e l’autonomia dei giovani. Non si tratta solo di un tetto sopra la testa, ma di uno spazio dove poter costruire la propria identità e progettare il futuro. La casa rappresenta sicurezza, indipendenza, libertà. Avere una casa permette ai giovani di emanciparsi dalla famiglia di origine sviluppando responsabilità, autodisciplina e una propria organizzazione di vita”. 

Il presidente di Consap ha infine ricordato che “dall’avvio della sua operatività, il nostro Fondo di Garanzia per la Prima Casa ha prestato garanzie per oltre 500.000 mutui, di questi 350.000 sono stati destinati agli under 36 per un contro valore complessivo, in termini di importo finanziato, di circa 60 miliardi di euro. Nel 2024 i mutui garantiti sono stati 72.284, di cui oltre il 75% per gli under 36”. 

Piano casa a prezzi calmierati, l’apprezzamento e le proposte di Confedilizia 

Positivo anche il giudizio di Confedilizia. In una nota, il presidente Giorgio Spaziani Testa ha affermato: “Apprezziamo il riferimento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del meeting di Rimini, a un piano casa a prezzi calmierati in fase di preparazione con il ministro Matteo Salvini. Da parte nostra, riteniamo che sulle politiche abitative occorra agire in più direzioni”. 

E ha spiegato: “Vanno rafforzate le locazioni a canone concordato, applicando in tutti i Comuni la cedolare secca del 10% (anche per ridurre la pressione abitativa sui centri maggiori) e incrementando la riduzione Imu del 25% a carico dello Stato. Vanno resi celeri gli sfratti, questione solo in parte di natura legislativa. Vanno rifinanziati adeguatamente e resi efficienti i fondi a sostegno degli inquilini in difficoltà, come si è iniziato a fare con l’ultima legge di Bilancio. Va fatta funzionare l’edilizia economica e popolare: 86.000 alloggi non assegnati, più altre migliaia occupati abusivamente, non sono tollerabili. Da questo punto di vista, i 1.381 milioni di euro stanziati dalla manovra 2025 per l’efficientamento dell’edilizia pubblica sono un’importante risposta. Così come essenziale è dare presto seguito a quel piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica e sociale denominato ‘Piano Casa Italia’ pure introdotto con la legge di Bilancio, auspicabilmente anticipandone l’attuazione”. 

Concludendo: “Confermiamo alla presidente Meloni e al ministro Salvini la nostra disponibilità ad affrontare insieme un tema, quello dell’accesso alla casa, che riveste un’importanza essenziale sul piano economico e sociale”. 

Piano casa 2025, il progetto dell'Ance 

A parlare della necessità di un piano casa è stata anche l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che lo scorso luglio ha rilanciato un piano pluriennale per la casa accessibile da 15 miliardi

In occasione della presentazione della conferenza “Città nel futuro 2030-2050”, la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, ha detto: “Sono molti decenni che questo Paese non ha al centro dell’agenda il tema delle città e dell’emergenza abitativa. Non abbiamo un quadro regolatorio al passo con i tempi e non abbiamo un programma che permetta di rendere gli investimenti compatibili con le esigenze di inclusività e di distribuzione della pressione abitativa”.

Aggiungendo: “La questione centrale è come valutare quali sono gli interventi degni di agevolazioni normative e fiscali. Immaginiamo un rating di impatto sociale, una griglia di requisiti per garantire la possibilità di mettere sul mercato case a prezzi accessibili e riportare le città a ciò che dovrebbero essere per i cittadini: una fucina di stimolo e di crescita, dove possano vivere giovani, anziani e famiglie e dove l’ascensore sociale funzioni”.

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