Dalle riqualificazioni urbane agli allestimenti, ecco un ritratto di Cino Zucchi e un viaggio tra i suoi lavori più importanti.
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Complesso residenziale Junghans a Venezia
Jean-Pierre Dalbéra - CC-BY-2.0 - Wikimedia Commons

Nel panorama dell’architettura italiana contemporanea, poche figure hanno saputo coniugare riflessione teorica, insegnamento universitario e pratica progettuale come Cino Zucchi. Gli edifici progettati da lui nel corso della sua carriera hanno sempre mostrato una caratteristica specifica: dialogare con la città esistente, evitando gesti autoreferenziali e privilegiando la continuità urbana. Attraverso interventi residenziali, culturali e di riqualificazione, le opere di Ciro Zucchi hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra architettura e memoria dei luoghi, offrendo un’idea di modernità misurata e consapevole.

Chi è Cino Zucchi?

Un fattore che è destinato a definire il futuro professionale di Cino Zucchi è proprio la sua nascita a Milano nel 1955: è la città ad influenzare profondamente il suo modo di intendere l’architettura grazie, soprattutto, alla frequentazione del Politecnico di Milano. Qui, in particolare, entra presto in contatto con il dibattito sul progetto urbano e sulla tradizione architettonica italiana, argomenti che lo accompagnano fino al conseguimento della laurea.

Dopo alcune esperienze professionali, fonda nel 1992 lo studio CZA – Cino Zucchi Architetti, che diventerà uno dei riferimenti più solidi del panorama nazionale. Parallelamente all’attività progettuale, Zucchi sviluppa anche un intenso percorso accademico: diventa infatti professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano e visiting professor in numerose università internazionali.

In particolare la sua figura si distingue per una costante riflessione teorica sull’architettura come disciplina culturale prima ancora che tecnica. Zucchi, infatti, è autore di saggi e testi critici nei quali affronta temi come il rapporto tra nuovo ed esistente, la forma urbana e il ruolo della memoria nei processi progettuali.

cino zucchi opere
Cino Zucchi Getty images

Cino Zucchi e Stefano Boeri: due visioni a confronto

Il rapporto tra Cino Zucchi e Stefano Boeri rappresenta uno dei confronti più interessanti dell’architettura italiana degli ultimi decenni, non tanto in termini di collaborazione diretta quanto di dialogo culturale

Entrambi milanesi, entrambi formatisi in un contesto accademico e intellettuale solido, condividono l’idea che l’architettura abbia il dovere di confrontarsi con la città reale, con le sue stratificazioni storiche, sociali e ambientali; tuttavia, le loro traiettorie progettuali hanno preso direzioni diverse.

  • Zucchi privilegia infatti un approccio misurato, attento alla continuità urbana e alla qualità dello spazio costruito nel lungo periodo. La sua architettura rifugge l’icona, puntando su soluzioni che si integrano nel tessuto esistente con un linguaggio contemporaneo riconoscibile.
  • Boeri ha invece costruito parte della propria notorietà su progetti fortemente simbolici, come il Bosco Verticale che ha trasformato Milano: l’architettura diventa manifesto ambientale e comunicativo.

Le principali opere di Cino Zucchi

L’architettura di Cino Zucchi si sviluppa attraverso interventi che evitano soluzioni iconiche isolate, privilegiando invece un dialogo profondo con il contesto urbano e paesaggistico dove sono destinate ad essere collocate. Le sue opere principali mostrano una coerenza di linguaggio nonostante la varietà delle funzioni affrontate. 

Al centro del progetto per Zucchi resta sempre la città, interpretata come un organismo complesso, fatto di diversi elementi che si trovano a dialogare tra di loro in diversi contesti temporali e all'inevitabile stratificazione urbana. In sostanza, le più note opere di Cino Zucchi testimoniano un approccio colto ma accessibile.

Il complesso residenziale Junghans, Venezia

Il complesso Junghans, realizzato all’inizio degli anni Duemila sull’isola della Giudecca a Venezia, rappresenta una delle opere più emblematiche di Cino Zucchi. L’intervento nasce dalla riconversione di un’area industriale dismessa, un tema centrale nella riflessione dell’architetto; in questo caso, evita la nostalgia mimetica e propone al suo posto di utilizzare un’architettura contemporanea capace di dialogare con il tessuto veneziano senza imitarlo.

Ma come riuscire in questa impresa non facilissima all’interno di un contesto storico ed artistico così ben definito come quello veneziano? Zucchi decide di utilizzare diversi elementi come i volumi ben articolati e le facciate, scandite da logge e aperture che interpretano elementi della tradizione locale. Il progetto si distingue inoltre per la qualità degli spazi pubblici e semi-pubblici, veri dispositivi di mediazione tra edificio e città.

quartiere giudecca a venezia
pjt56 - CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons

Nuova sede Lavazza, Torino

La nuova sede Lavazza a Torino, inserita nel più ampio progetto di riqualificazione dell’area ex Enel nel quartiere Aurora, conferma la capacità di Zucchi di operare su scala urbana. L’edificio per uffici dialoga infatti con spazi pubblici, museali e produttivi, contribuendo alla trasformazione di una parte significativa della città.

Inoltre, il progetto combina efficienza funzionale e attenzione all’immagine aziendale, evitando soluzioni spettacolari a favore di una soluzione sobria e articolata. I materiali, le proporzioni e la relazione con il contesto industriale esistente hanno infatti la funzione di raccontare una continuità storica anche se reinterpretata in chiave contemporanea.

Nuovo Portello, Milano

Il progetto di Nuovo Portello rappresenta uno degli interventi urbanistici più ambiziosi e riconoscibili firmati da Cino Zucchi. Sorto sull’area dell’ex stabilimento Alfa Romeo, il quartiere nasce con l’obiettivo di ricucire una vasta parte di Milano nord-occidentale, rimasta per molto tempo isolata e priva di una reale identità urbana.

Per darle tutto questo, Zucchi ha dunque lavorato su un progetto complesso integrando residenze, uffici, spazi commerciali e, soprattutto, ampie aree pubbliche. Elemento centrale di questa visione è poi il Parco del Portello, concepito non come semplice elemento verde di contorno ma come un’infrastruttura paesaggistica capace di dialogare con l’architettura costruita.

parco portello
Savino.Martino - CC BY-SA 3.0 / Wikimedia Commons

Piazza del Cinema, Venezia Lido

La Piazza del Cinema al Lido di Venezia è un progetto emblematico per quanto riguarda la sensibilità di Cino Zucchi nei confronti dello spazio pubblico e del contesto storico. Intervenire su un luogo così simbolico, legato indissolubilmente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, ha significato confrontarsi con un immaginario collettivo forte e stratificato; un problema che Zucchi ha risolto scegliendo un approccio misurato, lontano da gesti iconici.

La piazza è stata ripensata come un grande vuoto urbano flessibile, capace di accogliere eventi, flussi turistici e momenti di vita ordinaria. I materiali, le pavimentazioni e il disegno degli spazi aperti dialogano con l’architettura razionalista circostante, in particolare con il Palazzo del Cinema, senza mai sovrastare. Il risultato è un intervento che rafforza l’identità del luogo, migliorandone l’uso e la percezione.

Edifici in via Tortona, Milano

Gli edifici progettati da Cino Zucchi in via Tortona a Milano si inseriscono in uno dei quartieri milanesi che più hanno incarnato la trasformazione post-industriale degli ultimi decenni. Ex area produttiva, oggi cuore creativo della città e simbolo della Milano del design e della moda, Tortona rappresenta un terreno ideale per sperimentare il dialogo tra passato e presente.

Gli interventi di Zucchi in questo contesto hanno combinato residenze, uffici e spazi di lavoro flessibili, rispondendo alle esigenze di una città in continua evoluzione. Le facciate richiamano spesso il ritmo e la materialità degli edifici industriali storici, reinterpretati in chiave contemporanea attraverso dettagli, proporzioni e soluzioni tecnologiche aggiornate.

zona tortona a milano
Bruno Cordioli - CC BY-SA 2.0 / Wikimedia Commons

Gli allestimenti di Cino Zucchi di rilievo

L’attività di Cino Zucchi nel campo degli allestimenti rappresenta una componente fondamentale della sua ricerca, poiché concentra molti dei temi presenti anche nella sua architettura.

Nei progetti espositivi, Zucchi, uno degli architetti italiani contemporanei che hanno lasciato il segno, lavora sullo spazio concependo come uno strumento critico, capace di organizzare contenuti complessi senza sovrapporsi ad essi. Il suo contributo si colloca spesso in contesti istituzionali di primo piano, dove l’allestimento assume un valore culturale e politico oltre che spaziale. Tra gli allestimenti di maggior rilievo si hanno:

  • Padiglione Italia – Biennale di Architettura di Venezia 2014: curato da Zucchi in occasione della 14ª Mostra Internazionale di Architettura diretta da Rem Koolhaas, questo padiglione rappresenta uno dei suoi lavori più rilevanti in ambito espositivo. Il tema degli innesti, in particolare, affronta il rapporto tra nuovo ed esistente come pratica diffusa nella storia dell’architettura italiana.
  • Mostre di architettura alla Triennale di Milano: nel corso degli anni, Zucchi ha firmato e coordinato allestimenti per mostre e rassegne dedicate all’architettura e alla città presso la Triennale di Milano, istituzione con cui ha mantenuto un rapporto continuativo. In questi contesti, l’allestimento è pensato come struttura ordinatrice dei contenuti, in dialogo con l’architettura storica del Palazzo dell’Arte.
  • Mostre e installazioni temporanee in sedi istituzionali: accanto ai grandi eventi internazionali, Zucchi ha realizzato allestimenti per esposizioni temporanee dedicate ai temi della trasformazione urbana, del progetto architettonico e della memoria della città, in sedi museali e culturali italiane.
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