Quattro giovani architetti sono riusciti a ricostruire il profilo di una città: dalla Torre Velasca al Castello Sforzesco.
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La Torre.Velasca a Milano
CEphoto, Uwe Aranas - CC BY-SA 3.0 – Wikimedia Commons

Negli anni Trenta Milano è una città in fermento, tra crescita industriale e vivace scena culturale; in questo contesto si formano quattro giovani architetti, Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, che decidono di unire le loro energie e creare uno studio collettivo, capace di coniugare innovazione e dialogo con la storia urbana. Si tratta del Gruppo BBPR che, con il passare del tempo, diventa simbolo di una Milano che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

Cosa significa BBPR in architettura?

La sigla BBPR è un acronimo e, nello specifico, quello dei cognomi dei quattro architetti che hanno fondato lo studio a Milano nel 1932. Si tratta di:

  • Gian Luigi Banfi;
  • Lodovico Barbiano di Belgiojoso;
  • Enrico Peressutti;
  • Ernesto Nathan Rogers.

Insieme hanno creato un team di lavoro capace di distinguersi proprio per un approccio collettivo alla progettazione, arrivando a lasciare un segno nell'abitare in Italia. Sin dai primi anni, si inserisce nel fermento internazionale dell’architettura moderna, privilegiando rigore, funzionalità e chiarezza nelle forme e nei materiali. Col tempo, il BBPR ha sviluppato un linguaggio capace di dialogare con il contesto storico italiano, combinando modernità e rispetto per la tradizione; una visione che ha dato vita a progetti sviluppati sull’unione tra innovazione tecnica e sensibilità storica.

gruppo bbpr
Public Domain Wikimedia commons

Storia dello studio di progettazione milanese BBPR

All’inizio degli anni Trenta, Milano assume la forma di una sorta di laboratorio aperto alle sperimentazioni architettoniche e urbanistiche, ed è proprio in questa atmosfera particolarmente stimolante che quattro giovani architetti, laureatisi al Politecnico, decidono di lavorare insieme creando uno studio destinato ad attraversare i decenni successivi con coerenza e originalità.

Durante il periodo prebellico, il loro lavoro è direttamente ispirato al Razionalismo italiano, con progetti che privilegiano chiarezza funzionale, geometrie essenziali e attenzione all’urbanistica. La guerra segna però profondamente il destino e la direzione dello studio: alcuni membri sono costretti all’esilio, altri deportati, e uno dei fondatori perde la vita. Gian Luigi Banfi viene infatti deportato nel campo di concentramento di Gusen, dove muore a causa del suo impegno antifascista.

Solo con la fine del conflitto, BBPR riprese la propria attività con rinnovata energia, impegnandosi nella ricostruzione di Milano e nell’ideazione di edifici e spazi pubblici capaci di coniugare modernità e memoria storica. Gli anni Cinquanta e Sessanta rappresentano il momento di maggior splendore in cui lo studio si afferma come interlocutore principale dell’architettura italiana, portando avanti progetti di respiro urbano, museografico e residenziale.

Le opere realizzate dallo Studio BBPR

Nel corso dei decenni, attraversati da diversi momenti storici, il gruppo BBPR ha avuto l’opportunità di lavorare su progetti estremamente diversi, passando dai piani regolatori agli edifici emblematici, dai restauri museali alle residenze private. 

Queste, nello specifico, sono le opere dello Studio BBPR più significative:

  • Piano regolatore di Pavia (1932): si tratta del primo incarico urbanistico dello studio, concepito secondo principi razionalisti per organizzare spazi pubblici e residenziali della città.
  • Quartiere INA‑Casa, Cesate (1952‑56): il Complesso residenziale popolare è progettato per rispondere alle esigenze abitative del dopoguerra, con attenzione a funzionalità e vivibilità.
  • Negozio Olivetti, New York (1954): lo showroom internazionale è pensato in stile moderno, unendo eleganza e razionalità funzionale e rappresentando la dimensione globale dello studio.
  • Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale, Carpi (1973): si tratta di una struttura commemorativa e museale dedicata alla memoria della deportazione, con forte valenza simbolica e narrativa. 
gruppo bbpr
Arbalete, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Il Castello Sforzesco a Milano

Il Castello Sforzesco è uno dei simboli più importanti di Milano e, dopo i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale, ha richiesto interventi di restauro e riqualificazione: è proprio per questo che il gruppo BBPR è stato chiamato a progettare il recupero architettonico e la museografia degli spazi interni tra il 1956 e il 1963.

L’obiettivo non è solo restaurare, ma ridare vitalità agli ambienti, creando percorsi museali in grado di guidare il visitatore attraverso le collezioni e le testimonianze artistiche; e proprio nel rispetto di questa esigenza, particolare attenzione è stata riservata alla Pietà Rondanini di Michelangelo, per la quale sono state pensate soluzioni scenografiche che ne hanno valorizzato la percezione emotiva.

Castello Sforzesco a Milano
Diego Baglieri - CC-BY-SA-4.0 - – Wikimedia Commons

Torre Velasca

La Torre Velasca, costruita tra il 1956 e il 1958, è una delle opere più iconiche del gruppo BBPR. Situata nella piazza omonima, il suo profilo è immediatamente riconoscibile: la parte superiore si allarga rispetto alla base, richiamando le torri medievali lombarde e stabilendo un dialogo con il contesto storico.

La torre ospita spazi residenziali, direzionali e commerciali ed è stata concepita per integrarsi armonicamente nel tessuto urbano del dopoguerra, quando Milano stava ricostruendo la propria identità architettonica. Con il suo linguaggio formale originale, la Torre Velasca oggi restaurata e riqualificata, è diventata un simbolo del contrasto tra modernità e tradizione e un punto di riferimento per l’architettura italiana del Novecento.

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