Quando un immobile viene dato in affitto, il confine tra il diritto di proprietà del locatore e quello di possesso dell’inquilino può apparire sfumato, anche quando si dovessero presentare delle necessità di ispezione o si deve far visitare l’immobile a dei potenziali acquirenti (o nuovi inquilini). In questo contesto, il diritto di visita locazione rappresenta la facoltà del proprietario di accedere all'immobile previo accordo con il conduttore, purché sussistano motivi validi, oggettivi e opportunamente documentati. Non esiste una norma specifica nel Codice Civile che regoli questo diritto in modo puntuale e preciso, ma la giurisprudenza e la prassi contrattuale ne definiscono limiti e modalità.
Quando il locatore ha diritto a visitare la casa
Per poter visitare l’immobile dato in affitto, il proprietario deve avere una valida giustificazione: deve concordare le visite con l’inquilino e rispettare la sua privacy. Il proprietario ha la possibilità di richiedere l’accesso per i seguenti motivi:
- vendita o nuova locazione: deve, in altre parole, mostrare la casa a potenziali acquirenti o futuri inquilini (questo può avvenire nel caso in cui il contratto sia in scadenza);
- verifica della stato dell’immobile: si deve accertare che l’edificio sia mantenuto correttamente e non presenti dei danni che ne compromettano l’efficienza;
- riparazioni urgenti: l’accesso serve per effettuare dei lavori necessari per mantenere l’immobile in buono stato locativo.
Quali regole devono essere rispettate
Il proprietario non può, in alcun caso, entrare nell’immobile senza aver ottenuto preventivamente il permesso dell’inquilino, anche se dovesse essere in possesso di un duplicato delle chiavi. L’accesso arbitrario può configurare il reato di violazione di domicilio, perseguibile ai sensi dell'articolo 614 del Codice Penale.
Le visite devono sempre essere concordate con un congruo preavviso e avvenire in orari che tengano conto delle esigenze personali, lavorative e di riposo dell'inquilino. All’interno del contratto di locazione, spesso e volentieri, vengono specificati i giorni e le fasce orarie dedicate.
Vi è un solo caso nel quale è possibile accedere con urgenza senza previo accordo: per le emergenze immediate e non rimandabili, come un incendio o un allagamento. In questo caso l’intervento del proprietario si rende necessario per tutelare l’integrità dell’immobile.
Rifiuto dell'inquilino
L’inquilino ha diritto al pacifico godimento della casa, ma non può rifiutare senza un motivo giustificato le visite, soprattutto se previste nel contratto. Un eventuale diniego può essere considerato come un inadempimento contrattuale.
In alcuni casi, il proprietario si può rivolgere al tribunale per ottenere un provvedimento d'urgenza o richiedere il risarcimento dei danni se il rifiuto impedisce la vendita dell'immobile.
Quanto dura il diritto di prelazione dell'inquilino
Il diritto di prelazione dell’inquilino non dura per tutta la durata del contratto di locazione, ma si attiva in momenti specifici e deve essere esercitato entro termini temporali ben precisi, stabiliti dalla legge.
Una volta che il proprietario comunica ufficialmente (tramite atto notificato dall'ufficiale giudiziario o raccomandata A/R) l'intenzione di vendere l'immobile, l'inquilino ha:
- 60 giorni dalla ricezione della comunicazione per esercitare il diritto di prelazione;
- 30 giorni aggiuntivi (che decorrono dallo scadere dei 60 giorni sopra citati) per procedere al versamento del prezzo di acquisto e alla stipula del rogito, salvo diverse indicazioni nell'invito a offrire.
Quando sorge il diritto nelle locazioni abitative
Nelle locazioni ad uso abitativo (regolate dalla Legge 431/98), il diritto di prelazione non è sempre presente. Si attiva principalmente quando:
- il locatore nega il rinnovo del contratto alla prima scadenza (dopo i primi 4 anni in un 4+4, o 3 anni in un 3+2) perché intende vendere l'immobile a terzi;
- l'inquilino non possiede altri immobili ad uso abitativo oltre a quello in cui risiede.
Quando sorge il diritto nelle locazioni commerciali
Per gli immobili ad uso commerciale (regolati dalla Legge 392/78), il diritto è generalmente più ampio:
- sussiste ogni volta che il proprietario decide di vendere l'immobile a titolo oneroso durante il corso della locazione;
- i termini per l'esercizio rimangono di 60 giorni dalla notifica.
Diritto di riscatto
Se il proprietario vende a un terzo senza notificare l'inquilino o a un prezzo inferiore a quello dichiarato nella notifica, l'inquilino può esercitare il diritto di riscatto entro 6 mesi dalla trascrizione dell'atto di vendita nei registri immobiliari.
Come funzionano le visite di un immobile affittato?
Le visite per vendita o nuova locazione di un immobile già affittato sono regolamentate dal bilanciamento tra i diritti del proprietario e quelli dell’inquilino. Le regole principali per le visite sono:
- diritto del proprietario: il locatore ha il diritto di mostrare l'immobile a potenziali acquirenti o nuovi inquilini, specialmente in prossimità della scadenza del contratto o in caso di messa in vendita;
- consenso dell'inquilino: il proprietario non può entrare in casa senza il consenso dell'inquilino né effettuare visite a sorpresa. L'accesso deve essere sempre concordato;
- obbligo di collaborazione: l'inquilino non può rifiutare le visite senza un giustificato motivo. Un ostruzionismo ingiustificato può configurare un inadempimento contrattuale e portare al risarcimento dei danni (ad esempio per la perdita di un affare di vendita).
- modalità e preavviso: le visite devono avvenire con un preavviso adeguato (solitamente almeno 48 ore) e in orari che non arrechino eccessivo disturbo alla vita privata dell'inquilino.
Cosa stabilisce solitamente il contratto
Molti contratti di affitto includono una clausola specifica che disciplina le visite:
- giorni e orari: spesso si stabilisce che l'inquilino debba rendere disponibile l'immobile per almeno un paio d'ore, una o due volte a settimana;
- ultimi mesi: è comune prevedere un impegno maggiore dell'inquilino durante gli ultimi 6 mesi di locazione o in caso di disdetta.
Consigli per una gestione serena
Inutile rincorrersi con telefonate dell'ultimo minuto. La soluzione migliore è stabilire una finestra fissa settimanale. Ad esempio, il martedì pomeriggio e il sabato mattina.
Definire giorni e orari certi permette al proprietario di raggruppare gli appuntamenti e all'inquilino di organizzare la propria vita (e magari rassettare casa) senza l'ansia di incursioni improvvise. È il modo più efficace per trasformare un potenziale stress in una routine gestibile.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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