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Secondo i dati più recenti pubblicati da Eurostat, nel 2024 il 68% delle persone che vivono in famiglie nell’Unione Europea possedeva la propria abitazione. Questo dato, seppur leggermente inferiore alla quota del 69% registrata nel 2023, riflette una tendenza consolidata nei paesi UE verso forme di possesso dell’abitazione più diffuse rispetto all’affitto. Ecco secondo l'istituto europeo di statistica la fotografia del Vecchio Continente e delle sue case.

Le nazioni con più (e meno) proprietari di casa nell'Ue

Il fenomeno varia significativamente da stato a stato: mentre in paesi come Romania (94%), Slovacchia (93%) e Ungheria (92%) la quasi totalità dei cittadini vive in case di proprietà, in altri – in particolare Germania – il mercato dell’affitto domina, con oltre 53% della popolazione residente in abitazioni in affitto. Seguono Austria e Danimarca con quote di affittuari del 46% e 39% rispettivamente.

Italia, Spagna e Portogallo: un confronto nel contesto europeo

Anche nei grandi paesi dell’Europa meridionale – Italia, Spagna e Portogallo – la struttura del mercato abitativo riflette tendenze simili a quelle dell’Unione Europea, ma con alcune differenze significative. Nel complesso la percentuale di persone che vive in una casa di proprietà supera ampiamente la media UE (68%) in tutti e tre i paesi. Secondo gli ultimi dati Eurostat, in Italia circa il 75,9% della popolazione vive in un’abitazione di proprietà, posizionando il nostro Paese ben al di sopra della media comunitaria e a livelli molto simili a quelli dei vicini della Penisola Iberica.

Anche la Spagna e il Portogallo mostrano una forte propensione alla proprietà: in entrambi i paesi tale quota supera il 73% della popolazione. Questi livelli confermano come, nel sud Europa, la casa di proprietà rimanga non solo un elemento culturale, ma anche una componente importante della sicurezza economica delle famiglie, specialmente in un periodo di consolidamento post-pandemia e di pressioni sui mercati degli affitti.

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Eurostat

Le dinamiche dei mercati immobiliari nei tre paesi, tuttavia, differiscono quando si considerano altri indicatori. Ad esempio, tra il 2010 e il 2024 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in misura diversa nei vari paesi europei: mentre in Portogallo i valori sono più che raddoppiati, in Italia – unico paese dell’Ue per il quale sono disponibili questi dati – i prezzi delle case sono in realtà diminuiti in questo lungo periodo.

Queste differenze emergono anche nel contesto delle tendenze demografiche e sociali: in tutti e tre i paesi meridionali la crescita dei prezzi degli affitti e la difficoltà di accesso all’abitazione per fasce più giovani stanno influenzando l’autonomia abitativa di molti cittadini, con conseguenze sulla mobilità lavorativa e sulla formazione di nuove famiglie. In Spagna, ad esempio, il mercato degli affitti ha visto l’ingresso crescente di fondi di investimento, con conseguenze sui prezzi e sulle possibilità di acquisto per le famiglie tradizionali.

Le tendenze del mercato abitativo nell'Ue

Il dato pubblicato da Eurostat non riguarda solo una statistica astratta, ma porta con sé numerose implicazioni sociali ed economiche:

  • Proprietà vs Affitto: Il predominio del possesso dell’abitazione in molte regioni UE è storicamente legato a politiche fiscali, culturali e a sistemi di welfare locali. Nazioni dell’est Europa mostrano un’elevata propensione alla proprietà, mentre economie occidentali con mercati del lavoro e immobili più dinamici presentano un maggiore equilibrio tra affitto e proprietà.
  • Tendenze demografiche: Il lieve calo della quota di proprietà dell’abitazione dal 2023 al 2024 può essere interpretato come riflesso delle pressioni sui prezzi, dei costi dei mutui e della mobilità della forza lavoro soprattutto nei grandi centri urbani europei.
  • Indicatori sociali integrati: Eurostat sottolinea che i dati sulla proprietà abitativa non devono essere letti isolatamente: incidono su aspetti quali la stabilità familiare, la capacità di risparmio degli individui e la politica pubblica su affitti e incentivi fiscali.

Dettagli statistici dal rapporto Eurostat sulle case nell'Ue

Dal rapporto, oltre alla percentuale aggregata del 68% di proprietari, emergono altri spunti di lettura:

  • Variazioni annuali: La riduzione di un punto percentuale nella quota di proprietari rispetto al 2023 segnala una moderata inversione rispetto alla stabilità degli anni precedenti; resta però alta la diffusa propensione alla proprietà abitativa nell’UE.
  • Distribuzione geografica: I paesi dell’Europa centro-orientale confermano le più alte percentuali di proprietà, mentre le economie occidentali (in particolare Germania) continuano a mostrare una prevalenza di affitti.

Politiche abitative e acquisto di casa nell'Ue

Un rapporto così dettagliato sulla proprietà abitativa evidenzia un ruolo cruciale delle politiche abitative:

  • Politiche abitative nazionali: Stati Membri con sistemi di welfare più ampi e incentivi fiscali hanno storicamente favorito l’acquisto; al contrario, sistemi con mercati immobiliari più flessibili vedono maggior ricorso all’affitto.
  • Mobilità lavorativa e urbanizzazione: Le grandi aree metropolitane, come quelle di Parigi, Berlino o Amsterdam, presentano mercati dell’affitto più dinamici a causa della mobilità lavorativa, dei prezzi elevati e dell’offerta abitativa più volatile.
  • Prospettive per i giovani: Tra i giovani adulti, particolarmente nelle grandi città, la percentuale di affittuari è in crescita, evidenziando una nuova fase di maturazione del mercato immobiliare europeo nonché la necessità di politiche abitative mirate.
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