Spazi fluidi, muri che diventano ponti, spartiti che vanno rotti. Per Filippo Maria Federici, interior designer e architetto dello studio romano Equus, progettare una casa significa prima di tutto entrare in empatia con chi la abiterà, costruire un racconto condiviso liberando la propria creatività. "Aver cullato questa parte di me, averla approfondita, averla resa mia, mi rende felice", racconta a idealista/news, che lo ha incontrato nella sua casa di Roma per farsi raccontare la sua visione della professione e i suoi progetti più identificativi