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Acconto Imu 2020, qual è il computo corretto

I chiarimenti sul calcolo dell'acconto della nuova Imu
I chiarimenti sul calcolo dell'acconto della nuova Imu 2020 / Gtres
Autore: Redazione

Qual è il corretto computo dell'acconto della nuova Imu 2020? A fornire chiarimenti è il Ministero dell'Economia e delle Finanze con la circolare del 18 marzo, che dà delucidazioni anche in merito ad aliquote, calcolo, agevolazioni Imu 2020

Prima di tutto dobbiamo ricordare che l'acconto Imu 2020 dovrà essere corrisposto entro il 16 giugno 2020 per le prime case di lusso e per gli immobili diversi dall'abitazione principale. Per l'acconto dell'Imu 2020 si dovranno anche considerare le esenzioni stabilite per l'Imu 2020 nel decreto rilancio.

Per quanto riguarda le aliquote Imu 2020, dobbiamo ricordare che il pagamento dell'Imu 2020 deve avvenire con l'aliquota Imu stabilita dal Comune per la seconda rata del 2019, mentre la seconda rata dell'Imu 2020 dovrà essere corrisposta con le aliquote approvate dal Comune entro il 28 ottobre 2020.

Per quanto riguarda le aliquote per il saldo 2020 di dicembre, si rimanda alle specifiche contenute nella circolare del 18 marzo 2020 del Mef

Il calcolo della nuova Imu 2020 dovrà avvenire con il procedimento stabilito anche negli scorsi anni per il pagamento di Imu e Tasi. Per l'Imu 2020 bisogna partire dalla rendita catastale e successivamente:

  • rivalutare la rendita del 5%;
  • moltiplicare la rendita rivalutata per il coefficiente di ogni immobile per cui si effettuano i versamenti;
  • moltiplicare il risultato così ottenuto per le aliquote deliberate da ogni singolo Comune.

Imu 2020, circolare del Mef

Nello specifico, il Mef nella circolare ha fornito chiarimenti sull'acconto della nuova Imu 2020 nelle ipotesi di cessione o acquisto dell'immobile, di destinazione dell'abitazione ad altro uso, di altre fattispecie particolari.

Ma prima la circolare del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha ricordato il comma 762, secondo il quale "in sede di prima applicazione dell'imposta, la prima rata da corrispondere è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per l'anno 2019". Il Mef ha quindi sottolineato che "a questo proposito, si deve premettere che la previsione del comma 762 implica che il soggetto passivo dell'Imu corrisponda in sede di acconto la metà dell'importo versato nel 2019, che ai fini della Tasi coincideva ovviamente con la sua sola quota, determinata ai sensi del comma 681 dell'art. 1 della legge n. 147 del 2013".

Vediamo adesso quanto chiarito per le diverse ipotesi.

Acconto Imu 2020 - Cessione o acquisto dell'immobile

Immobile ceduto nel corso del 2019 - In merito, la circolare del Mef afferma che "l'applicazione letterale del comma 762 porterebbe a dover versare l'acconto 2020 sebbene in tale anno non si manifesti il presupposto impositivo". Per evitare questa situazione, nela circolare si legge che "deve ritenersi più razionale la soluzione che tenga conto della condizione sussistente al momento del versamento, vale a dire l'assenza del presupposto impositivo. Tale soluzione appare del resto in linea con il criterio adottato dal Legislatore a regime per il versamento dell'acconto, presente nello stesso comma 762 laddove prevede che il 'versamento della prima rata è pari all'imposta dovuta per il primo semestre applicando l'aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente'".

Immobile acquistato nel corso del primo semestre 2020

 A tal proposito, la circolare del Mef sostiene che "il criterio stabilito dal comma 762 ai fini dell'acconto 2020 comporta che il contribuente non versi alcunché in occasione della prima rata, dal momento che nel 2019 l'Imu non è stata versata perché non sussisteva il presupposto impositivo. Tuttavia, sembra percorribile anche la possibilità per il contribuente di versare l'acconto sulla base dei mesi di possesso realizzatisi nel primo semestre del 2020, tenendo conto dell'aliquota dell'Imu stabilita per l'anno precedente come previsto a regime dal comma 762.

A questo proposito, occorre evidenziare che se al momento del versamento dell'acconto risulta che il comune già abbia pubblicato sul sito www.finanze.gov.it, le aliquote Imu applicabili nel 2020, il contribuente può determinare l'imposta applicando le nuove aliquote pubblicate". La circolare poi aggiunge che "un'attenzione particolare merita però l'ipotesi in cui queste ultime siano state approvate prima dell'entrata in vigore della legge n. 160 del 2019, nel qual caso le stesse, benché valide, con ogni probabilità sono destinate ad essere modificate dai comuni al fine di tenere conto delle novità contenute nella legge di bilancio 2020.

Sarebbe pertanto opportuno considerare le aliquote dell'Imu vigenti nel 2019 e attendere il termine del 28 ottobre 2020, al fine di verificare quale sia l'atto definitivamente adottato per il 2020. Per completezza occorre aggiungere che nella determinazione dell'acconto dell'Imu in base al criterio a regime di cui al comma 762, si devono seguire le modalità di computo previste dal comma 761 in virtù del quale l'Imu 'è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso.

A tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per più della metà dei giorni di cui il mese stesso è composto è computato per intero. Il giorno di trasferimento del possesso si computa in capo all'acquirente e l'imposta del mese del trasferimento resta interamente a suo carico nel caso in cui i giorni di possesso risultino uguali a quelli del cedente. A ciascuno degli anni solari corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria'".

Immobili ceduti e acquistati nelle annualità 2019 e 2020 

Analizzando l'ipotesi in cui il contribuente abbia al contempo venduto un immobile nel 2019 e acquistato un altro immobile situato nel territorio dello stesso comune nel primo semestre del 2020, la circolare spiega che "egli dovrà comunque versare l'acconto 2020 scegliendo tra il metodo individuato dal comma 762 per l'acconto 2020 e quello previsto dalla stessa norma a regime. Nel primo caso il contribuente verserà l'acconto 2020 per l'immobile venduto nel 2019, calcolato in misura pari al 50% della somma corrisposta nel 2019 a titolo di Imu e di Tasi, mentre non verserà nulla per quello acquistato nel 2020.

Nel secondo caso il contribuente verserà l'acconto 2020 per l'immobile acquistato nel primo semestre 2020, calcolato sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre del 2020 e tenendo conto dell'aliquota dell'Imu vigente per l'anno 2019, mentre non corrisponderà l'Imu per l'immobile venduto nel 2019. Il contribuente dovrà adottare il medesimo criterio per entrambi gli immobili, non potrà invece combinare i due criteri e ciò soprattutto quando tale operazione conduca a non versare alcun acconto. Quanto appena illustrato non vale nel caso in cui gli immobili in questione si trovino in comuni diversi, potendo il contribuente in tale eventualità scegliere un diverso criterio per ciascun immobile".

Acconto Imu 2020 - Destinazione dell'abitazione ad altro uso

Immobile tenuto a disposizione o locato nell'anno 2019 che viene destinato ad abitazione principale nell'anno 2020 - In tal caso, secondo quanto evidenziato dalla circolare del Mef, valgono le stesse osservazioni fornite nell'ipotesi di immobile ceduto nel corso del 2019, "in quanto nel 2020 è venuto meno il presupposto impositivo dell'Imu".

Immobile destinato ad abitazione principale nel 2019 che viene tenuto a disposizione o locato nell'anno 2020 - A questo proposito, si deve fare riferimento alle considerazioni relative all'immobile acquistato nel corso del primo semestre 2020, "atteso che nell'anno 2019 il tributo non era stato versato per effetto dell'esclusione dell'abitazione principale dall'Imu mentre nell'anno 2020 a seguito del mutamento di destinazione è sorto il presupposto impositivo". 

Immobili che nel 2020 subiscono un cambio di destinazione rispetto al 2019 - La circolare afefrma che "nell'ipotesi in cui il contribuente possiede due immobili, uno adibito ad abitazione principale e l'altro tenuto a disposizione, e nel 2020 ne inverta la destinazione, valgono le stesse considerazioni svolte" per quanto riguarda gli immobili ceduti e acquistati nelle annualità 2019 e 2020. 

Acconto Imu 2020 - Altre fattispecie particolari

Fabbricati rurali strumentali (comma 750) e fabbricati merce (comma 751) - In merito, la circolare del Mef afferma che "gli immobili in questione nel 2019 erano esenti dall'Imu ma assoggettati alla Tasi. In seguito all'abolizione di quest'ultimo tributo, si ritengono applicabili le considerazioni" per l'mmobile acquistato nel corso del primo semestre 2020, "con la specificazione che qualora si opti per la soluzione di versare l'acconto, occorrere applicare l'aliquota di base pari allo 0,1 per cento prevista dai commi 750 e 751, stante la non imponibilità delle fattispecie in esame nella previgente disciplina Imu. Si deve anche sottolineare che per gli immobili in questione, laddove siano classificati nel gruppo catastale D, non opera la riserva statale di cui al comma 753, dal momento che i comuni possono azzerare la relativa aliquota, facoltà inibita nel caso di riserva statale. Vale la pena di accennare che per i fabbricati rurali che non sono classificati nella categoria catastale D/10 (fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole) continua ad applicarsi la disciplina particolare che li riguarda, la quale prescinde dalle disposizioni di carattere fiscale, che è stata attuata con il decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze 26 luglio 2012, il quale prevede una specifica annotazione ai fini dell'iscrizione negli atti del catasto della sussistenza del requisito di ruralità per i fabbricati diversi da quelli censibili nella categoria D/10". 

Immobile per il quale nel 2020 è mutata la quota di possesso - In questa ipotesi, secondo quanto evidenziato dalla circolare del Mef, "è preferibile seguire il criterio stabilito per l'anno di prima applicazione dell'Imu dal comma 762 ai fini dell'acconto 2020". 
 

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