Per migliorare la crescita del prato, dell’orto o delle piante in vaso serve il concime giusto. Per questo si parla molto di concimi che vengono rilasciati gradualmente nel terreno. Ma cosa sono i concimi a lenta cessione esattamente, in cosa si differenziano dai fertilizzanti tradizionali e perché vengono tanto consigliati da giardinieri e agronomi? Questo tipo di rilascio graduale replica meglio ciò che avviene in natura, riduce il rischio di bruciare le radici e permette di concimare meno spesso.
Cosa sono e quanto durano i concimi a lenta cessione
Un concime a lenta cessione è un fertilizzante formulato in modo che gli elementi nutritivi (principalmente azoto, fosforo, potassio e microelementi), che si trovano in molti scarti come fondi di caffè, non siano subito tutti disponibili, ma vengano resi gradualmente assorbibili dalle radici. Ma com’è possibile dal punto di vista chimico?
- Forme chimiche meno solubili.
- Processi biologici del suolo, come l’azione dei microrganismi che “smontano” gradualmente il concime.
- Granuli rivestiti da materiali che rallentano il passaggio dei nutrienti nel terreno.
Di solito questi prodotti si presentano in granuli o perline, da distribuire sul terreno o sul prato e poi, se possibile, da interrare leggermente o da far penetrare con una buona irrigazione. Per quanto riguarda la durata, tutto dipende dalla tipologia:
- 4–6 settimane per i prodotti a lenta cessione “breve”, spesso usati per piante da vaso e tappeti erbosi in fase di crescita intensa.
- 2–3 mesi per molte formulazioni granulari destinate a orto, frutteto e giardino.
- 3–6 mesi per alcuni concimi professionali o a rilascio molto rallentato, impiegati su tappeti erbosi di pregio e colture ornamentali.
Il periodo ideale per dare il concime a lenta cessione
Il prodotto rilascia nutrimento per settimane o mesi, di conseguenza conviene applicarlo all’inizio dei periodi in cui le piante entrano nella fase di crescita attiva. Il periodo ideale, però, dipende anche dal tipo di contesto in cui viene applicato. In particolare:
- Per il prato: in primavera il prato si risveglia, riparte la crescita e il concime a lenta cessione garantisce un apporto costante di azoto e altri elementi per un tappeto uniforme e di colore intenso.
- Nell’orto: i concimi a lenta cessione sono utilissimi in due momenti: prima del trapianto di ortaggi a ciclo lungo e all’inizio della primavera per gli orti perenni.
- Per piante ornamentali, siepi e alberi da frutto, il periodo ideale è di solito inizio primavera, quando la pianta riparte con la vegetazione e ha bisogno di energia, o fine inverno, nelle zone miti, con concimi a lenta cessione.
Dove usare questo tipo di concimazione
Nel tappeto erboso come prato ornamentale, prato sportivo, prato rustico, i concimi a lenta cessione sono spesso la migliore scelta. Nell’orto familiare sono particolarmente utili su colture che restano a lungo nello stesso posto come pomodori, peperoni, melanzane, meloni, cavoli a ciclo lungo.
Nel frutteto, specie se piantato con meli, peri, peschi, agrumi, piccoli frutti, questi concimi contribuiscono a mantenere nel tempo una dotazione equilibrata di nutrienti. Per le piante in vaso e in balcone (gerani, surfinie, agrumi in vaso, piante verdi da interno in esterno d’estate), i concimi a lenta cessione sono una soluzione pratica.
Quali sono i concimi a lenta cessione? Urea e molti altri
Non tutti i concimi funzionano allo stesso modo, proprio per questo conoscerli ti aiuta a scegliere il prodotto giusto per il tuo obiettivo. Tra i principali tipi di concimi a lenta cessione c’è:
- Urea a lenta cessione: versione modificata della comune urea, studiata per rilasciare azoto in modo più graduale.
- Concimi organici pellettati (letame essiccato, pollina pellettata, cornunghia, borlanda).
- Concimi organo-minerali a lenta cessione: combinano una parte organica con una parte minerale.
- Concimi granulari rivestiti: i granuli minerali sono avvolti da un rivestimento che frena la dissoluzione.
- Concimi a base di zolfo-azoto: alcuni formulati uniscono zolfo e azoto in forme meno solubili.
Concimi a cessione controllata: quali sono le differenze?
Nella stessa famiglia di prodotti che rilasciano nutrimento nel tempo, si sente parlare anche di concimi a cessione controllata. Questi sono prodotti in cui la velocità e la durata del rilascio sono progettate in modo molto più preciso, spesso tramite rivestimenti polimerici o resine che “dosano” l’uscita dei nutrienti dal granulo. In altre parole, la cessione non è solo lenta, ma anche programmata e prevedibile.
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