Avere un giardino rigoglioso tutto l’anno senza passare ore e ore a fare manutenzione è possibile. Si tratta di specie a sviluppo basso e spesso perenni striscianti, che formano un vero e proprio tappeto verde e talvolta fiorito. Queste specie sono capaci di riempire spazi vuoti, coprire pendii, bordure, aiuole e perfino sostituire il prato. Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere sulle piante coprisuolo e come usarle.
Quali sono le piante coprisuolo?
Le piante coprisuolo sono specie che crescono basse, si allargano lateralmente e tendono a chiudere gli spazi, formando un tappeto compatto. Possono essere sempreverdi o stagionali, ma anche fiorite o puramente decorative.
In giardino si possono usare come alternativa al prato nelle zone difficili da sfalciare, come riempitivo tra arbusti e alberi, nelle bordure lungo vialetti e muretti, oppure per consolidare scarpate e pendii soggetti a erosione. Se ben insediate, molte piante tappezzanti richiedono pochissimi interventi.
Tra i vantaggi principali: limitano la crescita delle erbacce, proteggono il suolo dal sole diretto, riducono l’evaporazione e mantengono più stabile l’umidità. Ma quali sono le specie più popolari?
Pervinca
La pervinca è una tappezzante sempreverde, con fusti che radicano facilmente a contatto con il terreno, formando in poco tempo un tappeto fitto. Le foglie sono lucide, di un verde intenso, mentre i fiori, che compaiono dalla primavera all’inizio dell’estate, sono generalmente azzurro-violetto.
Tuttavia, la pervinca è da coltivare in determinate circostanze: ama le posizioni in penombra o poco luminose, dove il sole diretto non è eccessivo nelle ore centrali della giornata. Tollera bene sia terreni poveri sia suoli più ricchi, l’importante è che siano ben drenati. Una volta attecchita, richiede poca acqua, tranne nei periodi di siccità prolungata in piena estate.
Alisso
L’alisso è invece noto per la sua fioritura abbondante e il delicato profumo di miele. È spesso coltivata come annuale, ma in climi miti può comportarsi come perenne di breve durata. Si distingue in quanto forma cuscini bassi, compatti, ricoperti da tantissimi piccoli fiori bianchi, rosa, lilla o viola.
Per coltivare l’alisso serviranno posizioni soleggiate, dove fiorisce al meglio, ama terreni ben drenati, anche poveri e sabbiosi, e sopporta discretamente la siccità. Proprio per questo viene impiegata prevalentemente per bordure, giardini rocciosi, muretti a secco e aiuole miste.
Edera
L’edera è forse tra le piante tappezzanti più note, sebbene sia conosciuta soprattutto come rampicante. Se coltivata senza supporti tende a strisciare e a coprire il terreno, formando un tappeto fitto e duraturo. Il vantaggio principale è nel fogliame, di colore verde scuro o variegato, che rimane decorativo tutto l’anno e crea un effetto molto elegante.
L’edera si sviluppa prevalentemente sotto alberi che fanno ombra, pendii, aree con terreno povero o poco irrigato. Inoltre, resiste al freddo e all’inquinamento urbano. Non è esigente in fatto di suolo, purché non sia troppo bagnato, inoltre è capace di colonizzare superfici ampie in poco tempo.
Bugola
La bugola forma rosette di foglie, spesso di un bel colore violaceo, bruno o variegato, a seconda delle varietà. In primavera produce spighe di fiori blu intenso, viola o rosati che emergono dal tappeto di foglie, regalando un incredibile effetto ornamentale.
La bugola predilige terreni freschi, ben drenati ma non troppo asciutti, ricchi di sostanza organica. Cresce ai piedi di alberi e arbusti, lungo bordure ombreggiate o in angoli del giardino dove il sole non è troppo forte. Per coltivarla, puoi piantare piccole zolle in autunno o primavera, distanziandole di circa 25–30 cm.
Iperico
L’iperico tappezzante è usatissimo per coprire scarpate e pendii, in quanto sempreverde, poco esigente, e i grandi fiori estivi in colore giallo oro. La pianta resiste bene al freddo e al caldo, e soprattutto sopporta terreni poveri e siccitosi una volta ben radicata.
Uno dei vantaggi principali è che, grazie al suo apparato radicale, aiuta a stabilizzare il terreno, riducendo il rischio di smottamenti. Ricorda di coltivare le pianta le giovani piante a distanza di 40–50 cm l’una dall’altra, preferibilmente in autunno o primavera.
Timo serpillo
Il timo serpillo è perfetto per tutte quelle zone soleggiate e asciutte. Forma cuscini bassissimi di foglioline minute, profumatissime quando si calpestano, che in tarda primavera ed estate si ricoprono di minuscoli fiori rosa, lilla o violacei molto apprezzati dalle api.
Per questo, il timo serpillo è indicatissimo per giardini rocciosi, bordi di vialetti, fessure tra lastre di pietra, scarpate soleggiate e come giardino senza erba in aree calpestabili, ma non frequentemente. Per la cura, ricorda di irrigare regolarmente per alcune settimane, e poi ridurre gradualmente.
Sedum
I Sedum, anche chiamati semprevivi e borracine, sono un vasto gruppo di succulenti ideali anche come piante coprisuolo in zone con pieno sole e tendenzialmente secche. Sono amatissimi nei giardini rocciosi, nei tetti verdi e nelle aiuole che non richiedono troppa manutenzione.
I Sedum tappezzanti, proprio come i Sedum burrito ricadenti, conservano riserve idriche nelle foglie e quindi non richiedono troppa acqua. Per coltivare i Sedum come coprisuolo, puoi utilizzare talee di fusto o foglia, oppure piantine già radicate. Mettili a dimora in primavera o inizio autunno, distanziandoli di 20–30 cm.
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