Ecco quali caratteristiche rendono le lastre di porfido così diffuse e apprezzate, soprattutto per le pavimentazioni.
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Pavimentazione di porfido
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

La pietra naturale costituisce da sempre una delle scelte più apprezzate nell'edilizia, per progetti sia pubblici che privati, e tra i materiali più resistenti e versatili si fa notare il porfido, una roccia vulcanica che da secoli caratterizza piazze storiche, viali urbani e spazi residenziali: la pavimentazione di porfido combina prestazioni tecniche eccezionali con un'estetica naturale che si adatta a contesti tradizionali e rustici ma anche contemporanei, continuando a essere protagonista grazie alla sua bellezza e capacità di resistere al tempo, mantenendo intatte le sue qualità.

Cos'è il porfido? Le caratteristiche del materiale

Il porfido è una roccia magmatica formatasi dall'attività vulcanica, estratta principalmente nei giacimenti del Trentino-Alto Adige. La sua origine geologica determina una struttura estremamente compatta, con una durezza che lo rende quasi indistruttibile nel tempo. Le caratteristiche funzionali che distinguono le lastre di porfido includono:

  • resistenza eccezionale alla flessione e alla compressione, fondamentale per aree su cui circolano veicoli;
  • capacità di sopportare carichi elevati e usura prolungata senza deteriorarsi;
  • durezza naturale, che previene scheggiature e rotture anche in caso di urti;
  • resistenza al gelo e alle escursioni termiche, essenziale nelle zone montane;
  • proprietà antiscivolo naturali, specialmente nelle superfici non levigate.

Dal punto di vista estetico, il porfido presenta tonalità che variano dal grigio al rosso-violaceo, con inserti brillanti di quarzo; ogni lastra possiede sfumature uniche, dovute alla zona di estrazione e alla composizione mineralogica della roccia, che include feldspato, plagioclasio e quarzite.

Una cava di porfido a Fornace (Trento)
Syrio, CC BY-SA 4.0 / Wikimedia Commons

Tipi di pavimento in porfido da conoscere

Il porfido si presenta in vari formati, tra cui scegliere in base alla destinazione d'uso e al carico che la superficie dovrà sostenere:

  • i cubetti conosciuti come Sanpietrini (così chiamati perché furono usati per la prima volta per il pavimento di piazza San Pietro a Roma, già nel '500) rappresentano la forma più diffusa nei centri storici e nelle strade carrabili: la posa ad arco contrastante o "coda di pavone" crea un effetto visivo dinamico e garantisce un'ottima distribuzione dei pesi;
  • il lastame, chiamato anche opus incertum o palladiana, comprende lastre di porfido di forma irregolare e spessore variabile: questa soluzione è ideale per camminamenti per vialetti in giardino e porticati, dove l'aspetto naturale della pietra grezza risulta particolarmente appropriato;
  • le piastrelle a piano naturale con bordi tranciati o segati permettono di ottenere fughe sottili e superfici uniformi, adatte a progetti dal taglio moderno.
  • i cordoni in porfido servono invece per delimitare marciapiedi o aiuole, assicurando continuità estetica all'intero progetto.
Sanpietrini a Roma
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Pro e contro di un pavimento in porfido

I vantaggi di una pavimentazione in porfido sono numerosi e tangibili, con la durabilità che rappresenta il punto di forza principale: un pavimento in porfido può attraversare decenni mantenendo intatte le sue caratteristiche. L'alta inerzia termica consente alla pietra di resistere sia al calore estivo che al freddo invernale, senza subire deformazioni o crepe; la classificazione come materiale ingelivo conferma la sua idoneità per qualsiasi clima.

La sicurezza costituisce un altro aspetto rilevante da tenere in considerazione: anche in presenza di acqua, ghiaccio o umidità, la superficie garantisce un buon livello di aderenza; inoltre, trattandosi di una risorsa naturale, il porfido rappresenta una scelta sostenibile, priva di sostanze chimiche dannose.

Gli svantaggi del porfido riguardano invece principalmente il costo iniziale, superiore rispetto ad altri materiali da pavimentazione per esterni; il peso elevato richiede una struttura portante adeguata e la posa deve essere affidata a professionisti qualificati, poiché una corretta installazione determina la durata della pavimentazione nel tempo.

Dove usare la pavimentazione in porfido: esterni e interni

Negli spazi esterni, il pavimentazione in porfido trova la sua applicazione ideale in:

  • vialetti;
  • cortili;
  • terrazzi;
  • piazze;
  • aree commerciali. 

La sua resistenza al traffico di veicoli, anche intenso, lo rende perfetto per strade urbane e parcheggi. Nelle località montane come in quelle marittime, la pietra mantiene le sue caratteristiche senza risentire delle condizioni climatiche estreme.

L'utilizzo del porfido negli interni è cresciuto negli ultimi anni, specialmente in contesti che richiedono eleganza e solidità: ingressi, taverne, cucine rustiche, ma anche banche, musei e negozi di design. In questi ambienti, le lastre di porfido contribuiscono a creare atmosfere calde e materiche, pur adattandosi anche a interpretazioni contemporanee.

vialetto in giardino
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Come si fa la manutenzione e pulizia delle lastre di porfido

La gestione di un pavimento in porfido prevede tre fasi principali: subito dopo la posa, è necessario un lavaggio acido specifico per pietre non calcaree, che rimuove i residui di cemento e gli aloni dalla stuccatura; un risciacquo abbondante previene la formazione di efflorescenze biancastre.

Poi, la manutenzione ordinaria risulta abbastanza semplice: acqua a pressione, detergente neutro e una scopa con setole rigide bastano per mantenere pulita la superficie. Per la rimozione di muschio e licheni, che possono formarsi in zone ombrose e umide, l'idropulitrice rappresenta lo strumento più efficace, purché si presti attenzione a non danneggiare le fughe con un getto troppo ravvicinato.

Le macchie di olio o grasso sul porfido vanno trattate tempestivamente con smacchiatori alcalini specifici per pietre naturali, prima che penetrino in profondità. È fondamentale evitare gli acidi forti sulle fughe fresche, le cere lucidanti per interni, che creano pellicole scivolose, e le spazzole metalliche, che possono lasciare residui di ferro con conseguenti macchie di ruggine.

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