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Legge di Stabilità 2017, le novità della manovra

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Manovra complessa, articolata e più “pesante” di quanto inizialmente era stato previsto, quella varata sabato dal Consiglio dei ministri. Il valore totale è di 27 miliardi, contro i 24,5 precedentemente annunciati. Oltre metà di tale cifra (15 miliardi) è destinata a “sterilizzare” le clausole di salvaguardia, in base alle quali sarebbero aumentate Iva e accise. Vediamo la legge di Bilancio nel dettaglio, così come sarà chiamata a fare nei prossimi giorni, per un parere preventivo, la Commissione europea, che ha già storto il naso davanti all’incremento al 2,4% del rapporto deficit/Pil, chiedendo di tornare a limarlo almeno di un decimale.

Pensioni. Ulteriori novità si sono registrate sugli interventi già annunciati in tema di pensioni. Dell’ultim’ora è l’incremento, come richiesto dai sindacati, della massima retribuzione per accedere all’Ape social, l’Anticipo pensionistico senza penalizzazioni sull’assegno, per coloro che svolgono lavori usuranti, gravosi (tra i quali infermieri di sala, maestre d’asilo e altri ancora) oppure sono disabili o assistono disabili.

Dovranno percepire non più di 1.500 euro lordi al mese (il limite era stato fissato venerdì a 1.350). Per chi guadagna di più, la penalizzazione sarà solamente sulla parte che eccede la soglia massima. Rappresentanti dei lavoratori non ascoltati, invece, sugli anni di contributi necessari, che restano 30 per i disoccupati e 36 per i lavoratori attivi. Ne bastano, invece, 20 per accedere all’Ape volontaria, che costerà tra il 4,6 e il 4,7 per cento per ogni anno di anticipo (fino a 3 anni e 7 mesi) sui 66 anni e 7 mesi necessari per andare in pensione di vecchiaia.

Nel pacchetto anche l’ampliamento a 3,3 milioni di pensionati della quattordicesima, l’equiparazione della no tax area per tutti a 8.125 euro, il cumulo gratuito dei contributi versati a enti diversi. In tutto sul capitolo verranno messi 7 miliardi in tre anni.

Famiglia. Per il 2017 ci saranno a disposizione 600 milioni, che serviranno a confermare il bonus baby-sitter (600 euro al mese da richiedere al posto del congedo facoltativo), il bonus bebè di 960 euro l’anno per i primi tre anni di vita. Si introdurrà  anche il “buono nido”: un voucher per affrontare il costo della retta degli asili nido pubblici e privati. Confermato anche, per il 2017, il bonus per i neodiciottenni, ma vengono anche introdotte borse di studio per i più meritevoli. L’anno prossimo, poi, si dovrebbe mettere mano alla riforma dell’Irpef, che dovrebbe contemplare un “quoziente famiglia”.

Lavoro. Permangono gli sgravi contributivi, ma diventano assai più selettivi, essendo concessi in maniera piena (tre anni in caso di contratto a tempo indeterminato o di apprendistato), fino a un massimo di 8.060 euro per chi assume giovani già entrati in azienda in stage grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro. Tetto dimezzato nel caso di contratti a tempo determinato, superiori a sei mesi, con Garanzia Giovani.

Nel Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna), invece, decontribuzione piena per l’assunzione di under 24 e per i giovani tra i 24 e i 29 anni senza lavoro da almeno 6 mesi, ma anche uno sgravio aggiuntivo al 50% già previsto dalla legge Fornero per le assunzioni di over 50 (con tetto però, a 4.030 euro). Per incentivare la produttività, cedolare secca al 10% per premi fino ai 4mila euro, concessi a chi abbia reddito non superiore agli 80mila euro.

Imprese. Prorogato il superammortamento al 140% sugli investimenti in beni strumentali materiali fatti dal gennaio 2017 fino a giugno 2018. A esso si aggiunge l’iperammortamento al 250%, dedicato a chi investe in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Viene prorogata anche la “Nuova Sabatini”, che prevede agevolazioni sui finanziamenti bancari per investimenti in beni strumentali e viene rifinanziato il Fondo di garanzia per le pmi. Come già previsto nella legge di Stabilità 2016, l’Ires scende dal 27,5% al 24%. In parallelo nasce la nuova Iri allo stesso livello destinata alle piccole imprese, finora assoggettate all’Irpef.

Sanità e pubblica amministrazione. Il Fondo sale, come previsto, a 113 miliardi di euro, con un aumento di 2 miliardi rispetto ad oggi. Parte delle risorse andranno al piano vaccini, ai farmaci oncologici e contro l’epatite C e alle stabilizzazioni di 3.000 medici e 4.000 infermieri. Per la pubblica amministrazione saranno stanziati 1,9 miliardi che serviranno al rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, alla riorganizzazione della polizia e delle forze dell’ordine e per stabilizzare i precari.

Equitalia. Come annunciato, sparirà l’attuale agenzia di riscossione. Passerà all’Agenzia delle Entrate, si ipotizza con la creazione di una sorta di ramo d’azienda. A questa “rivoluzione” si accompagnerà un decreto, il cui testo non è ancora pronto, che dovrebbe prevedere la “rottamazione” delle cartelle esattoriali esistenti. Si ipotizza che all’importo dovuto saranno tolti interessi e sanzioni, mentre si pagherà una maggiorazione fissa, attorno al 3%, che farà da aggio per il costo di riscossione. Tra le ipotesi c’è quella di dare un anno di tempo per le adesioni. Ma, secondo alcune valutazioni tecniche, bloccare la riscossione così a lungo potrebbe essere rischioso. La misura dovrebbe riguardare multe auto, bollettini Imu, contributi previdenziali Irpef, diritti camerali e bollo auto. Non l’Iva, che è imposta comunitaria. Il governo prevede di incassare quattro miliardi. Se ne attendono due, invece, dalla voluntary disclosure per il rientro di capitali dall’estero. Scende, infine, a 90 euro il canone Rai (dai 100 di quest’anno).