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Cos'è e come funziona l'evasometro, lo strumento attraverso cui la guardia di finanza misura il nero

Autore: Redazione

L'evasometro con cui la guardia finanza misura il nero in tutta Italia, il tax gap, ovvero la differenza tra imposte dovute e non pagate, si chiama geodas (georeferenziazione dati statitistici). Analizzati i dati, scattano gli interventi, che sono differenti in base alle diverse zone del paese. Ma ecco come funziona questo "cervellone antievasione"

Il geodas, innanzitutto, misura il tax gap assoluto e il tax gap relativo. Il primo fa riferimento all'ammontare complessivo dell'evasione, ma si tratta di un indicatore a cui manca il termine di paragone, dal momento che un'alta evasione in assoluto può dipendere anche dal pil più alto e dalla struttura produttiva della regione o da fenomeni illeciti più articolati. Il tax gap relativo, invece, misura le imposte evase rispetto a quelle effettivamente dovute. Da questo punto di vista il triste primato spetta alle regioni meridionali e alle isole

Nel caso di un tax gap assoluto elevato gli interventi saranno volti a migliorare l'intelligence per puntare ai soggetti a più alto rischio evasione; nel caso, invece, di un tax gap relativo elevato si ricorrerà a verifiche sul campo su più fronti e coordinate

Il geodas monitora l'andamento dell'evasione sia territorialmente che per settori produttivi. Particolare attenzione viene, poi, prestata al gioco illegale, ritenuto sinonimo di evasione fiscale, riciclaggio e criminalità organizzata. Non manca, infine, una lente d'ingrandimento puntata sulle frodi. La guardia di finanza, ad esempio, interviene sulle frodi in agricoltura, per quanto riguarda l'indebita percezione di finanziamenti pubblici. In questi casi, geodas permette di misurare la percentuale delle frodi scoperte sul numero di controlli. Critiche le situazioni di Lombardia, Lazio, Toscana e regioni meridionali