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Rosa Cioffi, Milano Abitare: Perché il canone concordato è la soluzione migliore per inquilini e proprietari

Autori: @Annastella Palasciano, marco todarello (collaboratore di idealista news)

Frutto di un accordo di collaborazione tra la Fondazione Welfare Ambrosiano e il Comune di Milano, e rivolto a quelle zone grigie della popolazione che a causa della crisi hanno visto diminuire il loro reddito, Milano Abitare si occupa di promuovere il canone concordato tra i proprietari e gli inquilini della capitale lombarda. Intervistata da idealista news, Rosa Cioffi, project manager del progetto, spiega perché si tratta di uno strumento estremamente valido, non solo per la possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali statali, ma anche per le condizioni vantaggiose offerte dalla stessa agenzia sociale per la locazione.

"L'agenzia sociale, spiega Rosa Cioffi, si rivolge a quella zona grigia della popolazione che anche per effetto della crisi sociale ha visto diminuire il proprio reddito. Si tratta di quegli inquilini che non hanno i requisiti per poter accedere agli alloggi di edilizia pubblica, ma che non possiedono un reddito tale da poter permettersi un canone libero". Il canone concordato è frutto di un accordo territoriale tra associazioni di inquilini e proprietari, grazie al quale vengono definite tre subfasce con un canone minimo e massimo. 

Negli ultimi anni il governo è intervenuto sostenendo il canone concordato con una serie di agevolazioni: dalla cedolare secca al 10% alla riduzione di Imu e tasi. A questi vantaggi, si aggiungono quelli concessi da Milano Abitare. "Al proprietario viene dato un contributo a fondo perduto tra 1200 e 2000 euro a seconda della durata del contratto e una lettera di garanzia con cui l'agenzia si fa carico di 18 mensilità nel caso di morosità incolpevole dell'inquilino". Ma i vantaggi sono anche per gli inquilini: "noi offriamo all'affittuario un microcredito fino a 10.000 euro e lui deve restituire solo la quota capitale, perché gli interessi gli paghiamo noi".

Per poter iscriversi a Milano Abitare, al proprietario viene richiesto semplicemente il possesso di un immobile da affittare a canone concordato, mentre per l'inquilino c'è un requisito stringente: un Ise fino a 35.000 euro e un Isee fino a 26.000 euro.

Perché nonostante tutti questi vantaggi, il canone concordato, almeno a Milano, non è decollato? "La resistenza che incontriamo è quella del proprietario, perché l'inquilino è ben felice di stipulare un accordo con un canone inferiore al 20-30% rispetto a quello di mercato". Le ragioni sono da rintracciare nella natura del vecchio accordo territoriale, che risaliva al 1999, con parametri molto bassi e una grossa perdita per il proprietario. Ma anche l'incertezza sulla durata degli sgravi fiscali e la difficoltà di dare esecuzione a uno sfratto nel caso di inquilino moroso.

Milano Abitare ha promosso un incontro sul tema del canone concordato il 17 aprile a Milano, al quale era presente anche idealista come media partner