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Patrimonio immobiliare dello Stato, oltre 45mila i beni in gestione al Demanio

Valorizzazione, collaborazione e attenzione per gli investitori. Si tratta di tre importanti concetti emersi nel corso dell’incontro organizzato dall’Agenzia del Demanio per la presentazione del report Risultati 2015, il quale ha evidenziato che al 31 dicembre dello scorso anno sono complessivamente 45.397 i beni in gestione all'Agenzia, per un valore di oltre 59 miliardi di euro.

Il concetto di valorizzazione

Nel corso della presentazione, il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pier Paolo Baretta, ha sottolineato: “Dopo anni in cui il dibattito sul patrimonio immobiliare pubblico era schiacciato sul rapporto vendita/svendita/debito pubblico, in questa legislatura abbiamo insistito sul concetto di valorizzazione. Questo ci ha consentito di evitare grandi abbagli. In passato l’errore stava anche nell’idea di utilizzo che poteva essere fatto del patrimonio immobiliare pubblico”.

Aggiungendo: “Valorizzare significa guardare a tutto campo. Significa anche spendere, non solo incassare. Significa mettere a norma, rendere più utilizzati gli spazi”. Baretta ha poi evidenziato un’importante novità: il rapporto con gli enti territoriali. Un fatto non di poco conto, dal momento che il 70% del patrimonio pubblico appartiene agli enti locali.

La collaborazione e l’attenzione per gli investitori

A sottolineare, poi, un aspetto tutt’altro che marginale ci ha pensato Ivan Scalfarotto, sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico. Soffermandosi su Investinitalyrealestate.com, il portale che mette in vetrina 200 immobili del Demanio da valorizzare, Scalfarotto ha parlato di best practice e ha ricordato: “Come Mise abbiamo voluto partecipare a Cannes, al Mipim, ed essere presenti come ‘sistema Italia’”.

Spiegando: “Per l’investitore il problema era riuscire a individuare il cespite interessante tra la massa di immobili presentati. Lo sforzo che abbiamo fatto insieme è stato quello di creare uno strumento in grado di presentare immobili pronti all’uso. L’offerta generica nella quale l’investitore si perdeva è diventata chiara. Per la prima volta abbiamo siamo stati presenti al Mipim con un’offerta chiara e precisa. E' stato fatto un gioco di squadra molto intelligente”.

Patrimonio immobiliare dello Stato: composizione, attività, progetti e risultati

Nel presentare il rapporto, il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, ha ricordato che al 31 dicembre 2015 i beni in gestione all’Agenzia del Demanio sono 45.397, per un valore di oltre 59 miliardi di euro così distribuito: 85% in uso governativo, 5% demanio storico artistico, 6% patrimonio indisponibile, 4% patrimonio disponibile.

In termini di consistenza l’uso governativo occupa il 48% dei beni gestiti per un valore di più di 50 miliardi; mentre il patrimonio disponibile riguarda il 38% del portafoglio e vale complessivamente 2,6 miliardi.

Il patrimonio immobiliare dello Stato mostra un andamento che segna un aumento del suo valore complessivo rispetto a una consistente diminuzione del numero dei beni che lo compongono, in un’ottica di progressiva ottimizzazione del portafoglio, quindi meno immobili ma di maggior pregio. Questo grazie anche all’efficacia dei processi di razionalizzazione in corso, alle operazioni di vendita e ai trasferimenti dei beni agli Enti locali con la procedura del federalismo demaniale.

Sul fronte trasparenza è da segnalare la piattaforma Opendemanio, online da luglio 2015 e visitabile dal sito dell’Agenzia, che consente di conoscere meglio gli oltre 31mila fabbricati e quasi 14mila terreni che fanno parte del patrimonio immobiliare dello Stato.

In merito alla razionalizzazione degli spazi e alla riduzione della spesa pubblica, i risparmi sulle locazioni passive ammontano a 18 milioni di euro annui nel 2015 e, complessivamente, a 73 milioni di euro annui negli ultimi cinque anni.

La quota degli immobili in uso governativo aumenta per effetto della chiusura di numerosi contratti di affitto passivo e, conseguentemente, del maggior numero di metri quadrati di immobili di proprietà dello Stato occupati dalle pubbliche amministrazioni, con benefici in termini di riduzione della spesa.

Ulteriori risparmi sono previsti nei prossimi anni grazie al progetto Federal Building, che prevede di concentrare in uno o più immobili di proprietà pubblica sedi di Amministrazioni dello Stato o di Enti pubblici, garantendo così un risparmio sui costi di affitto e un servizio più efficiente ai cittadini. Le nove iniziative già avviate nelle città di Chieti, Milano, Firenze, Roma, Sassari, Cagliari, Aosta e Potenza, porteranno dal 2020 a ulteriori risparmi di spesa per circa 27,7 milioni di euro annui.

Per quanto riguarda il federalismo demaniale, nell’ultimo anno è stata registrata una forte accelerazione nel passaggio dei beni agli Enti territoriali, arrivando a coprire circa il 60% dei trasferimenti richiesti, per un valore totale di 886,6 milioni di euro. Sul fronte del federalismo demaniale culturale risultano invece trasferiti 67 immobili di interesse storico-artistico per un valore di circa 367,2 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2016 l’Agenzia ha ultimato il 65% dei trasferimenti per un valore complessivo di 919,3 milioni di euro.

In base poi a quanto sottolineato dall’Agenzia, il completamento di tale processo in corso e la riapertura dei termini del federalismo demaniale fino al 31 dicembre 2016 comporteranno il progressivo trasferimento di ulteriori quote del portafoglio statale disponibile in favore degli Enti territoriali, in un quadro di progressiva ottimizzazione.

Ma non solo. L’Agenzia del Demanio sta avviando un’attività di monitoraggio sull’utilizzo dei beni acquisiti dagli Enti territoriali. La norma, infatti, stabilisce che dopo tre anni dal trasferimento gli immobili non utilizzati dall’Ente territoriale dovranno rientrare nella proprietà dello Stato.

Per quanto riguarda le vendite ordinarie e le operazioni straordinarie, nel periodo 2011-2015 le vendite dei beni dello Stato hanno raggiunto i 568 milioni di euro tra operazioni ordinarie e straordinarie, con un forte incremento nel biennio 2013-2014 a seguito delle manovre condotte con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e Cassa Depositi e Prestiti. A queste nel quinquennio si aggiungono vendite di beni di altri Enti Pubblici per 4.667 milioni di euro.

Da menzionare poi proposta immobili 2015, l’operazione avviata in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per individuare il patrimonio pubblico da coinvolgere in processi di valorizzazione, riuso o dismissione. Con la prima edizione del progetto sono stati individuati circa 700 asset di proprietà pubblica su cui attivare operazioni immobiliari. Per circa il 40% di essi sono stati avviati percorsi di valorizzazione o alienazione, per il restante 60% sono in corso le attività di analisi e valutazione, finalizzate ad attribuire la possibile destinazione finale. La seconda edizione dell’operazione allarga la platea degli interessati includendo nell’iniziativa tutti i Comuni con popolazione superiore ai 10.000 abitanti, oltre alle Regioni, Province, Città Metropolitane e altri Enti pubblici.

Sul fronte delle valorizzazioni in concessione, il 2015 è stato l’anno di Valore Paese Fari, progetto che coinvolge 11 fari, 7 gestiti dall’Agenzia del Demanio e 4 dal Ministero della Difesa, che saranno affidati in concessione fino a 50 anni a privati. Attualmente è in corso la fase conclusiva del bando di gara con l’esame delle 39 offerte pervenute.

Diverse infine le operazioni di finanza immobiliare promosse dall’Agenzia del Demanio, con l’apporto di beni pubblici in Fondi immobiliari, grazie anche al coinvolgimento della Sgr statale Invimit.