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Terremoto Abruzzo, le cifre folli della ricostruzione

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Autore: Redazione

Sono numeri da capogiro quelli relativi al giro d’affari per la ricostruzione successiva al terremoto del 6 aprile 2009, il sisma che ha messo in ginocchio L’Aquila. Il costo è stato di 6,7 miliardi di euro.

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Sergio Rizzo ha sottolineato che per la ricostruzione l’ingegnere Antonello Salvatori ha collezionato ben 428 incarichi da privati, lavori per 254,6 milioni di euro. Considerando che l’onorario per ingegneri e architetti è il 10% dell’importo, si parla di 25 milioni di parcelle. L’ingegnere, professore di Scienza delle costruzioni all’università dell’Aquila, è stato scelto anche per fare l’esame dei danni del sisma in centro Italia.

Ma non finisce qui. I primi sei professionisti impegnati nella ricostruzione privata del terremoto in Abruzzo hanno avuto 1.685 incarichi. In media, 280 ciascuno.

Come ricordato da Rizzo, i numeri completi dell’imponente giro d’affari post terremoto del 6 aprile 2009 sono adesso online sul sito opendataricostruzione.gssi.it, un progetto di ricerca del Gran Sasso Science Institute e dell’ateneo dell’Aquila in collaborazione con il Comune, gli uffici speciali per la ricostruzione e ActionAid, coordinato da Roberto Aloisio con l’obiettivo di fare luce sulla vicenda.

Il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nel 2009 è costato finora 6 miliardi 769 milioni 380.326 euro. E’ questo il denaro uscito dalle casse pubbliche a fronte di finanziamenti concessi per 8 miliardi 365 milioni 376.662 euro. Il 9,4%, ossia 628,3 milioni, è stato speso per le demolizioni e i puntellamenti che venivano affittati per 25 euro a snodo. E poi c’è il denaro speso per il progetto delle new town: 810,3 milioni per 4.449 appartamenti, al costo medio unitario di 182 mila euro, più di 2.700 euro al metro quadrato per alloggi di qualità modesta.

Rizzo poi ha ricordato il conto degli alberghi per ospitare gli sfollati: 180,8 milioni. La sola emergenza ha assorbito 2 miliardi 35 milioni 548.566 euro, il 30% di quanto materialmente investito soprattutto grazie alla ricostruzione privata. Quest’ultima, partita solo nel 2012, ha assorbito a oggi 4 miliardi 397 milioni 311.280 euro, contro finanziamenti concessi per 5 miliardi 155 milioni 778.606.

Impegnati 1.807 professionisti, di cui 562 aquilani. Le imprese coinvolte 3.348, di cui 1.764 abruzzesi. Una di esse, la Nicola Cingolo & Figlio di Teramo, ha gestito 46 interventi per 154,5 milioni. Seguono il Consorzio Di Vincenzo & Strever di San Giovanni Teatino (Chieti) con 116,9 milioni di lavori e il Consorzio Collemaggio costruttori dell’Aquila con 50,3 milioni per 186 progetti. La Sima costruzioni si è aggiudicata poi 250 appalti, per 32,3 milioni.

Per la ricostruzione degli edifici pubblici sono stati finora erogati appena 346,5 milioni a fronte di stanziamenti per un miliardo 184 milioni 149.490 euro. Un rapporto del 29,2%, contro l’85,3 della ricostruzione privata. E dei 999 interventi previsti ne sono stati conclusi solo 323, 252 sono in fase di progetto e 75 di sola programmazione.