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Smart speaker, cosa sono i “maggiordomi” della domotica

Google Home
Gtres
Autore: Flavio Di Stefano

Un assistente personale, capace di dare una risposta a praticamente qualsiasi domanda, che programma la giornata, punta la sveglia, regola l’illuminazione dell’appartamento e spara nelle case la playlist giusta al momento giusto.

Questo, e molto altro, è quello che può fare uno smart speaker. Solitamente un oggetto di piccole dimensioni collegato col wi fi e i dispositivi hi tech della casa. Finora le doti, ora le dolenti note: non cucina, non stira, non pulisce e non sa fare il caffè. Almeno per ora.

È molto probabile che, anche se non fosse ancora presente nelle vostre case, lo abbiate già visto. Perché il mercato di questo settore specifico è in continua espansione. Secondo i dati forniti dagli analisti di Canalys, da aprile a giugno le vendite mondiali sono quasi triplicate, passando da 5,8 a 16,8 milioni di unità (+187% su base annua).

Entrando nel dettaglio, il mercato è guidato dai giganti della tecnologia. Basti pensare che, sempre secondo i dati di Canalys, a giugno scorso Google ha fatto registrare una crescita del 449% rispetto alle vendite del secondo trimestre 2017. Questa poderosa crescita ha portato Big G a ottenere un market share del 32,3% (un anno prima era del 16,9%).

Un trend che ha scalzato Amazon dalla prima posizione, che deteneva dodici mesi fa con l'82,3% del nascente mercato degli smart speaker, prima di “precipitare” a una quota 24,5%, vendendo 4,1 milioni di Echo. In terza e quarta posizione ci sono due aziende cinesi, Alibaba e Xiaomi, che hanno venduto rispettivamente 3 milioni e 2 milioni di altoparlanti (17,7% e 12,2% del mercato).

Ma gli smart speaker di Google, Home e Home mini, sono stati lanciati in Italia solo a marzo 2018. Parola d’ordine, “Ok Google” e si attiva un mondo di possibilità interattive tutte da scoprire. Google Home rappresenta probabilmente il top attualmente disponibile sul mercato. La conversazione col dispositivo è fluida e le ricerche online sono ottimizzate, come è naturale immaginare, praticamente alla perfezione.

Google Home
Interazione fluida / Google

Home mini, sostanzialmente, offre le stesse funzionalità della versione più grande. Cambia la forma, rotonda e più piccola, oltre al prezzo: decisamente più basso. La differenza più marcata è quella che riguarda la parte audio, è consigliabile integrarlo con altre casse se si vuole ascoltare la musica.

Google Home mini
Rapporto qualità/prezzo eccezionale / Google

Proprio in questi giorni, però, Amazon si è portato al contrattacco sbarcando nel mercato italiano con Alexa (primo smart speaker del mondo, lanciato nel 2014), l’assistente vocale del gigante dell’ecommerce, infatti, ora “parla” la nostra lingua e punta a conquistare l’Italia.

Amazon Echo è il fiore all’occhiello della gamma, con design moderno e una fruibilità straordinaria. Ha sette microfoni disattivabili che comprendono con precisione da che punto sta parlando l’interlocutore, è il competitor di Google Home.

Amazon Echo
Tra i migliori smart speaker in circolazione / Amazon
Ma non è tutto, ci sono anche: Echo Dot, una versione più compatta e portatile, come Google mini, adatta alle stanze minori della casa; Echo Sub, un woofer wireless pensato per creare impianti stereo con gli altri dispositivi Echo compatibili; Echo Plus, “specializzato” nel controllo degli elettrodomestici intelligenti compatibili.

Amazon Echo Dot
Tutto a portata di mano / Amazon
Echo Spot, invece, oltre a altoparlanti e microfoni, si basa su un display circolare e su una videocamera. Lo schermo visualizza le risposte dell’assistente vocale integrandole con informazioni grafiche, ma si può utilizzare anche per la visione di contenuti o le videochiamate.

Amazon Echo Spot
Con videocamera / Amazon