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Ancora niente sviluppo, in bozza 12 condoni e una strana norma per l'eredità

Autore: Redazione

Dodici condoni per tutti i casi di "evasione". Da chi negli anni passati non ha presentato affatto la dichiarazione dei redditi, alla possibilità di far pace con il canone rai arretrato con soli 50 euro per ogni annualità non pagata. Sono le dodici norme uscite lunedì dalla bozza del decreto sviluppo accordata in linea di massima dalla riunione del consiglio dei ministri. Per le pensioni, punto ritenuto necessario dall'unione europea, al contrario, non se ne fa niente. Si dovrà aspettare che berlusconi riesca a convincere bossi al riguardo. Spunta, invece, una nuova norma in materia di successione, destinata a far discutere. Una norma "ad familiam" per i figli del presidente del consiglio?

Sui codoni il ministero dello sviluppo economico si è affrettato a smentire dicendo che "le notizie riguardanti l'esistenza nel testo di dodici condoni o di sanatorie sono del tutto infondate", eppure la bozza l'hanno letta in tanti e le cosiddette indiscrezioni sono oggi su tutti i giornali

Di sicuro nel testo uscito dal consiglio dei ministri tra i 126 articoli c'è un capitolo dedicato a "misure fiscali e fondo", e il fondo pare venga riempito proprio dal futuro gettito dei condoni

Ma vediamo qualche esempio di condono:

- Riapertura dei termini per gli anni pregressi, nei casi in cui la dichiarazione dei redditi non sia stata presentata affatto

- Regolarizzazione delle scritture contabili

- Da ritardati od omessi versamenti si passa alla proroga dei termini per la definizione agevolata ai fini delle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successione e donazioni

- Per la sanatoria degli importi non versati in presenza di cartelle esattoriali, è possibile cavarsela pagando il 25% dell'importo iscritto a ruolo, senza neanche gli interessi di mora

- Per gli arretrati del canone rai, invece, per sanare gli anni di mancato pagamento basteranno 50 euro per ogni annualità non versata

Nuova norma in materia di successione, che molti vedono come una norma "ad personam", o meglio "ad familiam"

Stando alla bozza, Fermo restano la quota dei due terzi dell'eredità riservata ai figli, la metà di questa dovrà dividersi in parti uguali e l'altra metà potrà essere attribuita dal genitore a uno o più figli in vario modo

Non a caso questa nuova norma che non porta neanche un centesimo nelle casse dello stato e che evidentemente ha poco a che vedere con norme per lo sviluppo, sembra fatta su misura per l'impero mediaset, mondadori, mediolanum e il milan. Gli eredi di silvio berlusconi sono cinque: a ciascuno di loro spetterebbe in parti uguali la divisione dell'impero del padre. Ma non necessariamente in base alla legge attuale, se la norma inserita nel dl sviluppo venisse approvata

Questo significha che, se fino a ieri i tre figli del secondo matrimonio del premier, sommando fra di loro le quote nelle compagnie del padre avrebbero raggiunto la maggioranza nel controllo delle aziende a discapito dei primi due figli del cavaliere, con questa norma sarà lo stesso berlusconi a ridistribuire le quote in modo che questo non avvenga

Questo nella famiglia berlusconi, ma per gli italiani quale sarebbe il senso di questa legge?